heavenmayburn: (Steve)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: Flicker fade
Fandom: SONS OF ANARCHY
Capitoli: 1/1
Characters: Chibs Telford/Juice Ortiz
Raiting: R
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza scopo di lucro) sono stati creati ed appartengono ai loro rispettivi autori, booyah \o/ Non possiedo e non ci guadagno nulla 8D
Sommario: Ma lui non è Chibs, non sa cosa dire per farlo sentire meglio e, soprattutto, non ha alcun diritto di parlare.
Warning: angst, spoiler 5x03
Conteggio parole: 1.000 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Note: Scritta per il p0rnfest #7 @ [livejournal.com profile] fanfic_italia con il prompt: “Destroy what you create / and wonder why it always looks the same” Flicker Fade; Taking Back Sunday e per il COW-T #4 @ [livejournal.com profile] maridichallenge con il prompt: tempo, 1000 parole
Titolo dalla stessa canzone \o\

Flicker fade

La porta sbatte con un rumore secco quando finalmente Juice riesce a trovare Chibs, in una delle sale sopra la clubhouse.
Lui fa finta di non accorgersene mentre con qualche passo arriva al centro della sala.

In un momento come questo ha l’impressione di potere rimanere in silenzio per tutta la vita per cercare le parole, e ancora non riuscire a trovare quelle giuste.
Chibs è seduto sul divano di pelle accanto al muro, gli occhi cerchiati dalla stanchezza e i pugni chiusi, e Juice si morde le labbra.

La luce del pomeriggio entra fioca dalle persiane chiuse, formando ombre scure sul pavimento di legno accanto al letto.
La clubhouse al piano di sotto è molto più silenziosa del solito. Basta solo andare nel corridoio e fare le scale per sentire la rabbia e il dolore che riempiono la sala entrare nelle ossa e dare i brividi sulla pelle.

Qualcosa di giusto da dire in una situazione come quella non esiste.
Tutte le parole sono ferme dentro di lui come un groppo in gola, lascerebbero un sapore amaro sulla sua lingua se avesse il coraggio di pronunciarle ma, nonostante tutte le volte che provi a deglutire, non riesce comunque a mandarle giù.
Sembra essere passato così tanto tempo da quando riusciva a parlare senza avere paura di strozzarsi con tutto quello che non poteva permettersi di dire.

"Sono così felice che non sia tu" dice alla fine, quasi senza rendersene conto.
Chibs si passa una mano sulla fronte, intrecciando le dita nei capelli e lasciandosi sfuggire un sospiro tremante. Apre ancora la bocca ma alla fine non emette alcun suono.

Ed è la cosa più stronza che potesse dire perchè sono appena tornati dal cimitero dopo aver sepolto Opie e come si puo' essere felici per qualcosa in un momento del genere, quando tutto sembra crollare come sabbia sotto i loro piedi?

Chibs annuisce leggermente, continuando a guardare il pavimento.
Per un istante la mente di Juice torna a quel pomeriggio nel bagno al piano di sotto. "Basta" Chibs gli aveva detto, il fiato caldo che sfiorava la sua guancia, e sembra un ricordo così lontano che Juice ha quasi l'impressione che sia passata una vita intera.
Sente un piccolo peso formarsi alla base del suo stomaco. Ogni volta che aveva cercato di andare avanti, i piedi erano inciampati nei suoi sbagli.

Gli occhi di Chibs sono lucidi, quando incontrano il suo sguardo e ancora una volta sulla sua punta della lingua ci sono troppe cose che ringrazia di non avere il coraggio di dire.
Si volta e, dopo aver preso un respiro, Juice appoggia la braccia sulle sue spalle, abbracciandolo piano. Ma lui non è Chibs, non sa cosa dire per farlo sentire meglio e, soprattutto, non ha alcun diritto di parlare.

Chibs stringe il suo giubbotto tra le dita e si morde le labbra. Juice sente un piccolo singhiozzo riempire il silenzio e non ha idea se sia uscito dalle sue labbra o dalle proprie.
"Cazzo" mormora e Juice gli graffia appena il braccio, lasciandogli un segno rosso sulla pelle e cercando di impedirgli di allontanarsi.

Dopo qualche istante, Juice sente i muscoli del suo viso piegarsi in un sorriso amaro. Scuote la testa, qualsiasi cosa Chibs voglia dire, non vuole sentirla.
Non sa per quanto possa riuscire a tenere la bocca chiusa prima che le parole comincino ad uscirgli da dietro ai denti.
Poi c'è un bacio, con troppa lingua e troppi denti, per impedire ad entrambi di parlare. Juice afferra il giubbotto di Chibs con le dita e lo tira ancora un po' verso di lui.

Chibs rimane fermo, la bocca ancora aperta e lo sguardo sul suo viso. Ancora una volta Juice era stato troppo concentrato sulle cose sbagliate ed aveva rovinato tutto.
Irrigidisce la schiena e sposta lo sguardo sul pavimento, mentre la solita sensazione ricomincia a schiacciare il suo stomaco.

Dopo qualche istante però, è Chibs a voltarsi verso di lui. Le sue labbra sono screpolate quando incontrano la bocca di Juice, ma ancora leggermente sorridenti.
Le sue dita gli accarezzano il collo e scendono per un istante nella scollatura della maglietta, prima di accarezzare distrattamente la toppa sotto la spalla destra. Juice lo spinge contro i cuscini, mordendogli il labbro e intrecciando le dita con le sue.
Chibs apre la cerniera dei jeans e alza appena il bacino, le dita di Juice superano l'elastico dei jeans e sfiorano appena la sua pelle. Ha la bocca socchiusa e il respiro veloce quando Juice glielo prende in mano.

Per un attimo, in quella stanza buia e con tutto quel dolore fuori dalla porta, qualcosa di diverso dalla disperazione e dalla stanchezza si fa strada dentro di lui, ma è passato troppo tempo perchè Juice si ricordi come ci si riesca ad aggrapparsi.
E comunque non sarebbe stato abbastanza.

Chibs ha il suo nome sulle labbra quando viene, e Juice deve mordere forte le proprie per evitare di dire qualcosa, qualsiasi cosa.

Il silenzio riempie di nuovo ogni centimetro della stanza. Chibs rimane fermo per qualche istante, con gli occhi chiusi e la schiena rilassata contro il divano, e Juice vorrebbe davvero essere in grado di trovare qualcosa da dire.
Vorrebbe credere di avere ancora un posto nel club, nonostante tutte le stronzate e gli sbagli. Anche se non lo merita, l'unica cosa che desidera è di esserne ancora parte, è avere ancora un posto.

Gli piacerebbe pensare che non ci sia solo merda e sensi di colpa nel suo futuro, che ci fosse ancora qualcosa di salvabile; ma nonostante ne abbia davvero bisogno, in quel momento le parole gli muoiono in gola.

Chibs si allontana appena da lui, tentando di trovare un fazzoletto nelle tasche dei jeans.
Si passa ancora una mano tra i capelli e cerca il suo sguardo, mormorando grazie senza però emettere alcun suono.
È ancora accanto a lui, come quel pomeriggio nel bagno e forse, solamente per qualche istante, almeno fino a che c'è tutto quel silenzio, Juice decide di provare a sperare che non sia tutto perduto.
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