heavenmayburn: (duo maxwell)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: I'm Not Listening Anyway
Autore: me aka Fede aka [profile] heaven_may_burn
Capitoli: 7/8
Pairing: Bert McCracken X wiL Francis / Gerard Way X Frank Iero / Quinn Allman X Jeph HowardFrank Iero X Mikey Way / Gerard Way X Bert McCracken
Raiting: Pg
Sommario: Voleva davvero dirgli la cosa giusta. Voleva dirgli di dimenticare i due giorni precedenti e di tornare a un mese prima. Troppe persone erano coinvolete in quel triangolo amoros, o quadrato, o chissà cos' altro.
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: - 1/ Urge un nuovo layout... se qualcuno sa dove posso trovarne uno decente mi contatti ^^

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Capitolo Sette.

This could be a movie, this could be our final act
But we don't need these happy endings
Drive: Funeral for a friend
 
-Gee, io credo che dobbiamo parlare- disse Mikey entrando nel tour bus.
Gerard si rigirò tra le coperte e affondò la testa nel cuscino. Erano praticamente le undici del mattino, nel pomeriggio loro avrebbero dovuto suonare, eppure lui non sembrava avere intenzione di uscire dal letto.
Mikey aveva parlato con Frank che gli aveva raccontato quello che era successo il giorno prima.
E decise che doveva fare qualcosa. Di sicuro non era l’unico responsabile per lo stato d’animo del fratello, ma sapeva di non esserne estraneo.
Gerard meritava di sapere la verità. Meritava di essere messo a conoscenza di quello che era successo tra lui e Frankie. Si sarebbe arrabbiato, forse l’avrebbe odiato. Ma era giusto così.
Dopotutto doveva prendersi le sue responsabilità. Aveva fatto una scelta quando aveva baciato Frank, e ogni scelta porta dietro di se una conseguenza. Avrebbe dovuto farne i conti prima o poi.
Si passò una mano tra i capelli e si sedette accanto a Gerard.
Fece un respiro e poi un altro, cercando le parole giuste, ma esse sembravano non venire fuori. Quali sono le parole giuste per dire al proprio fratello che hai baciato il suo ragazzo?
C’era stato un periodo, qualche anno prima, in cui Mikey aveva pensato di odiare Gee.
Non era vero odio, era più una sorta di rabbia nei suoi confronti, e comunque non era durata a lungo.
Il fatto era che quando Gerard entrava in una stanza, Mikey sembrava sprofondare tra i cuscini del divano, cadere sotto il pavimento, diventare come la ragazza invisibile degli X-man insomma.
Perché tutte le volte in cui Gerard faceva la sua comparsa lui spariva.
Nessuno lo vedeva realmente, mentre tutti sembravano amare Gerard alla follia. Anche le persone che per Mikey erano più importanti.
E così aveva cominciato a evitarlo; perché Gerard poteva ingannare tutti, ma lui avrebbe sempre saputo che in realtà non era perfetto come tutti sembravano credere. E che anche lui  poteva essere luminoso quanto Gee.
Ma quel atteggiamento non faceva sentire meglio Mikey, anzi sembrava che, senza di lui, anche Gerard si sentisse perso.
Così era tornato sui suoi passi, soffocando le fitte di gelosia, e aveva cancellato quei momenti.
Gerard era così, lui non avrebbe potuto cambiarlo, e forse non lo voleva neanche. Quella rabbia aveva portato solo altra rabbia, e era un cerchio che doveva chiudersi.
Quel giorno si era ripromesso di non ferirlo mai più e era riuscito a rispettare quel giuramento fino a poche ore prima.
Dio, detestava vederlo così. Sembrava così… fragile.
-Gerard… forse dovresti alzarti… abbiamo il soundcheck tra un’ora- disse mordendosi le labbra.
-Frank…Frank mi ha lasciato…e sai qual è la cosa peggiore? Io mi sento sollevato… Fanculo! Sono un fottuto egoista- sussurrò Gerard non rimanendo girato verso il muro.
-Io… io devo rivelarti una cosa… Frank e io… lui ieri mi ha baciato- disse infine. Non sapeva se era quello il motivo per cui Frank aveva deciso di lasciarlo, ma sicuramente aveva influito. E si sentiva troppo in colpa per non rivelare la verità a suo fratello.
Gerard alzò la testa dalle coperte e lo guardò, rimanendo in silenzio.
Non disse nulla per parecchi istanti e poi chiuse gli occhi e si voltò di nuovo verso il muro. –Lasciami solo, per favore- disse in un soffio.
Mikey annuì e chiuse la porta dietro di sé. Lo capiva, e in un certo senso lo ringraziava di averglielo chiesto. Voleva andarsene perché non sarebbe riuscito a sopportare il suo sguardo.
 
***
 
Quinn si avvicinò a Bert.
Era seduto fuori dal bus con una sigaretta in bocca e una tazzina di caffè freddo tra le mani. Sembrava quasi assorto. Strano per Bert.
-Che fai?- gli chiese Quinn. Bert alzò la testa e lo guardò.
-Penso- rispose senza alzare lo sguardo dal caffè. Quinn sospirò.
-E a che cosa?-
-Non mi pare siano cazzi tuoi- rispose Bert alterato.
-Fanculo Bert, ti conosco da quando abbiamo 15 anni!-
-E allora? Ho già una madre, e persino lei ha rinunciato a farmi la predica!-
-Non volevo farti la predica… è solo che mi dispiace vederti così- disse Quinn sospirando.
Bert sorrise, la rabbia ormai se ne era andata. –Sopravviverò… piuttosto vedo che e Jeph in questi giorni siete, come dire… più intimi-
Quinn arrossì –Bhe, si… In effetti stiamo insieme…-
Bert sorrise. Provava una certa soddisfazione, aveva sempre avuto il sospetto che tra quei due presto o tardi sarebbe nato qualcosa.
Si alzò e gli diede una pacca sulla spalla e poi l’abbracciò. In effetti fu piuttosto imbarazzante, perché Quinn non se lo aspettava e si trovò a sbattere la testa contro la sua scapola, facendosi anche un po’ male.
-Io l’ho sempre detto, cazzo! Lo sapevo, anche con Cheryl o qualsiasi altra ragazza, l’ho sempre saputo che tra di voi c’era qualcosa-
-Bhe, grazie- rispose il chitarrista passandosi una mano tra i capelli. Non si aspettava una reazione così da parte dell’amico e non sapeva come rispondere.
Poi Bert parlò di nuovo.
-Prima pensavo a quello che mi hai detto ieri notte…- disse piano.
Non era da lui raccontare i cazzi propri in giro, ma ci rifletteva da ore e non aveva ancora trovato una soluzione. E anche solo il fatto di perdere così tanto tempo per decidere cosa fare era strano. Bert non perdeva mai tempo così; perché farsi seghe mentali?
Come se il tempo che impieghi a spremerti il cervello cambiasse qualcosa. Aveva sempre pensato che la chiave era seguire sempre il proprio istinto, solo così non si avevano ripensamenti in futuro.
Ma questa volta non ne era più così sicuro, aveva l’impressione che qualunque scelta avesse fatto avrebbe mandato ogni cosa a puttane.
-Bert io non so che dirti… non so quello che farei se fossi nella tua situazione-
Bert sbuffò –Cazzo, Quinn… così non aiuti-
-Lo so, ma… Bert, tu che cosa vuoi fare? Lo ami?-
-Io non lo so… sì… cioè forse … Dio, Quinn… io lo amo, ma non so se questa è la scelta giusta- disse guardando a terra –E poi c’è wiL… merda, rende le cose più difficili… Non è solo sesso con lui, se no non ci saremmo messi insieme, ma per quanto possa amarlo, non sarai mai come quando amavo lui-   
Quinn puntò lo sguardo verso il palco in mezzo al prato prima di parlare.
Voleva davvero dirgli la cosa più saggia. Voleva dirgli di dimenticare i due giorni precedenti e di tornare a un mese prima. Troppe persone erano coinvolte in quel triangolo amoroso, o quadrato, o chissà cos’altro.
Ma quando riportò gli occhi su Bert non se la sentì.
-Non credo che ci sia una scelta assoluta, qualunque cosa tu farai qualcuno soffrirà-
Stava per aggiungere che forse per una volta doveva essere un po’ egoista e far sì che quello che soffra non fosse lui, ma si fermò in tempo. Bert non aveva bisogno di incoraggiamenti per questo.
-Io e Jeph, e anche Dan credo, saremo qui comunque, come al solito…-
-Grazie- sorrise Bert.
Qualunque cosa avrebbe scelto di fare doveva farla subito.   

To Be Continued…

 

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