You trapped yourself in your own way.
Jul. 31st, 2007 02:32 amTitolo: You trapped yourself in your own way.
Autore: me aka Fede aka
heaven_may_burn
Capitoli: 1/1
Pairing: Bert McCracken X wiL Francis
Raiting: R
Sommario: -Le cose non funzionano così in questo mondo, William. La gente entra nella tua vita solo il tempo di una canzone, una scopata. E poi, quando quelle due o tre note finiscono, quando entrambe le persone sono soddisfatte, tutto ricomincia; un nuovo tour, nuove persone e nuova musica. Non ci si guarda indietro, si va avanti e si aspetta che tutto si ripeta da capo-
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: Ero davvero in dubbissimo se postare questa fict =/ E' solo che è due settimane che mi sono ripromessa di finirla, e così eccomi qui. Il risulato non mi soddisfa affatto ç__ç
P.S.E' ambientata circa un mese fa.
Autore: me aka Fede aka
Capitoli: 1/1
Pairing: Bert McCracken X wiL Francis
Raiting: R
Sommario: -Le cose non funzionano così in questo mondo, William. La gente entra nella tua vita solo il tempo di una canzone, una scopata. E poi, quando quelle due o tre note finiscono, quando entrambe le persone sono soddisfatte, tutto ricomincia; un nuovo tour, nuove persone e nuova musica. Non ci si guarda indietro, si va avanti e si aspetta che tutto si ripeta da capo-
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: Ero davvero in dubbissimo se postare questa fict =/ E' solo che è due settimane che mi sono ripromessa di finirla, e così eccomi qui. Il risulato non mi soddisfa affatto ç__ç
P.S.E' ambientata circa un mese fa.
You trapped yourself in your own way
By Niamh
(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, e gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
-Sei sicuro di farcela?- chiese Quinn a Bert mentre lui cercava nelle proprie tasche le chiavi di casa per aprire la porta.
-Dio, Quinn smettila di starmi addosso, mi hanno operato alla gola, non mi ha investito un tram!-
L’amico non rispose e lo seguì dentro casa.
Era un’enorme casino.
Ok, lui non era la persona più ordinata del mondo; anzi non c’era giorno in cui Cheryl [NdA: Non sono riuscita a capire se stanno ancora insieme, sorry è__é] non gli facesse il culo, però quel appartamento era qualcosa di innaturale.
Quinn rischiò di inciampare in uno scatolone lasciato in mezzo al corridoio.
Uno scatolone?! Da quanto Bert si era trasferito lì? Due, tre anni?
Possibile che non l’avesse ancora svuotato?
Scosse la testa e lo raggiunse.
Bert aveva tirato fuori dal frigorifero una lattina di birra e si era steso sul divano accendendosi una sigaretta.
-Ma che cazzo, Bert! Ti hanno appena operato alla gola e tu ti metti a fumare? Tu sei malato, amico-
Bert scosse le spalle e la spense, poi accese la tv.
-Se vuoi qualcosa da mangiare o da bere sai dove trovarla-
Quinn stava per rispondergli che no, non lo sapeva, anzi, con quel casino non era sicuro che sarebbe riuscito a ritrovare la porta quando sarebbe dovuto uscire, ma si limitò a dire che non aveva voglia di nulla e a sedersi sulla poltrona di fianco a lui.
I minuti successivi passarono in silenzio, entrambi facevano finta di essere interessati a quella specie di soap-opera colombiana che stava trasmettendo.
Dopo qualche minuto Quinn parlò. –Domani ti vengo a prendere così andiamo all’ospedale e ritiriamo le ultime analisi-
Bert annuì e girò la testa verso lo schienale del divano, chiudendo gli occhi.
Quinn si alzò e gli mise una mano sulla spalla –Bert… sono semplici analisi, vedrai che…-
-Ci vediamo domani- lo interruppe Bert tenendo gli occhi chiusi.
L’amico annuì e si diresse verso l’uscita.
Avrebbe voluto fare di più per lui, ma lo conosceva bene e sapeva che l’unica cosa sensata che poteva fare era lasciarlo e aspettare che gli passasse da solo.
A Bert passava sempre. Non importava quello che gli succedeva durante la giornata, il mattino dopo tutto era sempre ok.
Quinn era sempre stato invidioso del suo carattere, del fatto che riuscisse sempre a rialzarsi nonostante tutto, ma non aveva mai avuto per palle per rivelarlo all’amico.
Quando sentì la porta chiudersi, Bert si rilassò. Chiuse gli occhi e cercò di dormire.
Non seppe quanto tempo passò, ma a un certo punto sentì qualcuno cominciare a scuoterlo.
Probabilmente era ancora Quinn, pensò.
-Mhm… Vaffanculo, voglio dormire- Esclamò cercando di mandare via l’estraneo, ma esso non sembrava cedere nel suo intento di volerlo svegliare.
-Ma la vuoi smettere, cazzo!- esclamò Bert esasperato, mettendosi a sedere.
Si stupì a vedere chi aveva davanti.
Era un ragazzo di circa 25 anni, con i capelli neri e gli occhi scuri. Aveva una maglietta nera e dei jeans chiari. wiL.
Si era seduto così vicino a lui che quando Bert si mise a sedere, il suo viso si trovò a pochi centimetri dal quello del ragazzo.
-Che ci fai qui?- fu tutto quello che Bert riuscì a dire.
wiL non spostò lo sguardo dai suoi occhi. –Ho chiamato Jepha l’altro giorno e mi ha spiegato quello che era successo-
-Perché?- domandò di nuovo.
-Perché cosa? Perché sono venuto? Bhe, pensavo che ti sarebbe servita un po’ di compagnia-
Bert si alzò obbligando wiL a fare altrettanto.
-Ok, sei venuto, hai rallegrato la mia giornata, ora vai fuori dai coglioni, Grazie!- Disse cercando le sigarette che aveva lasciato sul tavolino. wiL tirò fuori il suo pacchetto dalla propria tasca e gliene porse una.
-Che hai?- chiese wiL divertito, quando vide l’irritazione dell’amico mentre l’accendino non voleva saperne di rimanere acceso abbastanza a lungo.
-E’ questo dannato coso!- disse buttandolo a terra –Non ne vuole saperne di funzionare!-
wiL sorrise. –Vuol dire che se ti presto il mio accendino farai almeno finta di essere contento di vedermi?-
Bert grugnì e afferrò dalla sua mano il piccolo oggetto di plastica, si portò la sigaretta alla bocca e ne aspirò una lunga boccata.
-Che cazzo vuoi da me? Piombi in casa mia senza neanche un cazzo di preavviso e poi ti aspetti anche che io ti butti le braccia al collo dalla gioia?-
-Bhe, qualcosa del genere- disse wiL annuendo vigorosamente –O magari mi sarebbe bastata una cazzo di telefonata che mi avvisava che tu stavi per fare una cazzo di operazione! Ma già, non è da te chiamare la gente, così si alimenta meglio il tuo alone di mistero!- concluse dandosi una piccola botta sulla fronte in maniera molto teatrale.
Ormai la sigaretta di Bert era finita. Mentre ascoltava wiL parlare l’aveva quasi inghiottita, e ora stava stringendo il mano il filtro così forte da farlo sfaldare.
-E’ questo allora!? Dio, Non l’hai ancora superato?-
-Già, mi dispiace se essere scopato da te e poi lasciato senza neanche un cazzo di biglietto o una telefonata per 3 dannatissimi mesi non mi abbia fatto molto piacere!-
-Che cosa dovevo fare? Aspettare che fosse mattina per fingere che a qualcuno di noi sia dispiaciuto? Le cose funzionano così in questo mondo, William. La gente entra nella tua vita solo il tempo di una canzone, una scopata. E poi quando quelle due o tre note finiscono, quando entrambe le persone sono soddisfatte, tutto ricomincia; un nuovo tour, nuove persone e nuova musica. Non ci si guarda indietro, si va avanti e si aspetta che tutto si ripeta da capo da capo-
-Forse non mi piace più così tanto questo mondo- sussurrò wiL guardandosi i piedi.
-Bhe, tesoro, ormai ci sei dentro- ma non fece in tempo a terminare la frase che le labbra di wiL erano sulle sue.
Lo stava baciando. Nonostante lui gli avesse appena rivelato che non gli importava di lui, che non significava ne più ne meno di ogni altro con cui era andato a letto, lui era rimasto lì.
Era sicuro che l’aveva ascoltato, ma era come se le sue parole non avessero fatto effetto. wiL era ancora davanti a lui, lo fissava con lo stesso sguardo e lo baciava come mai aveva fatto finora.
Sembrava che in quel momento valesse molto di più.
-Che diavolo voleva dire questo?-
-Non voglio più fare parte di quel mondo- ripeté wiL baciandolo di nuovo, le mani scendevano verso il suo baccino.
Sorrise e leggermente strinse la presa attraverso la stoffa dei jeans, mentre Bert mormorava nel bacio.
Appena il bacio finì, wiL si allontanò da Bert. Immediatamente, come se le parti del corpo che prima erano in contatto con lui improvvisamente avessero cominciato a scottare.
Bert si morse le labbra e si guardò in giro. Alla fine decise di afferrare il suo braccio e di trascinarlo in camera da letto.
-Decisamente non sei fatto per quel mondo- mormorò mentre apriva la porta con un calcio e ricominciava a baciarlo.
Passarono due ore.
Bert era steso nel letto accanto a wiL.
Lui stava fissando le finestre chiuse. Sui mobili e gli armadi erano accumulati vestiti e magliette di 4 mesi di tour e probabilmente sarebbero rimasti in quella posizione per molto tempo.
Dalle persiane era riuscito a passare qualche raggio di sole, abbastanza per fare capire che fuori era una giornata di sole, ma non sufficienti per fare entrare quel calore anche dentro casa sua.
Si girò e si ritrovò il viso di wiL a pochi centimetri dal suo. Lo stava fissando.
-Che cavolo hai da guardare?- chiese sbuffando.
-Nulla… è che… fare sesso con te è sempre stato divertente, ma oggi no… cioè è stato strano, non che mi sia dispiaciuto ma… Insomma mi chiedevo che avevi…-
Bert grugnì –Nulla… e comunque…-
-Non sarebbero cazzi miei, lo so- terminò la frase al suo posto. –E’ solo che tornando con me hai già infranto una delle tue tante regole, rompere anche questa non sarebbe grave, vero?-
-Non è niente… è solo che domani vado a ritirare le ultime analisi…-
-Ah- sussurrò solo wiL.
-Non mi era mai capitato prima ma ho paura…- pronunciò quelle parole tutto d’un fiato non rendendosi neanche conto di quello che stava facendo. –Questo è tutto quello che ho… non ho una cazzo di famiglia con il quale pranzare la domenica, non ho una bella ragazza da presentare a mia madre, non parlo con i miei genitori da quasi due anni e non ho più neppure un fottuto cane! Q“QQQWQQQuesto è l’unica cosa che conti ormai e non so più neanche se potrò continuare a cantare… E’ così frustrante rimanere a aspettare-
-Già…- disse piano wiL avvicinandosi e dandogli un bacio sulla fronte –Ma tu sei Bert McCracken, sopravvivrai anche a questo-
Si alzò e si rivestì.
-Dove vai?- chiese Bert spaesato. Ma wiL non rispose e aprì il portafoglio, tirando fuori un bigliettino stropicciato.
–Questo è il mio numero- disse mentre glielo porgeva –Possiamo non essere noi, per un pomeriggio… Possiamo scappare dal quel mondo e essere solo wiL e Bert. Possiamo andare a prendere un caffè domani pomeriggio, quando tornerai dall’ospedale. Sempre che vorrai chiamarmi- concluse porgendogli il biglietto.
Bert non rispose ma si alzò e sorridendo piegò il bigliettino mettendoselo nel portafoglio.
The End.