I'm Not Listening Anyway. Capitolo Otto.
Aug. 8th, 2007 11:02 pmTitolo: I'm Not Listening Anyway
Autore: me aka Fede aka
heaven_may_burn
Capitoli: 8/8
Pairing:Bert McCracken X wiL Francis / Gerard Way X Frank Iero / Quinn Allman X Jeph Howard / Frank Iero X Mikey Way / Gerard Way X Bert McCracken
Raiting: Pg
Sommario: -Se ti dicessi che qualunque cosa tu provi nei miei confronti la provo anch’io? Basterebbe a farti cambiare idea? Riusciremo a farla funzionare in qualche modo… Ci abbiamo già provato e quindi sappiamo quali sono gli errori del passato. E poi… tu non sei mai stato bravo a fare la cosa giusta-
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: The end =)
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Autore: me aka Fede aka
Capitoli: 8/8
Pairing:
Raiting: Pg
Sommario: -Se ti dicessi che qualunque cosa tu provi nei miei confronti la provo anch’io? Basterebbe a farti cambiare idea? Riusciremo a farla funzionare in qualche modo… Ci abbiamo già provato e quindi sappiamo quali sono gli errori del passato. E poi… tu non sei mai stato bravo a fare la cosa giusta-
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: The end =)
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Capitolo Otto.
And I wish that I could tell you right now, I love you
But it looks like I won't be around
So you won’t know
But it looks like I won't be around
So you won’t know
You Won’t Know: Brand New
-Non credo che ci sia una scelta assoluta, qualunque cosa tu farai qualcuno soffrirà-
Stava per aggiungere che forse per una volta doveva essere un po’ egoista e far sì che quello che soffra non fosse lui, ma si fermò in tempo. Bert non aveva bisogno di incoraggiamenti per questo.
-Io e Jeph, e anche Dan credo, saremo qui comunque, come al solito…-
-Grazie- sorrise Bert.
Qualunque cosa avrebbe scelto di fare doveva farla subito.
Quinn alzò un sopracciglio –Allora, che farai?-
-Dio, questi non sono sicuramente affari tuoi- disse Bert sospirando.
Quinn sorrise leggermente e si allontanò.
Bert prese il suo cellulare e si accese una sigaretta.
La finì e poi ricominciò a fissare lo schermo.
Si morse le labbra e scrisse velocemente un messaggio a wiL. Gli disse che dovevano parlare di una cosa urgente, e che doveva raggiungerlo al più presto nel tour bus.
Gli avrebbe parlato, se le cose avessero funzionato con Gerard o meno non importava, con wiL era stato un ipocrita, e quella era l’ultima cosa che voleva essere. [NdA:Infondo anche Bert è un bravo ragazzo ^^]
Poi si morse le labbra e afferrò nuovamente il pacchetto di sigarette, accendendosene un’altra.
Guardò il cielo, stava diventando scuro. Probabilmente quella notte avrebbe piovuto.
Le nuvole erano basse, grandi e grigie.
A qualche metro di distanze c’era il bus dei My Chemical Romance.
Ok, ci aveva pensato e ora aveva preso una decisione, sarebbe andato da Gerard a comunicargliela.
***
Gerard stava ancora nel letto, con gli occhi chiusi e le cuffie nelle orecchie.
Aveva tutto e in tre giorni l’aveva perso.
Ora che cosa aveva in mano?
Due anni buttati nel cesso. Aveva sentito il peso di ogni singolo giorno posarsi sulle sue spalle e in poche ore se ne era liberato, eppure in quel momento era solamente stanco, come mai lo era stato fino a quel momento.
Che cosa aveva guadagnato?
Nulla. Perché avevano già provato a fare funzionare le cose, e non ci erano riusciti.
Quello che avevano costruito era davvero il rapporto più disfunzionale di tutta la sua vita.
Stavano insieme la sera, ma al risveglio non era detto che le cose sarebbero rimaste così. Non era sicuro che ci sarebbe stato se ne avesse avuto bisogno. E soprattutto, disfunzionale era il significato che lui dava alla parola “stare insieme”. Erano andati avanti per sei mesi a scopare e a fare gli innamorati, ma solo alla fine lui gli aveva comunicato che era stato solo un gioco.
Eppure ora erano ancora lì, a ricominciare da capo.
Gerard avrebbe potuto paragonare tutto a una droga. Ti fai per non soffrire più, eppure il dolore non scompare, e tu non puoi smettere di drogarti e non puoi smettere di soffrire, perché l’una si trascina dietro l’altra. Come quando si associa una canzone a un momento, in questo caso doloroso e poi la si ascolta nel lettore cd, schiacciando il tasto ‘repeat’. Tu non puoi spegnerla, ma ascoltarla vuole dire rivivere ancora e ancora quel momento, e più l’ascolti e più stai male, e più stai male e più l’ascolti. Era un circolo vizioso.
Si morse le labbra mentre aumentava il volume della musica. La verità era che non poteva smettere perché nonostante tutto amava quel veleno, e amava lui.
Chiuse gli occhi e alzò il volume dell’ Ipod.
C’era qualcosa nella sua testa, un presentimento, una sensazione, che gli faceva capire che non avrebbe fatto nulla neanche questa volta. Sarebbe caduto ancora e ora non c’era più la mano di Frank a offrirgli un appiglio.
Sentì qualcuno scuoterlo e aprì un occhio, togliendosi le cuffie.
Lui era li, lo stava guardando e Gerard non poté fare a meno che fissarlo a sua volta.
Era in attesa. Di sicuro lui non avrebbe parlato, se Bert voleva dirgli qualcosa lui non gli avrebbe facilitato il compito.
-Gerard…- disse l’altro sedendosi sul letto di fronte a lui. Il bus era buio, le tendine erano tirate e di Gerard e Bert si riconoscevano solo le ombre confuse. –Io credo che dobbiamo parlare-
Gerard annuì e si sedette sul materasso. Era vero, dovevano chiarire perché tutte quelle cose non negate ne confermate lo stavano facendo diventare pazzo.
-E che cosa vuoi dirmi?- gli domandò alzando la testa. Nonostante fosse buio poteva ancora distinguere i suoi occhi.
-Riguarda il bacio di ieri… Io credo sia stato un errore- Gerard abbassò lo sguardo e non disse nulla. –E’ semplicemente sbagliato provare ancora… Io stavo con wiL e tu stai con Frank- a Gerard non sfuggì il verbo al passato e continuò a guardarlo negli occhi. –E poi siamo in tour entrambi; sai come vanno le cose in questo mondo, la gente entra e esce dalla tua vita velocemente, troppo velocemente, e il tempo non è mai sufficiente per pensare che qualcosa possa durare… insomma credo che sarebbe meglio se andassimo avanti come se non fosse successo nulla.-
-E’ questo quello che vuoi?- gli occhi di Gerard brillavano di rabbia. Bert poteva vederlo nonostante la poca luce. E mischiata a essa c’era un sentimento che però Bert non riuscì a distinguere, troppo impegnato a ascoltare le parole di Gee. –Tu non vuoi stare con me, ma non sopporti neanche che io stia con qualcun altro. Mi hai baciato e ora vuoi che io lo dimentichi. Forse dovresti pensare prima di fare qualcosa, McCracken-
-Mi dispiace- disse Bert. Lui non si scusava mai e il fatto che lo stesse facendo adesso aveva a dire poco dell’assurdo.
-Già, anche a me…- disse Gerard sospirando e accendendo la luce vicino alla finestra. –Dall’ ultima volta che mi hai detto che dovevo dimenticarmi qualcosa sono passati due anni e io continuo a pensarci. Queste cose purtroppo sfuggono al mio controllo. Quindi rispondi alla mia domanda: E’ questo quello che vuoi?-
-Dio, Gerard… Sto solamente cercando di fare la cosa giusta e tu rendi solo tutto più difficile-
Gerard sorrise e questa volta non c’era traccia di rabbia nei suoi occhi. Bert si stupì, non pensava avessero potuto diventare così luminosi.
-E se ti dicessi che ormai non sto più con Frank?- Bert spalancò la bocca ma non disse nulla -Se ti dicessi che non mi importa se lui si scopa mio fratello, o qualsiasi altra cosa capiti tra quei due, perché non è a lui che penso?-
Bert lo fissò –Ma… ma davvero tra tuo fratello e Iero…?- chiese. Ecco, quella era una cosa che non si sarebbe mai aspettato.
Gerard sospirò –Sì, ma non è questo il punto, sto cercando di essere serio- disse sorridendo e alzandosi, andando più vicino. -Se ti dicessi che qualunque cosa tu provi nei miei confronti la provo anch’io? Basterebbe a farti cambiare idea? Riusciremo a farla funzionare in qualche modo… Ci abbiamo già provato e quindi sappiamo quali sono gli errori del passato. E poi… tu non sei mai stato bravo a fare la cosa giusta-
Bert si leccò le labbra sentendole improvvisamente secche. Era vicino, pericolosamente vicino.
Aveva davvero provato a convincersi e a convincerlo di stare facendo la scelta giusta, ma Gee sembrava non ascoltare. Qualunque cosa avesse da dire non sembrava fare la differenza. E questo voleva solo dire che se mai non avesse funzionato non sarebbe più stata colpa sua, o almeno non tutta. Perché lui l’aveva avvertito ma a Gerard non sembrava importare.
E poi perché essere così pessimisti?
Avrebbe sempre potuto tentare e se si fosse schiantato al suolo, bhe, forse ne sarebbe valsa la pena.
Qualcosa dentro di sé gli fece capire che lo avrebbe fatto comunque, a qualsiasi prezzo. Dentro di se Gerard era l’unica cosa che voleva e quella risposta era l’unica che voleva sentire.
-Probabilmente no… Forse dovresti usare argomenti più convincenti per cercare di farmi cambiare idea- entrambi sorrisero e Gerard lo baciò.
Forse non era la cosa più giusta da fare, ma era quella che entrambi desideravano.
The End.