30 Giorni. Capitolo Tre. [-21]
Aug. 16th, 2007 09:11 pmTitolo: 30 Giorni
Autore: me aka Fede aka
heaven_may_burn
Capitoli: 3/13
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: . E così che tutto incominciò. Frank non voleva più fare sesso fino al matrimonio. Voleva arrivare casto e puro fino alla prima notte di nozze. E non servì a nulla tutto l’impegno che misi nello spiegarmi che dopo tutti questi anni era una cosa immensamente inutile.
Nota: Voglio vedere i MCR a novembre ç__ç
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Autore: me aka Fede aka
Capitoli: 3/13
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: . E così che tutto incominciò. Frank non voleva più fare sesso fino al matrimonio. Voleva arrivare casto e puro fino alla prima notte di nozze. E non servì a nulla tutto l’impegno che misi nello spiegarmi che dopo tutti questi anni era una cosa immensamente inutile.
Nota: Voglio vedere i MCR a novembre ç__ç
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-E allora, tu indosserai il vestito bianco?- chiese Ray seguendo Frank mentre lui si dirigeva verso il piccolo frigo bar del bus.
Frank prese una lattina, ne bevve un sorso e poi guardò il nostro chitarrista negli occhi. –No.- disse lapidario.
Ray girò la testa. -Lo indosserà Gee, allora?-
-No.- ripeté tornando a sedersi accanto a me. Ray lo seguì nuovamente.
-E se io e gli altri facessimo una colletta e ve lo comprassimo come regalo di nozze?-
-No.- rispose ancora dandomi un bacio sulla guancia e appoggiando la sua testa sul mio petto.
-E se boicottassimo il matrimonio come minaccia?-
-No.-
-E se…-
-No.-
-Ma se non ho ancora detto nulla- protestò lui.
-La risposta sarebbe sempre e comunque no- decretò Frank.
-Ray, smettila!- dissi io a quel punto. Non sapevo come aveva fatto Frank a resistere fino a quel momento senza gridargli dietro.
-Uff, che palle!- mi rispose –Certo che voi non siete per niente divertenti!- brontolò alzandosi e andando da un’altra parte.
Un po’ di pace.
-Finalmente soli- dissi sorridendo e dandogli un bacio sulle labbra. Ma proprio mentre le cose si facevano interessanti lui si allontanò da me.
-Gee, aspetta… dobbiamo parlare di una cosa-
E così che tutto incominciò.
Frank non voleva più fare sesso fino al matrimonio.
Voleva arrivare casto e puro fino alla prima notte di nozze. E non servì a nulla tutto l’impegno che misi nello spiegarmi che dopo tutti questi anni era una cosa immensamente inutile.
-Ma Gee, io voglio che quella notte sia speciale…- mi disse guardandomi negli occhi. E, forse ve l’avevo già accennato, ma io non so resistergli quando mi guarda in quel modo.
Acconsentì, anche se non ne ero per niente entusiasta.
Naturalmente il sesso non è la cosa più importante, io lo amo e lui mi ama e non potrei chiedere di meglio. Ma sono un essere umano e ho delle esigenze. Ok, forse detto così è molto squallido, ma oltre che il sesso in generale, quello che mi sarebbe mancato sarebbe stato il sesso con lui.
Insomma, le prossime settimane non sembravano affatto semplici.
Saremmo arrivati a Belleville quella sera; avremmo passato la notte a casa mia e il giorno seguente saremmo andati a cena da mia mamma. Mikey e Alicia erano tornati dalla luna di miele da pochi giorni e io gli avevo detto che avevo una sorpresa per loro e gli avevo praticamente ordinato di non tornare subito a NY ma di passare qualche giorno da lei, così avrei potuto parlare a tutta la famiglia.
E poi, circa tre o quattro giorni dopo, saremmo andati a cena da Linda, la madre di Frank, in modo da comunicare la notizia anche a lei.
Mi aspettavano dei giorni abbastanza intensi e oserei dire stressanti.
-D’accordo, Frankie. Faremo come vuoi- dissi schioccandogli un bacio sulla guancia.
Lui sorrise soddisfatto, come faceva sempre quando lo accontentavo in qualcosa.
Come quella volta in cui mi ha costretto a fare pattinaggio sul ghiaccio e io mi sono praticamente rotto il coccige, o come quando mi ha “convinto” a fare una full immersion nel mondo della Terra di Mezzo.
Da Philadelphia a Chicago; nove ore di Signore degli Anelli.
Bel film, belle scenografie, ma credetemi, dopo che si ha gridato e saltato su un palco con mille luci al neon puntate addosso e una folla di persone urlanti, l’ultima cosa che desiderereste è di fare una maratona di tutti i film in edizione integrale.
E’ che quando vuole qualcosa ha un metodo infallibile per ottenerla, almeno con me. Comincia a mordersi il labbro inferiore e poi mi guarda negli occhi. Sembra Bambi, e quale essere umano con un cuore potrebbe mai negare qualcosa a Bambi?!
-Ma quando dici basta sesso, intendi qualsiasi tipo di approccio sessuale?-
-Gee…- sospirò lui alzandosi dal mio petto.
-No, te lo dico perché se siamo precisi certe cose non sono da considerarsi vero e proprio sesso…-
-Gee…- ripeté scuotendo la testa –Sono solo venti giorni… Se tu fossi una ragazza ti direi che parli come una ninfomane…- Io sbuffai e lui mi baciò la punta del naso, poi sorrise. –Vediamo come andranno le cose…- sussurrò piano.
Si alzò e andò verso il letto. Io lo seguì.
-Sai…- cominciò mentre si buttava sulle coperte disfatte. Lo raggiunsi e gli strinsi la vita con le braccia. –Stavo pensando che prima o poi dovremmo decidere dove andare in viaggio di nozze…-
Io annuì mezzo addormentato. Non avevo davvero voglia di discuterne adesso, soprattutto perché sapevo che in qualsiasi posto lui avesse voluto andare, a me probabilmente non sarebbe piaciuto.
***
-Ehi, belle addormentate, Dovreste svegliarvi!- disse una voce vicino alle mie orecchie.
Sembrava una mosca, ed era anche fastidiosa come una mosca.
Così decisi di scacciarla, alzando un braccio e colpendo l’aria. Quella voce smise di parlare e si mise a ridere.
Io grugni mentre anche Frank apriva gli occhi.
-Che cazzo c’è, Brian?- gli chiesi una volta che lo ebbi riconosciuto.
-Stavo dicendo, mie care Biancanevi, che siamo arrivati a casa- Io lo colpì con una sberla sulla testa e sperai che si fosse fatto male.
Svegliai Frank e raccattai le mie cose.
Arrivammo a casa mia circa mezzora dopo.
-Fanculo!- esclamai quando le chiavi mi cedettero dalle mani. Ero carico di borse e valige, e piegarmi e prenderle sembrava una missione impossibile.
Frank mi sorrise, le prese e mi aprì la porta.
-Bentornati a casa!- disse accendendo la luce.
Il mio appartamento non è mai cambiato molto nonostante tutti i soldi che abbiamo fatto. Sarà perché praticamente a casa non ci sono mai; ma non ho mai sentito il bisogno di fare grandi cambiamenti o di comprare una villa enorme.
Ho un atrio, a destra una piccola cucina con i mobili laccati di rosso, che non so come mi sia venuta in mente di comprare, e a sinistra un divano nero con i cuscini colorati.
Poi c’è il corridoio e un bagno, due camere da letto e infine la mia stanza tutto-fare, dove mi rinchiudo per la maggior parte del tempo.
Fine tour della casa.
Mi avvicinai a Frank e lo abbracciai da dietro, baciandogli il collo.
Lui rise –Gee, io ti amo tanto, lo sai… ma non credi che sarebbe l’ora di farti una doccia?-
Aprì la bocca per ribattere. Dio, non era stato affatto carino da parte sua farmelo notare in quel modo.
Ma, a pensarci bene, non aveva tutti i torti. Il lungo viaggio in bus cominciava a farsi sentire, in tutti i sensi.
Così gli diedi un bacio sulla guancia e mi diressi verso il bagno. Lo sentì dalla cucina che esclamava qualcosa del tipo –Non temere, nonostante la puzza ti sposo lo stesso!-
Aprì l’acqua della doccia e chiusi gli occhi.
Erano sei mesi che non tornavo a casa. Non era cambiato nulla da quando ero partito, tranne che ora ero fidanzato. Sorrisi senza rendermene conto.
Cominciai a fare una nota mentale delle persone che avevo in mente di invitare alla cerimonia. Ok, io e Frank volevamo fare qualcosa di privato, ma questo non mi avrebbe impedito di chiamare tutte le persone che conoscevo e sbattergli in faccia la mia felicità.
Mi misi i pantaloni del pigiama e una maglietta e lo raggiunsi in cucina. Anche lui si era cambiato.
Appena mi vide si avvicinò a me e mi diede un bacio sul collo.
Notai che aveva apparecchiato il tavolo. C’erano delle cose nel piatto che a prima vista sembravano spaghetti al sugo e dell’insalata con gli hamburger.
Non avevano un bel aspetto, certo, ma da Frank quello era il massimo che potevo aspettarmi, visto che quella di cuoco era l’ultima delle carriere che poteva intraprendere.
Per dimostrargli che avevo apprezzato il suo tentativo gli diedi un bacio sulle labbra e poi sussurrai –Che ne dici se cominciassimo la castità da domani?-
Lui si passò una mano sui capelli e poi mi baciò. –Si può fare…-
To Be Continued…