30 Giorni. Capitolo Due. [-20]
Sep. 2nd, 2007 12:05 pmTitolo: 30 Giorni
Autore: me aka Fede aka
heaven_may_burn
Capitoli: 4/14
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: Quando c’era qualcosa che non gli andava bene, faceva finta di non ascoltare e cambiava argomento, andava a cucinare stupidissimi dolci, e ti dava la sensazione che in realtà tu non esistessi davvero, che quello che parlava era solo il tuo riflesso che non emetteva alcun suono. Credo che questo lato del suo carattere, oltre che avermi fatto diventare leggermente schizofrenico, è alla base dei miei problemi di peso adolescenziali.
Nota: Finalmente ho scritto anche questo capitolo, qui ci vuole un pò di ROBOT! E questa fict si allungerà di un capitolo più del necessario, vogliate perdonarmi ^//^
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Autore: me aka Fede aka
Capitoli: 4/14
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: Quando c’era qualcosa che non gli andava bene, faceva finta di non ascoltare e cambiava argomento, andava a cucinare stupidissimi dolci, e ti dava la sensazione che in realtà tu non esistessi davvero, che quello che parlava era solo il tuo riflesso che non emetteva alcun suono. Credo che questo lato del suo carattere, oltre che avermi fatto diventare leggermente schizofrenico, è alla base dei miei problemi di peso adolescenziali.
Nota: Finalmente ho scritto anche questo capitolo, qui ci vuole un pò di ROBOT! E questa fict si allungerà di un capitolo più del necessario, vogliate perdonarmi ^//^
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-Gee… come sto secondo te?- mi chiese Frank guardandosi allo specchio.
-Sei bellissimo- gli sussurrai dandogli un bacio sul collo.
Lui sbuffò ma sorrise. –Lo dici solo perché mi ami, non sei obbiettivo-
Io sospirai e gli presi la testa tra le mani guardandolo negli occhi. –Frank, da quanto tempo conosci i miei genitori? Perché sei così nervoso?-
-Non lo so… E’ che questa volta è diverso. Insomma, noi ci sposiamo, e tu sei il loro figlio maggiore. E’ una bella responsabilità!-
-Ma i miei sanno già che stiamo insieme…. Si tratta solo di fargli capire che la cosa sta diventando molo più, come dire, definitiva-
-Si, ma se a loro non va bene? Ti ricordi che, quando hai detto ai tuoi che eri gay, tua madre non ti ha parlato per due giorni?!-
-Ma se mia madre ti adora!-
Ok, piccola bugia.
Mia madre adorava Frank quando pensava che lui fosse solamente un mio carissimo amico e chitarrista della mia band; quando ha saputo che era diventato il mio ragazzo le cose sono leggermente cambiate.
Non credo che sia per Frank nello specifico, ma credo che abbia preso un po’ male la mia omossessulaità.
Quando Frank ha detto che non mi ha parlato era la verità, più o meno.
Vedete, quando andavo alle superiori c’era questo ragazzo che si chiamava Josh del quale mi ero preso una cotta. Aveva i capelli neri corti che gli scendevano sul viso, gli occhi azzurro ghiaccio, era alto e con il naso sottile. In più era pallidissimo e sembrava un fottuto vampiro.
Fu amore a prima vista.
Cominciammo a uscire; e un giorno lei mi sentì mentre raccontavo a Mikey ogni dettaglio.
Era euforica. Non aveva capito che la persona con cui uscivo era un lui e non una lei.
Così mi chiese. –Allora, come si chiama la fortunata persona che esce con il mio figlio maggiore preferito?-
Io presi un profondo respiro e gli dissi il suo nome, non curandomi troppo della sua reazione, perché pensavo “Andiamo, è mia mamma, che cosa potrebbe succedere?”.
Lei era stranita. –Ma ho sentito male? Si chiama Josh?-
-No, mamma. Hai sentito benissimo-
-Ma Josh sta per Josephine, vero?-
Io sospirai. –Come può stare per Josephine?! Sta per Joshua!-
-Quindi è un ragazzo?- mi domandò allargando gli occhi.
Io annuì vigorosamente. –Sì, decisamente-
Il suo viso era decisamente più bianco e pallido del solito.
Rimase zitta per qualche minuto e poi sussurrò. -Oh.-
Diede uno sguardo in giro e dopo qualche secondo mi guardò di nuovo negli occhi.
-Vado a fare una torta- disse allontanandosi per andare in cucina.
Ecco, faceva sempre così.
Quando c’era qualcosa che non gli andava bene, faceva finta di non ascoltare e cambiava argomento, andava a cucinare stupidissimi dolci, e ti dava la sensazione che in realtà tu non esistessi davvero, che quello che parlava era solo il tuo riflesso che non emetteva alcun suono.
Credo che questo lato del suo carattere, oltre che avermi fatto diventare leggermente schizofrenico, è alla base dei miei problemi di peso adolescenziali.
-Ok, andiamo- dissi afferrando il polso di Frank. Lui mi seguì in macchina.
Accese la radio e appoggiò i piedi sul cruscotto.
Sembrava che tutta l’agitazione che aveva pochi secondi prima fosse svanita, mentre la mia continuava a salire.
-Sai cosa sarebbe davvero cool? Se tu ti facessi tatuare il mio nome da qualche parte; sai no, per dimostrarmi il tuo amore- esclamò cercando di coprire la radio che cantava “Umbrella, ella ella, eh eh”
Ecco, ora oltre che preoccupato ero irritato, molto molto irritato.
-Te lo scordi!- dissi facendo uscire dalle labbra una mezza ristata stridula. Stava scherzando, no?
-Ma Gee… perchè?-
E intando la radio continuava a cantare “Under my umbrella…”
-Bhe, mettiamola così: Superman amava Lois Lane, eppure non si è mai fatto fare una collana di kryptonite per dimostrarglielo-
“Ella, ella, eh, eh”
-E, cazzo Frankie, spegni quella maledetta radio!-
Lui sbuffò e si mise a sedere decentemente, spanse la radio e dopo rimise i piedi esattamente dov’erano, sporcandomi tutto il cruscotto.
Quando vide che stavo per dirgli di togliere quei maledetti scarponi dalla mia macchina, mi fulminò con lo sguardo. E, continuandomi a guardare come se avesse voluto uccidermi aggiunse –Superman era un coglione!-
Capì che si era incazzato e non mi avrebbe parlato per tutto il viaggio. Bene, quella giornata procedeva sempre meglio!
Per fortuna casa mia non è molto lontana da dove abita mia mamma, e quindi arrivammo nel giro di pochi minuti.
Appena entrato salutai mio padre, mia madre era uscita, e mi preparai psicologicamente a quello che sarebbe seguito. Questa volta la notizia era grossa, mi aspettavano come minimo una decina di chili in più in torte.
Anche Frank la salutò e mi seguì dentro.
Vedemmo mio fratello sdraiato sul divano che guardava i Simpson, gli occhi mezzi aperte e un pacchetto di patatine rovesciato sul petto.
Come può un essere umano ridursi in questo stato?
Ci mancava solamente la bava alla bocca e la Duff in mano e sarebbe stato come Homer.
Che tristezza!
Frank si sedette accanto a lui e gli rubò una patatina che gli era finita vicino al collo. Io mi buttai letteralmente sulla poltrona vicino e lo guardai incuriosito.
Mikey grugnì e aprì un occhio.
-Gee…? Frankie..? Ma… siete voi?-
Ma che diavolo!
Ritiro quello che ho detto! Homer Simpson è molto più intelligente di lui appena sveglio.
Frankie annuì e lo abbracciò e poi io feci altrettanto.
-Sei solo?- chiesi guardandomi in giro.
-Sì, la mamma e Al sono uscite non so dove…- mi rispose sbadigliando.
Mi guardai in giro. Il salotto dei miei genitori era pieno delle fotografie del matrimonio di mio fratello.
-Mikey… non è che mi puoi accompagnare in bagno?- gli chiesi continuando a fissare le foto. Mi mettevano terribilmente in imbarazzo.
Sia Frank che Mikey erano sbalorditi.
-Ma sei scemo?!- mi domandò mio fratello dopo qualche secondo.
Sentivo l’irritazione scorrermi lungo la schiena. E, come se non bastasse, Rihanna cantava ancora nella mia testa.
-Senti, seguimi e basta, ok?- praticamente glielo ordinai.
Mikey non replicò e si alzò.
-Ma Mikes, mi devi raccontare tutto quello che è successo! Non ci vediamo da una vita!- si lamentò Frankie. E, credetemi, nonostante fossi un fascio di nervi, la sua espressione mi sciolse.
Lo baciai e gli sorrisi. –Abbiamo sempre tempo di parlare prima di cena, ti racconterà tutto dopo…-
Frank annuì e prese il pacchetto di patatine, mangiandolo e continuando a guardare i Simpson.
Una volta che io e Mikey arrivammo in bagno chiusi la porta a chiave.
Lui mi guardò un po’ impaurito. –Cazzo, Gee… ma devo davvero aiutarti a pisciare? No, perché sai, nulla di personale, ma provo un certo disgusto per cose come queste!-
-Merda, era solo una scusa! Volevo parlarti da solo, non devo pisciare!-
Ora era più che altro stupito. –Che cosa c’è?- mi domandò sedendosi sul bordo della vasca. -Riguarda quello che ci dovresti dire sta sera?-
Io annuì lentamente. –Io e Frank… Bhe, noi ci sposiamo…-
Mikey allargò gli occhi e si alzò di colpo. –Wow! Cioè, sono felicissimo!- disse buttandomi le braccia al collo e abbracciandomi con un po’ troppa enfasi per i miei gusti. –Oddio, che cosa dolce!- disse staccandosi da me e cominciando ad applaudire. Bhe, almeno lui l’aveva presa bene. Smise di fare i versi e mi guardò negli occhi. –Però cercate di non litigare troppo spesso. Non è carino stare in mezzo al proprio fratello e al proprio migliore amico che si scannano-
-Non preoccuparti, non c’è pericolo!-
Poi i suoi occhi si illuminarono. Era come se avesse afferrato un’idea lontana che ronzava nel suo cervello. –Aspetta… mamma lo sa?-
Io scossi la testa sconsolato.
E lui cosa fece?
Esattamente quello che fece Frank quando glielo chiesi di sposarmi la prima volta, o Ray quando la commessa ci ha provato con me.
Rise.
Anzi no. Si scompisciò.
-Oddio, fratellone. Grazie per avermi chiamato. Questa scena non voglio perdermela!-
-Dio, Mike. Io mi sto cagando nei jeans. Mi aiuterai con lei, vero?-
Lui annuì dandomi una pacca sulla spalla. –Certo! Mica ti lascio solo-
In quel momento sentimmo la voce di mia madre provenire dalle scale.
-Michael, Gerard… ragazzi, venite ad apparecchiare che fra un po’ è pronto!-
Io e Mikey scendemmo di sotto.
Frank e Alicia erano comodamente seduti sul divano a guardare la tv. Sapevo che loro non avrebbero mosso un dito. Poco importava se stavano con noi, loro due erano sempre stati, e probabilmente lo sarebbero stati anche in futuro, considerati ospiti e gli ospiti non apparecchiano.
Li invidiavo in quel momento.
Quando passammo davanti al divano Mikey sorrise e fece l’occhiolino a Frank.
Il mio ragazzo mi guardò interrogativamente e io alzai le spalle.
-Sai che cosa penso? Che dovresti dirglielo subito. Insomma, via il dente, via il dolore- mi disse mio fratello all’orecchio mentre appoggiavamo le posate sul tavolo.
-Dici? Non è che poi le rovino l’appetito o qualcosa del genere?!-
Lui ridacchiò. –Nah, Gee. Infondo è nostra mamma, che potrà mai succedere?-
Già, che cosa?
-Ok, tu blocchi la porta. E quando siamo sicuri che non può fuggire glielo dico-
Lui rise un po’ più forte questa volta. –Al mio segnale scatenate l’inferno!- escalmò imitando Russle Crow.
-Perché ridete?- chiese mia madre da dietro mentre afferrava una zuppiera.
Io feci un grande, enorme respiro e chiusi gli occhi.
-‘Ma, tu sai che io e Frankie stiamo insieme, no?-
Lei mi rispose esitante. -…Si-
-E che noi ci amiamo?-
Questa volta la risposta ci mise ancora di più ad arrivare. -…Sì-
-Bhe, ecco… Dieci giorni fa io gli ho chiesto di sposarmi. Il matrimonio sarà a fine mese-
Avvenne proprio quello che io temevo. Lei rimase in silenzio.
Dopo un bel po’ finalmente parlò. –Bhe, almeno ora ti sistemerai anche tu… Ragazzi, volete dei biscotti?-
Mikey si alzò dalla sedia sul quale si era seduto per seguire la scena, e andò verso mia madre, chiudendo la credenza.
-No, mamma, non ora. E’ meglio se tu e Gee parlate- ringraziai mio fratello con lo sguardo e lui mi sorrise.
Mia madre sospirò e si sedette su una sedia. Noi facemmo lo stesso.
-Va bene, parliamo. Su forza, che volete che vi dica, ormai è già tutto deciso tanto?!-
-Che sei d’accordo!- gli dissi io esasperato. Dio, mi sembrava così ovvio. –Che mi darai la tua benedizione o qualche merda simile-
-Io non ho mai detto di non essere d’accordo- protestò lei.
-No, certo. Non mi parli mai! Ogni volta che ti dico qualcosa è come se non avessi parlato!-
-Non è facile accettare quello che mi dici, Gerard- disse lei fissando la tovaglia. –Alla fine io sono una mamma come tutte le altre, l’unica cosa che voglio è che tu alla fine trovi qualcuno che ti renda felice e mi faccia diventare nonna-
Mikey alzò lo sguardo su di lei. –Grazie per la considerazione! Guarda caso io mi sono sposato da poco, e quello che hai detto non è carino!-
Mamma sbuffò verso di lui. –Oh, andiamo Michael, lo sai quello che intendevo. E’ logico che aspetto dei nipotini anche da te. Ma è di Gerard che stiamo parlando, è una cosa diversa-
-Ma è la stessa cosa. Frank mi rende felice e io rendo felice lui. Noi ci amiamo e io vorrei solo che tu fossi contenta per noi come lo eri stata per Mikey e Alicia-
Lei si alzò immediatamente dalla sedia e mi abbracciò. Io non me l’aspettavo e dopo qualche secondo circondai anch’io il suo petto con le braccia. –Gerard, tesoro, è logico che io sono contenta per voi. Non c’è nulla che mi renda più felice di sapere che tu lo sei. E’ solo che per me è ancora strano avere a che fare con certe cose-
Avevo ancora gi occhi chiusi quando gli chiesi. –Allora ci sarai?-
Lei annuì. –Non potrei mai mancare, tesoro!-
Sorrisi.Alla fine non era andata male come mi immaginavo.
A un certo punto sentì la voce di Mikey in lontananza, e così sciolsi l’abbraccio. –Ora i biscotti si possono mangiare?- domandò speranzoso aprendo l’antina della credenza.
Mia madre gli schiaffeggiò la mano. –Certo che no, vi rovinereste l’appetito! E ora continuate ad apparecchiare, fra poco è pronta la cena e dovremmo comunicare la notizia a vostro padre. Chissà come reagirà?! Due matrimoni lo stesso anno. Ci toccherà almeno pagare il rinfresco!-
Mikey ridacchiò. –Come se i soldi siano un problema!-
-Michael, sia sa che, come vogliono le buone maniere, è la famiglia dello sposo a pagare il buffet. In effetti questo è un caso un po’ particolare, ma il procedimento è lo stesso, suppongo!-
Finimmo di apparecchiare.
Ok, praticamente metà dell’operazione era fatta.
Ora mancava la famiglia di Frank.
La solita agitazione tornò a farmi visita.
To Be Continued…