30 Giorni. Capitolo Due. [-19]
Sep. 11th, 2007 09:57 pmTitolo: 30 Giorni
Autore: me aka Fede aka
heaven_may_burn
Capitoli: 5/14
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: –Oh, lo so… Sai, sono in molti a dirlo, ma alla fine lui torna sempre a casa con il cuore spezzato… Non dico che sia il tuo caso, Gerard caro, proprio no, però mi chiedevo se tu sappia il vero valore del matrimonio… Lo sai che non è un gioco, vero? Che non è come lo fanno vedere in tv? Quando dici di sì, si presume sia davvero per tutta la vita-
Nota: Finalmente ho scritto anche questo capitolo, qui ci vuole un pò di ROBOT! E questa fict si allungerà di un capitolo più del necessario, vogliate perdonarmi ^//^
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Autore: me aka Fede aka
Capitoli: 5/14
Pairing: Gerard Way X Frank Iero
Raiting: Pg
Sommario: –Oh, lo so… Sai, sono in molti a dirlo, ma alla fine lui torna sempre a casa con il cuore spezzato… Non dico che sia il tuo caso, Gerard caro, proprio no, però mi chiedevo se tu sappia il vero valore del matrimonio… Lo sai che non è un gioco, vero? Che non è come lo fanno vedere in tv? Quando dici di sì, si presume sia davvero per tutta la vita-
Nota: Finalmente ho scritto anche questo capitolo, qui ci vuole un pò di ROBOT! E questa fict si allungerà di un capitolo più del necessario, vogliate perdonarmi ^//^
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Ero in quella casa da pochi minuti eppure… Avete presente la sensazione che provavo ieri?
Ebbene era quasi triplicata.
Ovunque guardassi, vedevo foto di Frank.
Frank da piccolo, Frank con i suoi cagnolini, Frank con sua mamma, Frank con la sua prima ragazza, Frank con il suo primo ragazzo…
Insomma, tanti, troppi Frank alle pareti per essere davvero rilassarti.
E poi c’era Linda.
Il modo in cui mi guardava, mi faceva pensare che sapeva già di quello che volevamo parlare, il che, se possibile era ancora più inquietante.
-Gerard, caro… vuoi qualcosa da bere?- domandò alzandomi un sopracciglio.
Io la guardai e sentì la mia bocca improvvisamente secca.
Sì, qualcosa da bere ci stava sicuramente bene.
-Sì, grazie… mi piacerebbe del te freddo-
Lei continuò a fissarmi e io mi sentì immensamente in imbarazzo.
Non era carino quello che stava facendo. Insomma, io ero li con suo figlio per comunicarle che stavamo per sposarci, già terrorizzato di mio, perché vi assicuro che a volte quella donna fa paura; in più lei stava attuando terrorismo psicologico su di me. Davvero poco carino.
Diedi una gomitata a Frank.
Lui alzò gli occhi dal gattino che stava accarezzando e mi guardò dubbioso. Io gli faci un verso sua madre e lui sospirò.
-Mamma, Gerard ti ha risposto-
-Oh, cosa?- chiese riemergendo dai suoi pensieri. –Oh, certo- si alzò e si diresse in cucina.
Io mi voltai verso Frank e obbligai a lasciare per terra VelociRaptor, il gatto di sua madre. Non chiedetemi perché l’ha chiamato così. Io ho un sospetto, ma non lo so con esattezza e non voglio saperlo.
-Frank… io non vorrei trovarmi qui in questo momento…- confessai mangiandomi le unghie.
-Bhe, amore…- sussurrò mettendomi le braccia al collo e abbracciandomi. –Ti tocca, non vorremo mica sposarci senza avvertire mia mamma?!-
-No, ma… Non si può fare che io scappo a casa e ti aspetto lì, e tua madre non la vedo più finchè il matrimonio non è stato celebrato?-
-No, assolutamente- disse scuotendo la testa. –Non pensarci neanche-
Io sbuffai e lui mi baciò la fronte. –Ehi, vedrai, non sarà nulla di terribile-
Io alzai la testa e gli diedi un bacio sulle labbra. –Puoi parlarci tu, però?-
Lui sorrise. –Certo, tu non preoccuparti… ti amo, lo sai, no?-
-Anch’io ti amo- dissi annuendo un po’ più sicuro.
-Ecco il te freddo- esclamò la madre di Frank portando il vassoio nel salotto. –L’ho preparato anche per te Frankie, hai un’aria così sciupata-
Lui mi diede un altro bacio sulle labbra e io mi separai da lui a malincuore. Poi rispose a sua madre.
–Non c’e ne era bisogno… comunque ora siediti, perché io e Gee abbiamo grandissime notizie!-
Lei si sporse dalla poltrona su cui era seduta e mi, anzi, ci guardò.
-Allora, sentiamo… Non è nulla di cui io debba preoccuparmi, vero?-
Io presi un lungo sorso di te, mentre Frank scuoteva la testa e i capelli gli finivano sul viso.
Era dolcissimo.
Eh, lo so… Immagino che molti di voi siano gelosi, in effetti anch’io sarei geloso di me stesso nella vostra situazione. Non per niente è il mio ragazzo/futuro marito!
-No… E’ una cosa troppo bella, invece!- disse entusiasta. Io sorrisi. –In pratica stavamo facendo questo tour, no?! E eravamo in giro per tutta l’America… dovevi vedere che roba, mamma, ogni sera era pieno zeppo di gente, una cosa grandiosa!- Io lo guardai scettico e lui si schiarì la voce. –Ma non è questo il punto! Una sera, dopo avere fatto sesso… - continuò lui sorridendo mentre io mi coprivo gli occhi con una mano volendo davvero morire. –Lui mi ha chiesto di sposarlo… All’inizio pensavo fosse uno scherzo, ma poi lui è stato così dolce e… Insomma, il punto è che io e Gerard ci stiamo per sposare!-
Sua madre guardò prima suo figlio e poi me, dopo si lanciò verso di noi e ci abbracciò entrambi. –Ragazzi, voi non sapete quanto io sia contenta!-
-Oh, che bello!- continuò poi. –Qui ci vuole una torta, per festeggiare! Frankie, tesoro, ci pensi tu? E’ nella credenza… E dai da mangiare anche al gatto, già che ci sei!-
Io lo guardai implorante di non andarsene, lui sospirò e mi diede un bacio veloce sulla bocca. Poi si alzò mentre io continuavo a guardarlo cercando di convincerlo con il pensiero a tornare accanto a me.
Linda mi metteva paura, ora più che mai.
-Torno subito- mi sussurrò piano, e io annuì un po’ esitante.
-Allora, Gerard…- cominciò sua mamma appena fu sicura che Frank fosse uscito dalla stanza, cosa che mi fece aumentare di più la mia ansia. –Vorrei solamente parlare un po’… Non abbiamo mai parlato realmente, solo noi due, da quando te e mio figlio state insieme…- Io non dissi nulla perché non sapevo che cosa rispondergli. –Sai, io non sono il tipo da fare la predica al fidanzato del proprio figlio, ma adesso che tra di voi, le cose si fanno, come dire, un po’ più permanenti, mi piacerebbe parlare…-
Rimasi ancora in silenzio e dalla cucina sentimmo Frank che gridava. –Stupido, idiota di un gatto! Quella è la mia gamba, tu non puoi mangiare la mia gamba! La tua cena è nella ciotola, razza di imbecille!-
Ecco, probabilmente ora sapevo che i miei sospetti sul nome del gatto erano fondati.
-Io amo suo figlio…- dissi sotto voce.
Lei annuì vigorosamente. –Oh, lo so… Sai, sono in molti a dirlo, ma alla fine lui torna sempre a casa con il cuore spezzato… Non dico che sia il tuo caso, Gerard caro, proprio no, però mi chiedevo se tu sappia il vero valore del matrimonio… Lo sai che non è un gioco, vero? Che non è come lo fanno vedere in tv? Quando dici di sì, si presume sia davvero per tutta la vita-
Il modo in cui lo disse mi fece venire i brividi. Mi stava minacciando?
-Io amo Frank e lo amerò per tutta la vita- dissi con più decisione.
-Oh, adesso è normale che tu dica così, ma tra dieci anni forse…-
Io scossi la testa. –Tra dieci anni dirò ancora la stessa cosa. Voglio sposare Frank perché lo amo, e voglio che le cose siano così per sempre…- dissi a voce più bassa. Non avevo mai riflettuto veramente sui motivi per cui gli avevo chiesto di sposarmi, lo volevo e basta. –Non voglio che tra un po’ di tempo lui si stanchi di me, che mi dica che è finita. Così almeno avrò qualcosa a cui aggrapparmi… qualcosa che mi terrà legato a lui…-
Linda si avvicinò a me e mi sussurrò all’orecchio. –Non è un pezzo di carta a tenere legate due persone, è l’amore… E sono felice di sapere che quello che tu provi per Frank è lo stesso che lui prova per te. E’ una bella cosa, visto che non l’ho mai visto così innamorato.-
Io sorrisi nel pensare a Frank. Se davvero lui ricambiava in pieno i miei sentimenti, quello che ci teneva legati doveva essere un amore molto potente.
-Ma!- esclamò Linda dopo qualche secondo. –Se farai la fine degli altri… Se ti comporterai come gli altri, non esiterò a cercarti in qualsiasi cazzo di concerto, in qualsiasi cazzo di paese, e a spaccarti il culo!-
Il fatto che stesse sorridendo non fece altro che spaventarmi di più. –Non ce ne sarà bisogno-
***
Io e Frank uscimmo da casa di sua madre circa un due ore dopo.
Quando arrivammo a casa ormai erano le undici; e, che ci crediate o no, entrambi decidemmo di comune accordo di andare a dormire.
Io mi buttai sul letto, sprofondando in uno stato semi-vegetativo, mentre Frank si chiuse in bagno per togliersi il trucco.
Circa dieci minuti dopo si sedette accanto a me e cominciò a massaggiarmi la schiena, proprio come se fossi VelociRaptor. E esattamente come quel gattino imbecille, se avessi potuto avrei fato le fusa anch’io.
-Lo sai che ti amo?- mi chiese dopo qualche secondo.
Io annui leggermente catatonico. –E che non potrei stancarmi di te?-
Aprì gli occhi. –Hai sentito quello che ho detto a tua madre?- domandai imbarazzato.
Lui sorrise. –Forse…-
Mi morsi la lingua e sentì che lui si stava stendendo vicino; avvertì le sue braccia che mi circondavano lo stomaco.
Cominciò a baciarmi il viso. –Come potrei stancarmi di te?- chiese dandomi un bacio sulla fronte. –Sei ricco- io risi e lui mi diede un bacio sul naso. –Sei incredibilmente sexy- continuò baciandomi l’angolo delle labbra. –E se l’unica persona che amo…-
Io gli diedi un piccolo bacio sulle labbra e mi addormentai senza avere la forza di rispondere.
Almeno i parenti da avvisare erano finiti.
To Be Continued…
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