Sep. 16th, 2008

heavenmayburn: (bden & ryro)
Titolo: I'm like a lawer with the way I'm always trying to get you on.
Autore: me aka Fede
Capitoli: 1/1
Pairing: Ray Toro X Bob Bryar

Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer ©
Situation by Escape the Fate
-Title © I'm like a lawer with the way I'm always trying to get you off
Sommario:-Brendon, che fai?- domandò Spencer bevendo un sorso della propria aranciata e abbassandosi, in modo da arrivare arrivando a pochi centimetri dal cantante che stava trafficando con uno sgabello ed un cuscino, e guardarlo negli occhi. –Come mai questa “riunione straordinaria?”-
-Si va a caccia- rispose lui guardandosi in giro loscamente.
Nota: Stupidissimo lj cut.. mi chiedo se tornerà mai normale ç__ç


(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
 
 
I'm like a lawyer with the way I'm always trying to get you on
 
Il tour era appena finito.
Spencer si era svegliato quella mattina con il sorriso sulle labbra, perché tutto era al posto giusto. Era finalmente a casa, Jon aveva acconsentito a fermarsi lì da lui a Vegas per un po’, era una bella giornata e la calma sembravano avvolgerlo.
Fu quando, appena ricevuto il bacio del buongiorno dal suo fidanzato, il telefono cominciò a squillare, che le cose precipitarono.
La voce di Brendon aveva semplicemente detto “riunione straordinaria”, e così loro avevano dovuto uscire di casa in fretta e furia per raggiungerlo.
-Brendon, che fai?- domandò Spencer bevendo un sorso della propria aranciata e abbassandosi, in modo da arrivare arrivando a pochi centimetri dal cantante che stava trafficando con uno sgabello ed un cuscino, e guardarlo negli occhi. –Come mai questa “riunione straordinaria?”-
-Si va a caccia- rispose lui guardandosi in giro loscamente.
-Eh?- domandò il batterista a quel punto.
-Mia mamma ha detto che c’è un topo in casa e che devo disfarmene, quindi sto costruendo una trappola.-
-Ah- annuì Spencer poco convinto. –E che c’entra il cuscino?-
-Mica può farsi male, povera bestiolina.. Lui viene qui a mangiare il formaggio, lo sgabello gli cade addosso e lui aspetterà comodamente su un cuscino spiumacciato che io lo prenda e lo riporti alla libertà.. un po’ come Free Willie..- Brendon alzò lo sguardo verso l’orizzonte perdendosi nei suoi pensieri. –Ora nuoti libero, amico mio-
-Ehm..- disse Spencer dubbioso. –Wow.-
-E Ryan dov’è?- domandò Jon guardandosi intorno.
Brendon sorrise. –L’ho convinto ad andare al discount all’angolo a prendere il formaggio-
-Oh- dissero in coro gli altri due.
Spencer vide un’interessante via di figa pararsi davanti. –E non hai bisogno di nient’altro? Tipo, non lo so.. Una cuccia per topi?-
Eh?
Cuccia per topi?!
Ma si stava rincretinendo anche lui?
-Nah- disse Brendon pensieroso. –Ho rubato il lavoretto di Natale di mia sorella.. E’ una scatola imbottita di ovatta, così sta bello comodo-
-Oh- disse Spencer.
Stava invidiando il suo migliore amico, ma davvero tanto.
-Adesso ho bisogno che voi mi diate una mano- si volto raccogliendo due bastoni colorati.-Tenete questi, miei cari-
Spencer si passò una mano tra i capelli guardando l’oggetto che il suo cantante gli aveva appena dato in mano.
Erano quei martelli che si usano a halloween, fatti di plastica e con in cima la gomma piuma. Quelli che se gli schiacci fanno poti-poti e che Brendon si era procurato l’anno prima quando erano andati alla festa di Pete Wentz.
Si sbagliava, era ora che invidiava il suo migliore amico. Ma davvero tanto, eh!
-E che ci facciamo con questi?- domandò Jon incuriosito.
Eh? Stava dando corda a Brendon?
Ma era pazzo?!
-Adesso noi andiamo in giro per la casa facendo rumore con questi- spiegò Brendon.-Così attiriamo il topo nella trappola-
-Dai,- esclamò Jon. –Sembra divertente-
-E certo che lo è- replicò Brendon con un sorrisone. –Batti il cinque!-
Spencer si schiaffò una mano sulla fronte.
-Si comincia- affermò Brendon alzando un braccio come per dare il via ad una gara. Cominciarono ad entrare in casa, passando dal salotto. –Ssshhh, fate piano-
-Ma non dovevamo fare rumore?- bisbigliò Spencer, inspiegabilmente accucciato nella stessa posizione di Brendon.
Sembrava stessero facendo un remake di Salvate il soldato Ryan, anche se il soldato Ryan era quello che se la passava meglio tra di loro, in quello stupido discount, pensò tra se Spence.
E l’invidia sopraggiunse, ancora.
Jon alzò le spalle e seguì gli altri due in cucina.
-Ahhhhhhh- urlò Brendon mentre schiacciava il martello di plastica ed un irritante poti-poti si diffondeva nella stanza.
Jon seguì il suo esempio agitando il martello. In quel momento una pantegana di dimensioni spropositate passò vicino a Spence che strinse gli occhi e si fece il più piccolo possibile.
,OhmioDio,OhmioDio--OhMioDio cominciò a ripetere. Quegli animali gli facevano troppo schifo per mantenere un minimo d’orgoglio.
-Seguiamola!- esclamò Brendon, alzando il suo martello in aria come un perfetto condottiero.
-Signorsì- esclamò Jon andando in sala.
Della creaturina, come la chiamava Bren, non c’era più nessuna traccia.
-Non va bene! Soldati, ci servono delle mazze più grosse!-
Brutta frase, pensò Spencer, soprattutto quando si ha la mente deviata perché è da quasi una settimana che non si riesce ad avere un po’ di intimità con il proprio ragazzo. E’ una frase brutta.. e scoraggiante.
-La mia mazza va benissimo- replicò allora colto nell’orgoglio.
Brendon alzò un sopracciglio. –A me sembra che sia moscia e che non suoni-
Spencer arrossì vistosamente. Dio, questa conversazione stava andando troppo oltre. –E dove le possiamo trovare?-
-In garage, naturalmente.. Voi andate a guardare, intanto io preparo la merenda-
Spencer e Jon entrarono in garage dopo diversi minuti passati a cercare di aprirlo (quella serratura doveva essere andata) e cominciarono a cercare negli scatoloni.
-“La mia mazza va benissimo”?!- esclamò Jon trattenendo una risata.
-Taci- disse Spencer lapidario lanciandogli contro qualcosa (molto probabilmente una vecchia bambola della sorella di Brendon).
-Oh, ma lo so che la tua mazza va benissimo- rise Jon mettendogli un braccio intorno alla vita.
E, proprio quando Spencer ricambiò l’abbraccio, dalla saracinesca cominciarono a venire degli strani rumori, come di cavi elettrici impazziti e poi un sonoro Bang.
-Oddio, questo è quello di cui parlava Asimov, le macchine si stanno ribellando!- esclamò Jon mentre la luce andava e veniva.
-Spiritoso- mugugnò Spencer avvicinandosi alla serranda. –Deve essersi guastato il meccanismo… BRENDON! SI E’ ROTTA LA SERRATURA DEL GARAGE.. SIAMO CHIUSI DENTRO!-
Seguirono alcuni rumori di sottofondo e infine, dall’altra parte della saracinesca, Brendon gli rispose. –Non preoccupatevi, soldati, vi tiro fuori io!-  
Spencer fu invaso da terribili sospetti, che si tramutarono in realtà quando diversi rumori sordi cominciarono a diffondersi per il locale. Brendon stava prendendo a martellate quello che rimaneva della serratura.
-Dio, Brendon, fermati!- si affrettò ad esclamare Spencer. –Sai che c’è? Non abbiamo fretta di uscire.. Tu vai in cucina a preparare la merenda e aspetta Ryan..-
-Ricevuto!- esclamò il cantante felice di tornare ad occuparsi delle vettovaglie.
-Eravamo rimasti?- domandò Spencer voltandosi verso Jon.
Questa coincidenza poteva anche girare a suo favore, adesso.
Poteva rimanere con lui da solo, a meno che Brendon, il ratto o entrambi, decidessero di sfondare la saracinesca a craniate.
-Stavamo parlando del fatto che bisogna sincerarsi della funzionalità della tua mazza-
Spencer arrossì nascondendo il viso nel il petto del chitarrista. –Come sei volgare-
-Tu mi ami per questo-
-Touchè- rispose Spencer sorridendo.
Gli gettò le braccia al collo.
Ecco, ora tutto sembrava essere al posto giusto, di nuovo.
Erano soli, erano in un posto buio che con un po’ di immaginazione poteva diventare anche romantico, e soprattutto Jon era così vicino che lui poteva sentire il suo respiro solleticargli la guancia.
Quando Spence chiuse gli occhi, giocando con la mano con i capelli corti di Jon, mentre lui gli morsicava delicatamente un labbro, un nuovo rumore invase la sala.
Era come il rumore di un trapano elettrico.
La serranda si alzò e i due furono costretti a chiudere gli occhi per la troppa luce.
voilà-Et- esclamò un tizio di circa di circa venticinque anni togliendosi gli occhiali protettivi. Brendon sorrise facendo un gesto verso il ragazzo. –Lui è Paul, è il figlio del nostro fabbro. L’ho chiamato io e non ho aspettato che arrivasse Ryan.. Sono stato bravo, vero?- domandò orgoglioso. –Adesso possiamo tornare al topo-
-Certo che tu non en fai una giusta, eh?- domandò Spencer uscendo dal garage, per la prima volta incazzato perché Brendon aveva avuto un’idea sensata e li aveva tirati fuori.
  
 
 [I'm like a lawyer with the way I'm always trying to get you on
 
The end.]


heavenmayburn: (pete wentz)
Titolo: Dance, Dance!
Autore: me aka Fede
Capitoli: 1/1
Pairing: Andy Hurley X Joe Trohman

Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer ©
Situation by Escape the Fate
-Title © Dance, dance by Fall Out Boy
Sommario:--Andy e Joe- continuò Pete in preda ad uno dei suoi deliri. –Non sono tanto cariniiiii insieme, eh? Non lo sono?!-
Patrick si schiaffò una mano sulla fronte. –Oddio, no! Pete, ti prego non dirmi che quello che hai intenzione di fare è…-
-Noi due li faremo mettere insieme domani sera!- proclamò il bassista felice.
-Appunto- mormorò Patrick sconsolato.
Nota: ARGH!!!



(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
 
Dance, dance!
 
-Vuol dire che non ci sei mai stato?- domandò Pete sdraiato sul divano di casa di Patrick.
Sì, infatti. Era casa sua. 
Come diavolo si permetteva quel nanetto del suo bassista a mettere le sue orribili e sudici scarpe sul tavolino in mogano?!
Joe alzò le spalle. –Che non ci sono mai stato, che diavolo c’è da spiegare, Petey? Non ci ho mai messo piede dentro, mai visto neanche da lontano; nulla, zero, nisbà-
-L’ho capito questo, non sono stupido. E’ solo che non mi capacito che tu non sia mai stato a vedere un balletto- disse Pete scocciato dall’ovvietà della cosa.
-Bhe,- replicò Andy. –Non è come se andare a vedere quattro tipi con il pacco in evidenza che si dimenano sia la cosa che tutti gli esseri umani sognano-
La faccia di Pete con tanto di sopraccigli alzati e un’espressione da “sicuro?” diceva tutto.
-Oh- mormorò il batterista.
-E comunque è una cosa che tutti gli esseri umani dovrebbero fare- ribattè Pete. –Forma il carattere-
Joe alzò le mani in segno di resa. –Sì, ok. Hai vinto, Wentz. Ci sto-
-Yeaya!- esclamò quest’ultimo felice. –Andy?-
Andy sospirò prendendo la felpa e avviandosi alla porta. –Sì, qualunque cosa pur di non vederti fino a domani sera-
Pete gli fece ciao-ciao con la manina e Patrick grugnì.
Esatto, un grugno.
Un ringhio; come quello del lupo dei tre porcellini o come Wile E. Coyote. Un verso di una persona esasperata. E anche un pochino incazzata perché, davvero, nonostante questa sia un’altra idea scimunita di Pete, lui non era stato incluso, e gli rodeva il culo per questo.
-Scusa, quando hai detto che vai a casa?- domandò Patrick raccogliendo i resti delle patatine disseminate da quei vichinghi dei suoi amici.
-Non ci vado a casa! Ho lasciato Hemmy in custodia a Bill, visto che ha finito il tour, cazzi e mazzi, ed è tornato qui a Chicago, così adesso posso rimanere a dormire con te!-
Patrick sentì le guancie imporporarsi. –E.. E perché, di grazia?-
-Ma perché dobbiamo studiare un piano efficace!- spiegò Pete, con sempre più ovvietà nella voce.
-Eh?-
-Dio, non avrai mica pensato che a me interessi davvero vedere il Lago dei Cigni? No, noi due domani sera saremo Cupido! Anzi no, che dico?! Saremo Oprah Winfrey!- si grattò la testa. -Però Oprah Winfrey le divide le coppie.. No, meglio ritornare a Cupido!-
-Eh?- fu l’unica cosa che Patrick fu in grado di dire. Anzi, di ripetere.
-Andy e Joe- continuò Pete in preda ad uno dei suoi deliri. –Non sono tanto cariniiiii insieme, eh? Non lo sono?!-
Patrick si schiaffò una mano sulla fronte. –Oddio, no! Pete, ti prego non dirmi che quello che hai intenzione di fare è…-
-Noi due li faremo mettere insieme domani sera!- proclamò il bassista felice.
-Appunto- mormorò Patrick sconsolato.
-Ma dai pensaci, sarà perfetto! La musica, tutto quel “na nananana naà na nanai na na na”.. Loro penseranno che noi non ci siamo presentati e così saranno incentivati a fare i porcellini; ma in realtà noi ci saremo eccome! Io li riprenderò con la ma videocamera e finirà tutto su Buzznet!-
-Tu sei pazzo- dichiarò Patrick salendo le scale in direzione della camera da letto.
-Dove vai?- chiese Pete mentre prendeva il suo laptop, il block notes, il caffè e.. dio, quelle erano le planimetrie del teatro?
-A dormire- replicò Patrick fermamente dal piano superiore.
-Questo vuol dire che non vuoi aiutarmi nel preparare il piano?-
-Già- fu la replica che ricevette.
-Bene- disse istericamente Pete a quel punto.
-Bene- rispose Patrick.
-Perfetto!- urlò Pete quasi rabbiosamente. –Ma tanto tu domani sera ci sarai!- esclamò additando la porta chiusa alla fine delle scale. –Eccome se ci sarai!-    
***
Joe guardò l’orologio spegnendo la sua sigaretta sotto la suola. –E’ quasi mezzora che li aspettiamo..-
Andy alzò le spalle. –Magari Trick l’ha tramortito con un soprammobile della sala e ora sono entrambi in ospedale..-
Joe alzò lo sguardo verso l’entrata del locale. –Entriamo? Dopotutto noi due abbiamo i biglietti..-
Andy annuì. –Ma sì, dai. Per una volta che Pete mi offre qualcosa..-
Si sedettero in tribuna.
Joe sospirò guardandosi intorno ed individuando solo signori attempati con le loro mogli. –Ti dirò che non mi sono mai sentito fuori luogo come sta sera-    
Andy scosse la testa. –Bhe, c’è stata quella volta in cui quelle ragazze fan di Pete hanno passato tutto il meet’n’greet a parlare delle foto del suo cazzo-
Joe rabbrividì. –Touchè, quello è stato peggio-
Il chitarrista si guardò in giro di nuovo.
Era inutile, c’erano solo uomini brizzolati, signore in pelliccia, un ragazzo con il cappellino.. Eh? Frena.
Lui conosceva quel ragazzo e quel cappello.
.
OhCristoSanto
Diede una gomitata ad Andy. –Non per rovinarti la festa ma.. Ho trovato Pete e Patrick!-
 
Andy si voltò dove Joe stava indicando e vide Patrick schiaffarsi una mano in fronte e diventare piccolo-piccolo mentre Pete lo salutava con una mano e sventolava una videocamera con l’altra.
-Oh, Cristo Santo!- esclamò.
-Già- convenne Joe.
-Non so te- cominciò Andy. –Ma io non mi fido per niente di Wentz.. Non mi sento affatto sicuro sotto di lui.. Nelle migliori delle ipotesi può sputarci addosso!-
-Pizza e film al cinema, come ti suona?-
Andy sorrise. –Come la migliore delle idee-
Entrambi presero i propri cappotti e, mentre le luci si spegnevano, si alzarono e si avviarono verso l’uscita.
Nell’aria cominciò a diffondersi il famigliare na nananana naà na nanai na na na.
Pete strinse gli occhi. –Oh, mio Dio! Se la danno a gambe- esclamò sconvolto agitando il braccio nella loro direzione. -FUSILLANIMI!!-
Patrick, in uno scatto degno delle sue migliori performance ad “afferra Pete e chiudigli la bocca prima che faccia/dica qualcosa di estremamente stupido”, lo zittì. –Taci, sta cominciando! Non vorrai mica farci cacciare anche da qui-
-Ma che cosa vuoi che me freghi del balletto?!-
-Pete- Patrick lo fulminò con lo sguardo.
-Ok, va bene- mormorò Pete sedendosi con le braccia conserte e mettendo il broncio. –D’accordo. Ma ti avviso che non mi divertirò. Neanche un po’-
***
Joe buttò la crosta della sua pizza nel piatto, svaccandosi sulla sedia. –Ah, se potessi mi slaccerei la cintura dei jeans per quanto sono pieno-
Andy addentò il suo ultimo pezzo e annuì. –Sì, anche io.. Mi sento come un cassonetto- alzò lo sguardo verso il chitarrista. –Che film danno?-
Joe sorrise. –La versione a cartoni animati di Star Wars, naturalmente-
***
-Trick..-
Patrick camminò a passi veloci allontanandosi dal teatro e pregando che nessuno pensasse che Pete era con lui.
-Trick?-
Dopotutto poteva anche farcela.
-Trick?!-
Cioè, era vero che Pete gli stava parlando, ma le persone potevano pensare che Pete fosse un pazzo a cui piace parlare con gli sconosciuti.
-Patrick?!-
C’è in giro così tanta gente strana in questo periodo.
-CHE C’E’??!!- urlò esasperato a quel punto.
Pete sbuffò. –Senti, io mi sono annoiato per 2 ore solo per farti piacere, quindi ora facciamo quello che voglio io?-
Patrick evitò di replicare che far star zitto Pete non è una cosa che rende felice solo lui, ma il mondo intero.
-E cosa vuoi fare, di grazia?-
Il sorriso che Pete fece in quel momento partì dall’orecchio sinistro per arrivare fino al destro, letteralmente. –Spiare Joe e Andy, naturalmente-
Patrick sospirò. –E prometti che dopo li lascerai in pace- si corresse subito. –anzi, lascerai in pace me? Niente più idee bislacche per un mese!-
Pete cercò di contrattare. –Una settimana!-
-Due!- ribattè Patrick.
Dio, si era messo a mercanteggiare sulla propria salute mentale.
-Due, ci sto!- rispose Pete stringendogli la mano.
Patrick tirò fuori il proprio Sidekick e chiamò Joe.
***
-Te lo concedo, Trohman, è passabile- dichiarò Andy addentando un pop-corn.
-Di la verità, ti stai divertendo!- esclamò Joe prima di sentire il proprio cellulare vibrare.
Si scusò da Andy e andò nell’ingresso a rispondere.
“Pronto?”
“Pronto, Joe? Sono Patrick”
Joe alzò un sopracciglio. “Sai, ci sono un sacco di cose che tu e Pete mi dovete spiegare..”
“Sì, già, bhe.. Ma non adesso! Adesso ho bisogno un favore.. Devi flirtare con Andy!”
“Eh?”
Una richiesta del genere se la sarebbe aspettata da Pete, ma non da Patrick.. Patrick era quello sano del gruppo, vacca miseria!
“Sì, bhe, Peter si è fissato che voi due siete una bella coppia e ora vuole che voi vi mettiate insieme; quindi tu mi devi dire dove siete così che noi possiamo venire lì, guardare voi che vi esplorate l’esofago a vicenda, e poi andare via contenti.. Ti prego, mi ha promesso due settimane senza che se ne venga fuori con una delle sue trovate”
“Fottuti guardoni pervertiti!” esclamò Joe mentre le sue guancie si imporporavano. “E come diavolo dovrei fare questa cosa?! Io non bacio a.. freddo
Patrick mugugnò qualcosa di incomprensibile. “Fai come me con Pete”
Joe storse il naso. “Dio, ma voi siete praticamente sposati senza anello.. Pensi che io non ci sia nel bus quando.. consumate?!”
Patrick balbettò qualcosa, sentendo il sangue salirgli alla testa, il calore invaderlo e l’imbarazzo scorergli lungo la pina dorsale.. Ma che cazzo era, una teiera?
Joe sospirò. “Come minimo questa cosa merita un mese senza strane idee..”
“Nah, ci ho provato e due settimane è il meglio che sono riuscito ad ottenere..”
“Patrick Martin Stumph, ti giuro che mi devi il favore più grande del mondo”
“Certo” concordò il cantante.
“Mi merito come minimo una vacanza pagata!” esclamò.
Patrick, dall’altro capo del telefono, strinse gli occhi. “Non esagerare adesso, però”
Joe prese un profondo respiro. “Siamo al cinema all’angolo con la quarantasettesima”
***
Ad un certo punto, verso la metà del secondo tempo, Joe notò le tende dell’ingresso della sala aprirsi.
Si voltò e vide Patrick, con un espressione mortificata in volto, andare a sedersi poco lontano da loro, seguito da un Pete saltellante e con la videocamera ancora saldamente in mano.     
Sprofondò nella sedia al pensiero di quello che stava per fare.
Cinque minuti passarono con Patrick e Pete che li stavano letteralmente fissando, Andy che si stava finendo i pop corn e Joe che mormorava frasi di incoraggiamento a se stesso.
-Dio, non sono mica una mammoletta!- esclamò ad un certo punto mettendosi seduto.
Si voltò verso l’amico in procinto di infilarsi una manciata di pop-corn in bocca.
–Andy?-
Andy lo guardò interrogativamente e Joe non fece altro che premere le sue labbra su quelle del batterista per circa dieci secondi.
Quando si staccarono sentirono uno –Yeaya!- provenire dal fondo della sala.
Andy si passò una mano tra i capelli. –E questo era per..?-
Joe si fece di nuovo piccolo-piccolo sulla poltrona. –Non lo so.. Bhe, può essere perché almeno Pete non ci tormenterà più per circa due settimane o per fare un favore a Patrick..-
Andy lo guardò leggermente deluso. –E non ci sono altre opzioni? Tipo, non lo so, eh.. Tipo “Andy, tu mi piaci da un casino di tempo, ma non ho mai avuto le palle di dirtelo perché sono..”-
-Una mammoletta- Joe completò la frase per lui.
-Già!- esclamò Andy annuendo. –Perché sai, è più o meno quello che è capitato a me..-
–Nah, quel bacio no- disse Joe alzando le spalle. Poi, lentamente si chinò sul viso del batterista. –Però questo sì- sussurrò prima di circondargli il collo con le braccia.
***
-Sììì!- esclamò Pete alzandosi in piedi. –Sì, c’è l’abbiamo fatta, Trick! Ora stanno insieme! Ora loro sono felici come lo siamo noi!- si risedette guardando Patrick. –Siamo meglio di Cupido e Oprah messi insieme!- esclamò prima di abbracciarlo e di dargli un sonoro e umido bacio sulla bocca.
-Hai ripreso tutto?- domandò una voce, una voce che apparteneva a quel fetente del loro batterista.
Che diavolo vuol dire “ripreso tutto”?!
Joe annuì con un sorriso sadico stringendo il Sidekick tra le mani. –Tutto, movimenti di lingue compresi. E ora questo finisce direttamente su Buzznet!-     
 
 
[Dance, dance!
the end.]
heavenmayburn: (bert & jepha)
Titolo: Line in the Sand
Autore: me aka Fede
Capitoli: 1/1
Pairing: Bert McCracken X Gerard Way

Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer ©
Situation by Escape the Fate
-Title © I'm like a lawer with the way I'm always trying to get you off
-Canzone © Line in the sand by Bleeding Through
Sommario:-Frank,- ripetè Gerard. –Il tour è finito ed è finito anche tutto il resto. E’ la cosa giusta, l’abbiamo deciso entrambi.. Non preoccuparti per me, imparerò a convivere anche con questo-
Frank sospirò di nuovo andando a sedersi di fianco a lui. –Ma quante stronzate mi tocca ancora sentire? Se fosse la cosa giusta non ci staresti così di merda-
Gerard alzò le spalle buttando fuori il fumo. –Sì, già.. Bhe mi passerà-
-Un raffreddore passa, il tempo passa, non queste cose.. Lo sai che continuerai sempre a pensarci, a pensare a lui.. Non è perché tu dici che è finita che è finita per davvero-
Nota: ARGH, ARGHHHHHHH!!!
La canzone a cui mi sono ispirata è questa e Brandan è un genio.

(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
 
line in the sand.
 
 
Gerard aveva paura.
Non era mai stato così spaventato, anzi terrorizzato, durante tutta la sua vita.
Sentiva l’adrenalina scorrergli nelle vene.
Non era pronto per lasciarlo ma non era pronto neanche per stare con lui. Che cazzo avrebbe dovuto fare?
Aveva parlato con Mikey, con Frank, con Ray, con Bob, con tutti.
Non ce la faceva a contnuarei perché la loro non era una storia normale, ma non sapeva se aveva il coraggio per scrivere la parola fine.
Avrebbe dovuto trovare il coraggio presto o tardi però, loro non sembravano essere fatti per stare insieme.
La loro relazione era come una linea sulla sabbia, appena arrivava un onda rischiava di essere cancellata.
-Bert- disse entrando nel suo bus.
Appena l’altro cantante lo vide abbandonò l’mp3 sul cuscino del divano e si avvicinò a lui, dandogli un bacio sulla bocca.
-Ehi-
-Ehi- rispose Gerard. –Puoi uscire un secondo, devo parlarti-
Bert annuì seguendolo nel parcheggio. –Allora.. che c’è?-
-Bert, io..- si morse un labbro. –Io non so come dirtelo..-
Bert alzò un sopracciglio. –Che cazzo c’è? Dio, qualsiasi cosa sia dilla-
-Bert, io.. Tra una settimana finisce il tour..- cominciò stringendosi le mani l’una con l’altra. –E io non credo che sia il caso.. si, insomma.. che sia il caso di continuare..-
La voce di Bert da preoccupata si trasformò in arrabbiata, anzi incazzata nera. –Che cazzo vuoi dire, eh? Mi stai scaricando?-
-Io..- Gerard esitò. Non poteva negare, lo stava davvero scaricando. –Mi dispiace..-
-Ma vai a farti fottere, Way- gli urlò contro tornando nel bus.
 
The line is being drawn through my heart and we're conceiving fires through our thoughts
And you're just like me, and you're just like me..
 
Gerard schiacciò l’acceleratore e strinse le mani sul volante.
Non doveva trovarsi lì, sapeva che non era il suo posto. Ma non vedeva comunque l’ora di arrivare.
Non riusciva a non fare nulla; quella era la sua vita e gli stava sfuggendo dalle mani. Doveva riprendersela.
Non era sicuro che quella fosse la cosa giusta da fare, non era sicuro di nulla, ed andava bene così. Dopotutto quando tutte le tue certezze si sgretolano, l’unica cosa che puoi fare è seguire le scelte sbagliate in partenza.
Dio, ma quanto era lunga la strada dall’aeroporto a quella stramaledetta casa?!
Bert non lo sarebbe mai andato a prendere se avesse saputo che stava arrivando anzi, probabilmente sarebbe scappato dall’altra parte dell’America.
Stupido bastardo.
Lo sapeva che non voleva vederlo e neanche Gerard voleva a dire il vero, se si fosse fermato a pensare avrebbe girato la macchina, preso il primo aereo per Haiti, o una navicella per lo spazio.. ma c’era una parte di lui che lo faceva continuare a guidare, che non gli faceva vedere l’ora di averlo davanti per prenderlo a pugni, per baciarlo fino a rimanere senza fiato, per cambiare nel bene o nel male quella situazione..
Sarebbe scappato se solo non ci tenesse troppo, perché infondo loro due erano uguali.

This is everything I wanted to tell you: I'm still in love with everything about you,
and I feel the wreckage from everything you do and I'm tired of still waiting...

Gerard uscì sulla veranda, cercando le sigarette ed l’accendino.
Frank lo raggiunse e gli porse il proprio zippo e il pacchetto, che Gerard afferrò mormorando un grazie.
Il viale davanti a loro era poco illuminato, i lampioni faceva luce solo sotto di loro e c’erano spazi in cui non si vedeva la strada.
Dio, era malato oppure tutto quello che aveva intorno ricordava davvero la sua storia del cazzo?
Anche lo sguardo di Frank si perse nel paesaggio desolato davanti a loro. Il chitarrista parlò senza guardarlo in faccia. –Posso sapere che cazzo ci fai ancora qui?-
-Scusa?- chiese Gerard.
-Che cazzo sei tornato a casa a fare?- ripetè Frank, questa volta spostando lo sguardo su di lui.
-Il tour è finito, siamo tutti a casa-
Frank sospirò. –Io sono tornato a casa perché c’era qualcuno che mi aspettava, lo stesso vale per Ray o Bob, o tuo fratello.. tu che ci fai ancora qui? Questo non è il tuo posto-
-Frank- cominciò Gerard per essere subito interrotto dall’amico.
-‘Frank’ un cazzo. Non dirmi che è questo quello che vuoi? Continuare a fare l’emo depresso?!-
-Frank,- ripetè Gerard. –Il tour è finito ed è finito anche tutto il resto. E’ la cosa giusta, l’abbiamo deciso entrambi.. Non preoccuparti per me, imparerò a convivere anche con questo-
Frank sospirò di nuovo andando a sedersi di fianco a lui. –Ma quante stronzate mi tocca ancora sentire? Se fosse la cosa giusta non ci staresti così di merda-
Gerard alzò le spalle buttando fuori il fumo. –Sì, già.. Bhe mi passerà-
-Un raffreddore passa, il tempo passa, non queste cose.. Lo sai che continuerai sempre a pensarci, a pensare a lui.. Non è perché tu dici che è finita che è finita per davvero-
-E che cazzo dovrei fare eh?- sbottò il cantante. –Dio, sei tanto bravo a sparare sentenze, ma tu non sei me, non sai quello che si prova a sopportare tutto questo!-
-Proprio perché non ci sono dentro posso dirti cosa dovresti fare- rispose Frank calmo, Gerard alzò un sopracciglio. –Devi andare da lui e affrontarlo.. Sbloccare questa situazione per poi passare oltre oppure rimettere le cose a posto, questo dipende da voi..-
Gerard si morse un labbro. –La fai facile tu..-   
-Perché lo è! Chiami Brian, ti fai prenotare l’aereo, chiami Jepha per sapere il suo indirizzo.. Non mi sembra complicato..-
Gerard scosse la testa. –Non posso farlo..-
-Che cosa te lo impedisce? Che hai da perdere?-
Gerard rimase in silenzio a guardare la strada.
Era tutto così strano e incasinato.
Poi all’ improvviso vide la soluzione. C’erano spazi di buio, certo, ma la strada era sempre illuminata un minimo. E chiunque l’attraversasse sapeva che l’ombra non durava per sempre.
Esitò per qualche istante e poi si alzò.
Alla peggio si sarebbe sentito una merda, ma tanto era quello che gli succedeva da un mese a questa parte quindi, davvero, che cosa c’era da perdere?
-Ma tu non odiavi Bert?- domandò mentre un leggero sorriso gli solcava le labbra.
Frank alzò lo sguardo buttando il filtro per terra e ricambiando il sorriso. –Sì, bhe, ma odio anche te in queste condizioni.. e poi, grazie al cielo, non sono io quello innamorato di lui, quindi mi va di lusso-   

If I told you the truth now would you still leave and take my heart?
And I still feel ugly. You're ugly just like me
 
Gerard inchiodò davanti al cancello di quella che, secondo le sue informazioni, doveva essere la casa di Bert. Prese un respiro profondo e suonò il campanello e poi si girò a guardare la strada alle sue spalle. 
-Chi cazzo è a quest’ora?- sentì gridare da dentro la casa ed ebbe un tuffo al cuore.
Era lui.
Appena aprì la porta anche Bert rimase senza parole; si limitò a guardarlo in faccia stupito.
-Che succede?- domandò Quinn avvicinandosi all’amico dopo aver notato che era rimasto immobile davanti alla porta. –Oh,- sussurrò. –Credo che sia ora che io vada.. Ti chiamo domani-
Bert si mosse dalla porta solo quel tanto che bastava per lasciare uscire l’amico e non staccò lo sguardo da quello di Gerard.
-Posso entrare?- domandò Gerard facendosi coraggio.
Bert si scostò del tutto dalla porta e rientrò dentro casa.
Afferrò una birra dal frigorifero e si lasciò cadere sul divano, apparentemente ignorando l’esistenza di Gerard.
Lui abbozzò un sorriso.
Tipico di Bert.
-Carino come posto- 
-Che cazzo ci fai qui, Way?-
Gerard sospirò. –Gentile come al solito, eh, McCracken?-
Bert strinse gli occhi. –Che. Cazzo. Sei. Venuto. A. Fare.?- ripetè lentamente e con rabbia.
-Mi mancavi..- ammise sospirando.
-Vaffanculo!- esclamò Bert alzandosi dal divano e guardandolo in faccia per la prima volta da quando aveva varcato la porta. –Fottuto ipocrita, figlio di puttana!-
-Bert, senti..- cominciò Gerard.
Ma Bert aveva ascoltato abbastanza.
Era stanco delle sue scuse, dei suoi sensi di colpa, di tutto quello che Gerard si portava dietro. Dio, lo faceva incazzare come un pazzo quel suo atteggiamento fatto solo per scaricarsi la coscienza.
Bert non aveva mai deciso per quanto riguardava la loro storia.
Una mattina, una delle ultime del tour, Gerard gli aveva semplicemente comunicato che era finita e lui non aveva potuto fare altro che accettarlo; non poteva di sicuro obbligare Gee a stare con lui. 
E se adesso gli mancava così tanto, avrebbe dovuto pensarci prima di scaricarlo.
Era solo un ipocrita di merda.
Lo raggiunse in pochi passi e lo prese per la camicia. E poi fece quello che desiderava fare da tanto tempo; gli sferrò un pugno diritto sulla guancia e Gerard cadde a terra.  

When I show you the truth now would you still leave? Will you ever change?
But I still feel empty, will I always lose this game?

Gerard si rialzò e si toccò la guancia.
Merda, si era rotto il labbro.
Non fece in tempo ad alzare lo sguardo che Bert gli era di nuovo addosso.
Lo prese per le spalle e lo buttò contro il muro, dandogli un altro pugno in pancia.
-Bastardo!- esclamò mentre Gerard incassava il colpo. –Come cazzo ti permetti di venire a casa mia a dirmi questo?- prese un respiro mentre Gerard cercava di proteggersi l’addome. –Mi fai solo schifo-
In quel momento qualcosa dentro Gerard scattò.
Era la mossa sbagliata, lo sapeva, ma ne lui ne Bert erano maestri nel fare la cosa giusta al momento giusto. Lo raggiunse mentre stava tornando in cucina e con uno strattone lo fece finire contro il tavolo. Cadde a terra, ma a Gerard non importava. Gli salì sul petto continuando a prenderlo a pugni in pancia.
-Sei tu l’ipocrita!- gli gridò nelle orecchie. –Se ci tenevi così tanto a me avresti potuto fermarmi, chiamarmi o fare qualsiasi cazzo di mossa in questo mese! Qual’e la tua scusa, eh? Sei solo uno stupido moccioso spaventato!-
-Che cazzo avrei dovuto fare, eh?- gli soffiò sul viso. –Venire a cercarti in lacrime per implorarti di non lasciarmi? Ma fottiti, Way-
-Devi lottare se vuoi qualcosa in questa vita, McCracken- Gerard rispose stringendo gli occhi e smettendo improvvisamente di colpirlo. 
Bert rimase in silenzio, cercando di fare passare nel suo sguardo tutta la rabbia e l’odio che provava in quel momento.
Gerard sostenne i suoi occhi per parecchi secondi e quando, dopo qualche istante Bert lo baciò, rispose al contatto con tutta la rabbia che aveva dentro.  

This is everything I've wanted to show you: I'm no longer scared of anything about you,
I lived through the damage of the heart you took from me and I’m tired of still wanting..

Quella notte il sesso fu diverso tra di loro.
C’era rabbia dentro, e paura, malinconia, forse anche qualche ricordo dei tempi in cui le cose sembravano andare bene… Entrambi sapevano che il tempo del rock’n’roll era finito.. ora dovevano lasciare spazio ad un'altra canzone..
Bert fu il primo a svegliarsi la mattina seguente.
Si alzò dal letto, cercò i boxer ed uscì in giardino. Aveva bisogno di prendere un po’ d’aria e pensare.
Gerard si svegliò circa mezzora dopo, chiedendosi dove cazzo fosse.
Capì al volo che quella era casa di Bert e che quindi non si era sognato proprio nulla.Si rivestì e girò per la casa cercandolo, finchè non lo trovò seduto sul gradino davanti alla porta di casa, con il filtro della sigaretta finita tra le mani.
Sospirò e si sedette accanto a lui, accendendosene una per se e passandone una nuova a Bert.
-Abbiamo fatto un gran casino sta notte, lo sai, no?- cominciò Bert buttando fuori il fumo.
Gerad abbozzò un sorriso. –Si è lamentato qualcuno dei tuoi amabili vicini? No, perché al massimo sono io che dovrei incazzarmi con te. Dio, mi hai fatto un occhio nero!-
-Neanche tu ci sei andato leggero- ridacchiò Bert. –No, sul serio.. Non credo che abbiamo fatto la cosa giusta.. Ed intendo sia la rissa che il sesso.. E’ un gran casino adesso-
Gerard alzò lo sguardo fissando la sua macchina parcheggiata davanti all’ingresso. –Già. Ma sai una cosa? Penso di poter affrontarlo..-
-Eh?- domandò Bert alzando un sopracciglio.
-Posso affrontare tutta la merda che mi butterai addosso, non ho paura- disse Gerard.   
-Oh, questo vuol dire che sei diventato un bambino grande?-
Gerard sorrise prima di baciarlo. –Che c’è? Vuoi sincerartene?-
Bert sospirò. –Che cosa vuol dire? Che cosa siamo adesso?-

If I told you the truth now would you still leave and take my heart?
And I still feel ugly. You're ugly just like me
 
Bert entrò nel bus sbattendo la porta.
Afferrò il proprio mp3 e lo buttò per terra, così come le bottiglie di birra vuote rimaste sul tavolo e gli avanzi della pizza.
Quinn si alzò dal divano, andandogli vicino.
-Che cazzo hai?- domandò.
-Vaffanculo!- gli urlò in faccia Bert dando un calcio al tavolo.
Quinn alzò le braccia. –Ma fottiti! Io volevo solo dare una mano- si passò una mano tra i capelli guardando il pavimento. –Si può sapere che cazzo è successo?-
-Mi ha mollato, Quinn.. Gerard mi ha appena lasciato.- sussurrò con lo sguardo perso.
Il chitarrista sospirò. Dio, non aveva mai visto Bert in quello stato. –Ti va un pò di Jack Daniels e dopo una chiacchierata come ai vecchi tempo?- domandò andando verso il frigobar.
Bert annuì andandosi a sedere sul divano.
Fanculo.
Per la prima volta si sentiva davvero perso in mezzo al nulla.

When I show you the truth now would you still leave? Will you ever change?
But I still feel empty, will I always lose this game?
Line in the sand: Bleeding Thruogh
 
Gerard rimase zitto un attimo. –Non lo so..-
Bert si alzò in piedi. –Sei incredibile!- gridò guardandolo stupito. –Sei un cazzo di.. cazzone!-
Gerard rise. –Questa è la prima volta che mi descrivono così.. Sono stato un cazzo di cretino, un cazzone cretino, ma mai un cazzo di cazzone!-
-Ma vaffanculo! E’ per questo che sei venuto fino nello Utah? Per scopare e prendermi per il culo? Potevi anche risparmiare i soldi dell’aereo- esclamò tornando in casa e sbattendo la porta.
Gerard rientrò in casa proprio mentre Bert stava prendendo una birra dal frigorifero.
-Bhe? Che cazzo ci fai ancora qui?- gli urlò contro. –Ti ho detto di andartene affanculo!-
Gerard non si mosse.
-Devo venirti a prendere a calci in culo ancora per dirti che non voglio più vedere la tua faccia di merda?!- sibilò prendendolo ancora per la camicia.
Gerard si avvicinò lentamente al suo viso e lo baciò. E, stranamente, Bert rispose al bacio.
E questo bacio aveva dei vecchi tempi.
-Domandamelo ancora- gli sussurrò sulle labbra.
-Eh?- chiese Bert.
-Chiedimi ancora che cosa siamo-
–Perché? Così almeno tu puoi prendermi in giro per l’ennesima volta? Mi sembra che tu ti sia già divertito abbastanza l’altra volta- Gerard scosse la testa e Bert sospirò –Che cosa siamo? Le cose sono tornate come prima?-
Gerad scosse la testa con un sorriso. –No. Sono anche meglio-
La loro relazione era come una linea sulla sabbia.
Appena veniva cancellata poteva essere riscritta.
   
[line in the sand.
the end.]
 

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