heavenmayburn: (bden & ryro)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: I'm like a lawer with the way I'm always trying to get you on.
Autore: me aka Fede
Capitoli: 1/1
Pairing: Ray Toro X Bob Bryar

Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer ©
Situation by Escape the Fate
-Title © I'm like a lawer with the way I'm always trying to get you off
Sommario:-Brendon, che fai?- domandò Spencer bevendo un sorso della propria aranciata e abbassandosi, in modo da arrivare arrivando a pochi centimetri dal cantante che stava trafficando con uno sgabello ed un cuscino, e guardarlo negli occhi. –Come mai questa “riunione straordinaria?”-
-Si va a caccia- rispose lui guardandosi in giro loscamente.
Nota: Stupidissimo lj cut.. mi chiedo se tornerà mai normale ç__ç


(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
 
 
I'm like a lawyer with the way I'm always trying to get you on
 
Il tour era appena finito.
Spencer si era svegliato quella mattina con il sorriso sulle labbra, perché tutto era al posto giusto. Era finalmente a casa, Jon aveva acconsentito a fermarsi lì da lui a Vegas per un po’, era una bella giornata e la calma sembravano avvolgerlo.
Fu quando, appena ricevuto il bacio del buongiorno dal suo fidanzato, il telefono cominciò a squillare, che le cose precipitarono.
La voce di Brendon aveva semplicemente detto “riunione straordinaria”, e così loro avevano dovuto uscire di casa in fretta e furia per raggiungerlo.
-Brendon, che fai?- domandò Spencer bevendo un sorso della propria aranciata e abbassandosi, in modo da arrivare arrivando a pochi centimetri dal cantante che stava trafficando con uno sgabello ed un cuscino, e guardarlo negli occhi. –Come mai questa “riunione straordinaria?”-
-Si va a caccia- rispose lui guardandosi in giro loscamente.
-Eh?- domandò il batterista a quel punto.
-Mia mamma ha detto che c’è un topo in casa e che devo disfarmene, quindi sto costruendo una trappola.-
-Ah- annuì Spencer poco convinto. –E che c’entra il cuscino?-
-Mica può farsi male, povera bestiolina.. Lui viene qui a mangiare il formaggio, lo sgabello gli cade addosso e lui aspetterà comodamente su un cuscino spiumacciato che io lo prenda e lo riporti alla libertà.. un po’ come Free Willie..- Brendon alzò lo sguardo verso l’orizzonte perdendosi nei suoi pensieri. –Ora nuoti libero, amico mio-
-Ehm..- disse Spencer dubbioso. –Wow.-
-E Ryan dov’è?- domandò Jon guardandosi intorno.
Brendon sorrise. –L’ho convinto ad andare al discount all’angolo a prendere il formaggio-
-Oh- dissero in coro gli altri due.
Spencer vide un’interessante via di figa pararsi davanti. –E non hai bisogno di nient’altro? Tipo, non lo so.. Una cuccia per topi?-
Eh?
Cuccia per topi?!
Ma si stava rincretinendo anche lui?
-Nah- disse Brendon pensieroso. –Ho rubato il lavoretto di Natale di mia sorella.. E’ una scatola imbottita di ovatta, così sta bello comodo-
-Oh- disse Spencer.
Stava invidiando il suo migliore amico, ma davvero tanto.
-Adesso ho bisogno che voi mi diate una mano- si volto raccogliendo due bastoni colorati.-Tenete questi, miei cari-
Spencer si passò una mano tra i capelli guardando l’oggetto che il suo cantante gli aveva appena dato in mano.
Erano quei martelli che si usano a halloween, fatti di plastica e con in cima la gomma piuma. Quelli che se gli schiacci fanno poti-poti e che Brendon si era procurato l’anno prima quando erano andati alla festa di Pete Wentz.
Si sbagliava, era ora che invidiava il suo migliore amico. Ma davvero tanto, eh!
-E che ci facciamo con questi?- domandò Jon incuriosito.
Eh? Stava dando corda a Brendon?
Ma era pazzo?!
-Adesso noi andiamo in giro per la casa facendo rumore con questi- spiegò Brendon.-Così attiriamo il topo nella trappola-
-Dai,- esclamò Jon. –Sembra divertente-
-E certo che lo è- replicò Brendon con un sorrisone. –Batti il cinque!-
Spencer si schiaffò una mano sulla fronte.
-Si comincia- affermò Brendon alzando un braccio come per dare il via ad una gara. Cominciarono ad entrare in casa, passando dal salotto. –Ssshhh, fate piano-
-Ma non dovevamo fare rumore?- bisbigliò Spencer, inspiegabilmente accucciato nella stessa posizione di Brendon.
Sembrava stessero facendo un remake di Salvate il soldato Ryan, anche se il soldato Ryan era quello che se la passava meglio tra di loro, in quello stupido discount, pensò tra se Spence.
E l’invidia sopraggiunse, ancora.
Jon alzò le spalle e seguì gli altri due in cucina.
-Ahhhhhhh- urlò Brendon mentre schiacciava il martello di plastica ed un irritante poti-poti si diffondeva nella stanza.
Jon seguì il suo esempio agitando il martello. In quel momento una pantegana di dimensioni spropositate passò vicino a Spence che strinse gli occhi e si fece il più piccolo possibile.
,OhmioDio,OhmioDio--OhMioDio cominciò a ripetere. Quegli animali gli facevano troppo schifo per mantenere un minimo d’orgoglio.
-Seguiamola!- esclamò Brendon, alzando il suo martello in aria come un perfetto condottiero.
-Signorsì- esclamò Jon andando in sala.
Della creaturina, come la chiamava Bren, non c’era più nessuna traccia.
-Non va bene! Soldati, ci servono delle mazze più grosse!-
Brutta frase, pensò Spencer, soprattutto quando si ha la mente deviata perché è da quasi una settimana che non si riesce ad avere un po’ di intimità con il proprio ragazzo. E’ una frase brutta.. e scoraggiante.
-La mia mazza va benissimo- replicò allora colto nell’orgoglio.
Brendon alzò un sopracciglio. –A me sembra che sia moscia e che non suoni-
Spencer arrossì vistosamente. Dio, questa conversazione stava andando troppo oltre. –E dove le possiamo trovare?-
-In garage, naturalmente.. Voi andate a guardare, intanto io preparo la merenda-
Spencer e Jon entrarono in garage dopo diversi minuti passati a cercare di aprirlo (quella serratura doveva essere andata) e cominciarono a cercare negli scatoloni.
-“La mia mazza va benissimo”?!- esclamò Jon trattenendo una risata.
-Taci- disse Spencer lapidario lanciandogli contro qualcosa (molto probabilmente una vecchia bambola della sorella di Brendon).
-Oh, ma lo so che la tua mazza va benissimo- rise Jon mettendogli un braccio intorno alla vita.
E, proprio quando Spencer ricambiò l’abbraccio, dalla saracinesca cominciarono a venire degli strani rumori, come di cavi elettrici impazziti e poi un sonoro Bang.
-Oddio, questo è quello di cui parlava Asimov, le macchine si stanno ribellando!- esclamò Jon mentre la luce andava e veniva.
-Spiritoso- mugugnò Spencer avvicinandosi alla serranda. –Deve essersi guastato il meccanismo… BRENDON! SI E’ ROTTA LA SERRATURA DEL GARAGE.. SIAMO CHIUSI DENTRO!-
Seguirono alcuni rumori di sottofondo e infine, dall’altra parte della saracinesca, Brendon gli rispose. –Non preoccupatevi, soldati, vi tiro fuori io!-  
Spencer fu invaso da terribili sospetti, che si tramutarono in realtà quando diversi rumori sordi cominciarono a diffondersi per il locale. Brendon stava prendendo a martellate quello che rimaneva della serratura.
-Dio, Brendon, fermati!- si affrettò ad esclamare Spencer. –Sai che c’è? Non abbiamo fretta di uscire.. Tu vai in cucina a preparare la merenda e aspetta Ryan..-
-Ricevuto!- esclamò il cantante felice di tornare ad occuparsi delle vettovaglie.
-Eravamo rimasti?- domandò Spencer voltandosi verso Jon.
Questa coincidenza poteva anche girare a suo favore, adesso.
Poteva rimanere con lui da solo, a meno che Brendon, il ratto o entrambi, decidessero di sfondare la saracinesca a craniate.
-Stavamo parlando del fatto che bisogna sincerarsi della funzionalità della tua mazza-
Spencer arrossì nascondendo il viso nel il petto del chitarrista. –Come sei volgare-
-Tu mi ami per questo-
-Touchè- rispose Spencer sorridendo.
Gli gettò le braccia al collo.
Ecco, ora tutto sembrava essere al posto giusto, di nuovo.
Erano soli, erano in un posto buio che con un po’ di immaginazione poteva diventare anche romantico, e soprattutto Jon era così vicino che lui poteva sentire il suo respiro solleticargli la guancia.
Quando Spence chiuse gli occhi, giocando con la mano con i capelli corti di Jon, mentre lui gli morsicava delicatamente un labbro, un nuovo rumore invase la sala.
Era come il rumore di un trapano elettrico.
La serranda si alzò e i due furono costretti a chiudere gli occhi per la troppa luce.
voilà-Et- esclamò un tizio di circa di circa venticinque anni togliendosi gli occhiali protettivi. Brendon sorrise facendo un gesto verso il ragazzo. –Lui è Paul, è il figlio del nostro fabbro. L’ho chiamato io e non ho aspettato che arrivasse Ryan.. Sono stato bravo, vero?- domandò orgoglioso. –Adesso possiamo tornare al topo-
-Certo che tu non en fai una giusta, eh?- domandò Spencer uscendo dal garage, per la prima volta incazzato perché Brendon aveva avuto un’idea sensata e li aveva tirati fuori.
  
 
 [I'm like a lawyer with the way I'm always trying to get you on
 
The end.]


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