heavenmayburn: (gee & frank)
[personal profile] heavenmayburn

Titolo: 30 Giorni
Autore: me aka Fede 
Capitoli: 7/14
Pairing: 
Gerard Way X Frank Iero / Bert McCracken X wiL Francis / Jepha Howard X Quinn Allman 
Raiting: Pg
Sommario: -Come so che sei gay?-
Nota: "Come so che sei gay" © by 40 anni Vergine. -2 ai MyChem.

-30 / -27 / -21 / -20 / -19 / -15 /

 

 

-13
 
Mi accesi una sigaretta e diedi un’occhiata all’orologio.
Erano spaventosamente in ritardo.
Mikey aveva portato Frank a Las Vegas per due o tre giorni. Avevano in programma di spendere un bel po’ dei miei soldi tra casinò, spettacoli e negozi; e la sera avevano preso la suite all’Hard Rock Hotel e invitato ogni nostro conoscente.
Io invece stavo aspettando, in una stupido vicolo umido e freddo, Quinn, Jeph e Bert, colui che aveva organizzato tutto.
Avevo dovuto prendere un volo per Salt Lake City, nello Utah (uno stato più desolato del New Jersey, il che è tutto dire!) per passare il fine settimana con lui.
Non aveva accennato a cosa avesse in mente, il che, se è possibile, rendeva tutto più inquietante.    
Sentì una voce che mi chiamava, mi voltai e mi trovai davanti Bert. I capelli biondi gli ricadevano sulla schiena. Portava una felpa nera con una specie di scheletro lasciata aperta. Sotto di essa aveva una maglietta, anch’essa nera, con scritto in argento “Fuck me I’m famous”, dei jeans a tre quarti e delle scarpe da tennis bianche e logore.
Vicino a lui c’era un ragazzo più alto, con i capelli neri e gli occhi scuri. Portava un bel po’ di trucco, una maglia grigia a maniche corte con disegnato una specie di clown assassino e dei jeans a sigaretta neri.
Lo riconobbi ma non dissi nulla, anche perché quella era la prima volta che lo vedevo di persona.
-Gerard!- esclamò Bert abbracciandomi mentre anch’io facevo lo stesso. In quel momento si ricordò che non eravamo soli e si girò verso l’altro ragazzo. –Gerard, questo è il mio sexy fidanzato wiL; wiL questo è Gerard, quello che si sta per fottere la libertà-
wiL sorrise e mi strinse la mano. –Guarda che non è affatto carino dire che stare con qualcuno è come una prigione, soprattutto con me davanti!-
Bert si passò una mano tra i capelli cercando le parole giuste. –Non… non è questo quello che voglio dire, ma… E’solo che ho 25 anni, sono troppo giovane per queste cose-
wiL sorrise e lo baciò. Erano teneri insieme e io mi sentivo decisamente di troppo.
-Allora sei pronto?- mi domandò Bert. –Abbiamo preso una suite all’Hilton dove divertirci in pace-
Mi venne un brutto presentimento. –Ma Frank ti ha telefonato?-
-Se intendi quella telefonata che diceva ‘Nienete spogliarellisti e niente cazzate altrimenti mi strappa l’uccello con una tenaglia’ sì, l’ho ricevuta- rispose ridacchiando. –Ma Gee, ciò che Frank non sa non ti danneggia. E poi c’è wiL che difende il mio uccello in caso di pericolo!-
Il suo ragazzo lo prese per mano. –Faremo meglio ad andare, Jeph e Quinn ci staranno aspettando-
Io annuì e Bert chiamò un taxi.
-Però Bert, neanche io sono molto entusiasta degli spogliarellisti- dissi quando eravamo ormai in macchina.
-Ehi, qui nessuno ti obbliga a fare nulla.. Però… se mai ti venisse voglia… sai no, con qualche mojito di troppo… Ricorda che ciò che succede a Salt Lake City rimane a Salt Lake City. Insomma, è la tua ultima sera di vera libertà…-
-Io non bevo- lo interruppi sospirando.
-Oh. Questa è una cosa molto intelligente- esclamò sorridendo. –O molto stupida! Ai posteri l’ardua sentenza-
Io non risposi perché, credetemi, quando Bert fa così è meglio non replicare e annuire, un po’ come si fa con i pazzi.
Arrivammo in hotel dieci minuti dopo, e indovinate cosa trovai?
Cinque ragazzi mezzi nudi che ballavano a ritmo dei vecchi successi delle Spice Girl. In realtà me lo aspettavo, anzi mi sarei stupito del contrario.
Per carità, erano bei ragazzi, ma ehi, io sto per diventare un uomo sposato, devo contenermi.
-Gee, vieni qui- disse Bert parlando con uno degli spogliarellisti. –Devo presentarti Craig, ti fa morire dal ridere!-
Craig, accanto a lui, mi sorrise, e io deglutì.
Stupidissimo Bert e stupidissimo addio al celibato!
-Dopo…- gli risposi voltandomi. –Prima vado a salutare gli altri-
-Come ti pare- mormorò il mio amico per tornare a parlare con Craig. Dopo qualche secondo scoppiò a ridere. A quanto pare quel ragazzo era davvero un tipo divertente.  
Mi avvicinai a Jeph e Quinn per salutarli, ma loro erano impegnati in uno strano discorso.
-Hai visto quella ragazza che balla vicino a Dan? E’ carina- disse Quinn prendendo una birra dal tavolino.
-Allora provaci- decretò Jepha mangiucchiando una tartina.
-Cosa?! No, non se ne parla- gli rispose l’amico.
-Perché?-
-No e basta- disse il chitarrista.
-Come so che sei gay? Non ci provi!- dichiarò Jepha.
Quinn scosse la testa –Come so che sei gay? Speri che io ci provi con quella perché sai già che mi spezzerà il cuore e tu potrai consolarmi-
-Quinn, io non sono così malato! Come so che sei gay?- domandò Jepha mettendosi i capelli dietro l’orecchio.
-Spara!- dichiarò Quinn.
-Una volta, visto che i tuoi calzoncini erano troppo lunghi, hai preso una forbice e te li sei tagliati! Voglio dire, hai cucito da te dei pantaloncini!-
 -E’ essere alla moda e creativi, non è essere gay! Jepha, non è colpa mia se ti vesti come una scimmia. Ok, allora vediamo… come so che sei gay?- chiese Quinn bevendo la sua bottiglia di birra.
-Sì, dai… questa voglio proprio sentirla-
-Ami il te freddo, ne bevi a tonnellate- sorrise Quinn.
-Amare il te non significa essere gay, significa avere cura per la tua salute-
-Sì, ma con te basta che ti metti una camicia hawaiana ed è come avere un cartello in fronte con su scritto “sono decisamente gay”- annuì Quinn complimentandosi con se stesso per l’ottima spiegazione.
Dio, era esilarante.
-Come so che tu sei gay?-
-Come?- chiese Quinn alzando un sopracciglio.
Jepha sorrise. -Una volta hai fissato il sedere di Mikey e sei arrossito-
Questa cosa non mi piacque molto. Dio, stavano parlando di mio fratello.
-Solo perché fisso il culo di un altro ragazzo non vuole dire che io sia gay…Ok, forse si. Come so che sei gay?-
-Come lo sai?- domandò il bassista mordicchiando una pizzetta.
-Zeldy!-
-Che cosa c’entra lei con tutto questo? Lasciala fuori, hai capito?!- Jeph sembrava alterato.
-Andiamo… hai chiamato il tuo cane come il personaggio di “The Legend of Zelda”. Questo fa di te una persona un tantino gay-
-Vuoi che te lo dica con sincerità? No, non da nessuna risposta sulle mie preferenze sessuali. Come so che sei gay? Ami andare in giro nudo-
-Questo non vuol dire essere gay!- esclamò Quinn.
-Forse no, ma vuole dire essere esibizionista- dichiarò Jeph.
-Come so che sei gay? Un giorno… durante un servizio fotografico… mi hai abbracciato da dietro e qualcosa ai tuoi piani bassi si è mosso- dichiarò il chitarrista bevendo l’ennesimo sorso di birra.
Cazzo, ma perché non avevo dei pop-corn?!
-E’ che… sei carino quando ti metti in posa… Come so che sei gay?-
-Come?- chiese Quinn.
-Sei un grande amico di Bert e lui è così gaio!-
Muahaha. Questa gliela devo proprio dire.
-Anche tu sei suo amico!-
-Guarda che non c’è niente di male nell’essere omosessuale. Prendi Bert: lui scopa più di noi due messi insieme e i suoi ragazzi sono sexy! Oppure Gerard; lui un ragazzo sexy lo sta per sposare-
-Non sono gay!- esclamò Quinn.
-Io ti appoggerei se lo fossi- disse Jepha annuendo. –Non devi stare così sulla difensiva… Quando il contadino è incazzato, è perché lui stesso ha rubato il cioccolato!-
-Si, non lo metto in dubbio, ma…-Quinn alzò un sopracciglio. –Cioccolato?! E questa da dove ti è uscita?-
-Tu potrai sempre contare su di me… diciamocelo, tutti vogliono un amico gay con cui parlare di moda- disse Jepha cercando una patatina. Senza farmi vedere ne addentati una anch’io. Non volevo disturbarli, mi sarebbe dispiaciuto se avessero smesso, era una cosa troppo divertente.
-Sì, ma non lo sono! E poi non era questa la domanda, la domanda è come io so che tu sei gay! E la risposta è che hai pianto quando abbiamo visto “Borckeback Mountain”-
-Ma tu c’eri quando abbiamo visto!? Chiunque piange nel momento in cui Jack muore-disse Jeph.
-Piangere è da gay-
-Piangere vuol dire essere sensibili- ribattè Jeph contrariato.
-E essere sensibili è da gay-
-Come so che sei gay?- chiese Jepha sorridendo -Una volta… quando tu e Cheryl avevate litigato… per fare pace gli hai scritto una poesia-
-Questo è essere romantici-
-“Essere sensibili è da gay”- disse Jepha imitando Quinn. –Puah! Essere romantici è da gay!-
-Come so che sei gay?- chiese Quinn a Jepha, alzando un sopracciglio. –Non fai sesso da un casino di tempo. E questo indica che, non solo sei gay, ma che diventerai anche cieco!-
-Non apprezzare le one night stand e rispettare una ragazza non fa di me una persona gay, ma solo una con un minimo di sensibilità… E’ che ne aspetto una speciale. E poi non mi masturbo così tanto-
-Ah, balle! Come so che sei gay? Accusi me di essere gay per non ammettere la tua gaiezza!- esclamò il chitarrista puntandogli il dito contro.
-Come so che sei gay? Quando, al Give it a Name, Bert ha baciato Ville, tu l’hai guardato in un modo… sembravi geloso, ecco- disse Jepha.
-Solo perché Ville Valo è un bel ragazzo e non mi sarebbe dispiaciuto baciarlo non significa che…-
-Io potrei baciarti..- sussurrò il bassista.
Cazzo, la cosa era sempre più interessante.
-Ah si?-
-Sì.- annui Jepha serissimo.
Quinn sorrise. -Ok, allora. Camera 415 alle 2 e mezza. Sì puntuale.-
-Ci sarò- annuì Jeph allontanandosi.
In quel momento, finalmente, Quinn notò la mia presenza.
-Gerard… Come so che sei ga- si bloccò e rifletté. Poi scosse la testa contrariato. –Ah, con te non c’è gusto a fare sto gioco!-
In quel momento arrivò wiL. –Come procede il tutto?-
-Molto bene- risposi. –Credo che Quinn e Jepha abbiano appena deciso come passare la serata-  
-Oh, che bello- mi disse lui allegro. –Gee, credo che Bert ti stia cercando, e mi ha detto di dirti che non vuole presentarti nessuno spogliarellista, quindi puoi andare tranquillo-
Annuì e lo raggiunsi in terrazza, dove stava fumando una sigaretta e con una bottiglia di Jack Daniels in mano. Me ne accesi una a mia volta.
-Mi chiedevo se tu e Frankie aveste già programmato tutto; sai no, luna di miele, fedi, abiti, ristornate… Farete la cerimonia a Newark?-
Avevo un sospetto del perchè mi chiedesse questo, ma dai, non poteva essere sul serio quello che pensavo io!
-Sì, è più comodo per la mia famiglia e quella di Frank; tu e gli atri potete sempre raggiungerci in aereo-
-Bhe, ormai manca pochissimo tempo al giorno delle nozze, non è che, non so, tu e Frank avevate bisogno di aiuto con i preparativi? Io e wiL possiamo darvi una mano! Da quando mi hanno operato non posso cantare, non faccio più nulla e mi annoio come un’ottantenne! Se sto in queste condizioni ancora per un po’ mi ridurrò a criticare i tizi che lavorano nei cantieri stradali! Tu non vuoi questo, vero!? Tu non lascerai che mi riduca così! Non puoi dopo questo meraviglioso addio al celibato che ti ho confezionato!-
Lo sapevo!
Dalla porta finestra diedi un’occhiata agli spogliarellisti che sculettavano e scossi la testa.
-Non lo so Bert… devo parlarne con Frank…-
-E dai- mi supplicò buttandomi le braccia al collo e cominciando a darmi baci sulla guancia. Una volta mi aveva detto che era una delle sue tattiche per convincere la gente a fare quello che voleva. Quando fa così, vi giuro che l’unica cosa che la gente vuole è farlo smettere. –TiPregoTiPregoTiPrego!-
-Ok…- dissi alla fine. Dio, grazie al cielo aveva smesso. –D’accordo hai vinto-
Lui sorrise trionfante e afferrò la sua bottiglia, poi tornammo dentro.
-..E così la prima volta che mi sono unito agli Aiden suonavo il basso- sentì dire wiL a Quinn, mentre beveva un altro sorso di vodka.
Bert, che da solo aveva finito 3 quarti della bottiglia di Jack Daniels che teneva in mano, aggrottò le sopracciglia. –Ma… Intendi dire un basso nel senso di… persona di bassa statura?! Come WeeMan di Jackass? Tu suonavi WeeMan?! wiL, ma è orribile!- esclamò sconvolto.
In quel momento mi immaginai wiL che tamburellava le chiappe di WeeMan, e in sottofondo le risate di Jhonny Knoxville, Bam, Steve-O, o di un altro di quei pazzi.
Era un idea così demenziale che credo che se gli avessi telefonato e gliel’avessi proposta gli sarebbe piaciuta. 
-No!- esclamò wiL. Rimase zitto qualche secondo, probabilmente si stava immaginando la mia stessa visione. –Oddio, no! Intendo dire un basso elettrico!-
-Ma… quindi, non so, hai fatto mettere due dita nella presa elettrica a WeeMan… E’ così che è diventato elettrico? Ma non rischiavi di prendere la scossa anche tu?- chiese Bert grattandosi la fronte.
-No, no, no! Io non ho mai suonato WeeMan, e neanche un’altra persona, ne alta ne bassa! Tesoro, non si possono suonare le persone!-
-E allora tu che facevi negli Aiden? Eri l’inutile del gruppo?-
wiL sospirò.
Dio, anche io a volte mi chiedevo se Frank facesse apposta o fosse così sul serio, ma questo era incredibile.
-Ero un bassista, come Jepha. Hai mai visto Jepha suonare un nano, o un basso, o qualunque altro genere di persona non molto alta?-
-No- disse Bert dopo averci riflettuto un attimo. –Lui suona il basso… Sai, è come una chitarra, ma ha una tonalità più… bassa. Non si possono suonare le persone, amore-
In quel momento vidi la faccia di wiL diventare più rossa del normale.
Quinn tolse la bottiglia dalle mani dell’amico.
-Ok Bert, per un po’ niente alcol. Vado a cercare Dan, ci vediamo dopo- disse poi.
-Nooo! Dammi la mia bottiglia di Jack!- esclamò Bert alzandosi e seguendolo. –Io e lei siamo amici! L’ho chiamata Chizzie e le ho promesso che saremmo rimasti insieme per sempre! Cioè, non proprio per sempre, fino a quando non l’avrò finita-
wilL mi guardò. –E così… è arrivato il momento. Voglio dire, ormai mancano meno di quindici giorni…- disse wiL accendendosi una sigaretta. 
-Già- gli risposi mangiando una pizzetta.
-E scommetto che sarai anche agitato; insomma, io sarei terrorizzato. E’ una cosa grossa anche se Britney lo fa sembrare facile ogni volta-
-Si, ma io sono sicuro di quello che faccio- dissi sentendo una strana sensazione dalla bocca dello stomaco fino in gola.
-Bhe, sono felice per te; Robert mi ha detto che Frank è uno abbastanza a posto… anche se non so quale sia il suo metro di giudizio…-
Robert?! Se lo chiamassi io così sono sicuro che mi prenderebbe a testate.
-E tu e Bert, invece?- domandai reprimendo un conato di vomito. Era questo il famoso panico pre-matrimoniale?
-Oh, tra di noi va tutto bene. Ci divertiamo insieme-
Come se ci avesse sentito, Bert saltò fuori all’improvviso buttando le braccia al collo di entrambi.
-Amore…- disse all’orecchio di wiL –Mi concederesti l’onore di un ballo?-
wiL sorrise. –Pensavo ti stessi divertendo con Chizzie-
-Si, ma quello non era vero amore. L’ho usata e ora, che mi ha dato tutto quello che aveva da offrirmi, l’ho scaricata. L’ho fatto letteralmente, sai? E’ per terra da qualche parte, credo… Sono tornato da te perché ti amo di più di una bottiglia di Jack… E comunque sono sicuro che c’è qualcuno che sta cercando Gee- disse facendomi un occhiolino e indicando un ragazzo biondo con in mano un cocktail che si avvicinava a noi.
Senza che io avessi avuto il tempo di rispondere loro due erano spariti e io mi ritrovai da solo con lui.  
-Ehi, ciao…- disse lui imbarazzato. –Io sono Francis, sono un amico di Bert… cioè, in realtà… sono uno degli spogliarellisti che ci sono di là… Lui prima mi ha detto di venire a cercarti e di portarti un mojito, quindi ecco qui- esclamò porgendomi il bicchiere che aveva in mano.
Dovevo aspettarmelo, tipico di Bert.
-Non posso..- dissi allontanando il cocktail da me.
-Ehi, guarda che stiamo solo chiacchierando- mi rispose lui quasi offeso. –Lo so quello che Bert voleva, ma io ho già il ragazzo, quindi niente. Peccato, ma niente-
-Non è quello…- dissi mentre l’ennesimo conato mi saliva in gola. –Le pizzette erano… Io devo vomitare…-
Non riuscì a finire la frase che mi ritrovai a riversare sulla preziosa moquette dell’ Hilton tutto quello che avevo mangiato nelle ultime 36 ore.
Non proprio l’addio al celibato che speravo, ma almeno Frank poteva stare tranquillo.
 
To Be Continued

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