heavenmayburn: (Gee)
[personal profile] heavenmayburn
TitoloEverybody burn the house right down.
Autore: me aka Fede 
Capitoli: 1/1
Pairing: 
Gerard Way X Mikey Way / (Gerard Way X Lyn-Z Ballato / Mikey Way X Alicia Simmons)
Raiting: R
Sommario:- Ti accontenti così?-
Disclaimer:Just look at me, look at me now, I'm a FAKE! Titolo by My Chemical Romance. Disclaimer by The Used. 
Nota:Allora, come sapete (perchè non ho mai smesso di parlarne), ieri c'è stato il concerto dei My Chemical Romance. Non ho intenzione di parlarvi di quanto sia stato meraviglioso (anche se vi assicuro che lo è stato) ma del fatto che sono rimasto delusa di non trovare neanche un accenno di Frerard. Niente, ne un bacino, ne una leccatina, none. Ma in compenso ho visto dell'ottimo Waycest (eheh Gee, parli tanto di LynZ ma chi stavi accarezzando ieri?) So here I am! E' la mia prima Waycest, quindi... bho, giudicate voi. 

Everybody burn the house right down
 
(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
 
Crash the Cemetery Gates
 
Lyn-Z guardò dal backstage tutto il concerto.
Il tempo di togliersi i vestiti sudati, ed era corsa a vederlo, sorridendo e assistendo allo spettacolo tutto il tempo.
Gerard saltava ed era carico.
Era un bel concerto. Lo conosceva, sapeva che l’avrebbe reso tale. Ed in pochi secondi le luci si spensero e il pubblico andò in delirio.
Era il momento di Gerard, solo suo. Lei lo sapeva e aveva saputo farsi da parte.
Sorrise quando Gerard parlò di lei al pubblico.
Sentì fan alcuni fischiare ma non importava, perché loro non avevano quello che aveva lei. Lei ora era in piedi davanti a tutte quelle persone; e loro potevano gridare, arrabbiarsi, essere gelosi, avrebbero dovuto esserlo, perché era lei sua moglie. Tutte le grida di quella gente non avrebbero cambiato il fatto che non sarebbero potuti stare al suo fianco come faceva lei.
Anche se, magari, non era tutto quello che poteva desiderare, lei vinceva comunque. Avrebbe potuto accontentarsi, perché così le bastava.
Ma c’era una cosa che non le andava giù. Non sarebbe mai stata prima.
Da quando stavano insieme nella sua mente si era delineata una scaletta.
Prima veniva suo fratello, poi la sua famiglia e i suoi amici, poi la band, i fans e infine lei. Era questo che la faceva incazzare, era sua moglie ma l’ultima della fila.
Ma si era preparata a sopportare tutto.  Doveva solo evitare di fare passi falsi, non chiedergli mai di scegliere tra lei o la musica, di rinunciare a un qualsiasi tipo di tour per passare del tempo insieme, ad accettare ogni invito della madre di Gerard e rispondere a tutte le domande che le venivano fatte con un sorriso e non incazzarsi se lui la scaricava appena Mikey voleva passare una delle sue serate “tra fratelli”.
Aveva paura che alla minima richiesta di Mikey lei sarebbe rimasta nell’ombra; nient’altro che una spettatrice.
Sospirò e abbassò lo sguardo. Quando però rialzò gli occhi notò qualcosa che gli fece venire i brividi lungo la schiena.
Vide Mikey suonare e fissare Gerard in un modo che lei faceva spesso. Ma fu la reazione di Gerard a fargli più male di tutto, lui lo guardava in un modo che… Quello che Gerard stava regalando a Mikey con uno sguardo molto di più di quanto lui avesse mai dato a Lyn-Z.
Strinse la stoffa della gonna tra le mani e si morse un labbro. Non poteva fare niente, doveva accontentarsi di quello che aveva ottenuto. Per un po’ le sarebbe bastato.
Anche perché non c’era un’altra soluzione. Avrebbe dovuto adattarsi in qualsiasi caso.
E il concerto finì, come ogni altro.
Era un giorno qualsiasi, in un luogo qualsiasi nella vita di Mikey Way.
Lui si tolse il basso dalla tracolla e raggiunse il backstage. Stava camminando per gli spogliatoi dello stadio, parlando con Frank di tutto e niente, quando il suo sidekick cominciò a vibrare.
Era un messaggio di Gerard.
“Troviamoci nel cortile dietro al bus tra 5 minuti. G.”
Salutò Frank e si diresse verso il parcheggio senza rispondere. Non c’e ne era bisogno. Suo fratello sapeva che lui sarebbe venuto.
Quando arrivò lo trovò sdraiato su un prato, qualche metro lontano dai tour bus.
Sospirò e si piegò sulle ginocchia per vedere Gerard in faccia. Aveva un braccio sotto la testa e stava guardando il cielo.
-Gee… ma che ci fai qui fuori? Si gela- disse il più giovane dei Way mettendosi le mani nel giaccone.
-Stenditi qui- gli rispose suo fratello indicandogli il parto di fianco a lui, apparentemente non avendo ascoltato quello che Mikey gli aveva detto.
Il bassista scosse la testa. -No, dai Gee, alzati, dobbiamo andare, gli altri ci staranno aspettando- disse tendendogli la mano.
Gerard l’afferrò, ma anziché alzarsi, spinse Mikey per terra accanto a lui.
Mikey sbuffò e nascose la testa nel collo di Gerard. –Gee, io non scherzavo, si gela qui fuori-
-Ci si abitua subito, non preoccuparti- disse cominciando ad accarezzargli le spalle.
–Che ci facevi fuori?- domandò Mikey non alzando la testa dalla posizione in cui era. Probabilmente se fosse rimasto così ancora per un po’ si sarebbe addormentato.
-Nulla, pensavo… Non hai mai desiderato essere in un altro posto, in un altro tempo, con altre persone?- gli domandò Gerard. Mikey stette qualche minuto in silenzio e poi annuì.
-Sì, ma tanto desiderare non cambia niente, quindi ho smesso di perdere tempo-
-E così ti basta quello che abbiamo ora? Ti accontenti così?-
Mikey alzò la testa per guardarlo negli occhi. –Non lo so, Gee. Che cosa vuole dire ‘ti accontenti’? Non c’è un’altra opzione, un’altra scelta. E’ sempre stato ‘o così o nulla’ -
-Vorrei saper volare- disse ad un tratto Gerard, totalmente sconnesso al discorso che stavano facendo. –Vorrei sapere andare in un luogo più alto. Ormai qui non riesco più a respirare-
Il basssista scosse la testa e si mise a sedere. –Mi dispiace, io non posso fare nulla-
Gerard sorrise e ritornò a guardare il cielo. –Non è vero, e tu lo sai. Altrimenti non ti saresti agitato-
-Vaffanculo!- esclamò Mikey, per poi pentirsi e abbassare nuovamente il tono della voce. –Vaffanculo! Tu mi stai dicendo che…- il bassista spostò lo sguardo sul prato imbarazzato. –…che vorresti stare con me, con mia moglie che mi aspetta a New York e la tua a pochi metri di distanza? Non possiamo più giocare a questo gioco; il rischio è troppo grande e le fiamme sono troppo alte, rischiano di bruciare tutto quello che abbiamo!-  
-‘Everybody burn the house right down’- canticchiò lui, ricevendo in cambio un’occhiataccia da suo fratello.
-Io sono serio, questa non è una delle tue canzoni, una delle tue storie. Qui i protagonisti siamo noi e tu non puoi continuare a giocare in questo modo-
Gerard lo baciò. Mikey, nonostante tutto quello che aveva detto, non ebbe il coraggio di tirarsi indietro.
-Non è un gioco per me- disse Gerard appena tutto finì, guardando ancora il cielo. –E’ per questo che ogni volta che te ne vai fa così male-
-Vuoi che la smettiamo?- disse Mikey mordendosi un labbro, un lampo di paura attraversò i suoi occhi.
Gerard scosse la testa e lo baciò ancora. Poteva accontentarsi di quello che aveva e trattenere il respiro. Avrebbe superato anche questo momento, in qualche modo.
E, da dietro il tour bus, Lyn-Z assistette alla scena, con una lacrima che gli colava lungo la guancia. La cancellò con la manica e sorrise, tornando dai suoi amici. Quando Gerard sarebbe tornato,  lei, con il sorriso sulle labbra, avrebbe fatto finta di non aver visto nulla. Se poneva una domanda a Gerard, lui avrebbe dovuto scegliere, e lei non credeva di poter vincere contro Mikey.
No, era meglio se piangeva in silenzio e si accontentava di quello che aveva. Un giorno le cose sarebbero andate meglio. 
 
 
The End.

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