heavenmayburn: (pete wentz)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo:Bury Me
Autore:
me aka [profile] heaven_may_burn
Capitoli:
5/12
Pairing:
Colin Farrell X Jared Leto/...
Rating: Pg

Sommario: “Non innamorarti di me… non sono quello che cerchi…” .
Disclaimer: Nah, purtroppo non è vero nulla...
Nota: Shannon, my God *__*
1 / 2 / 3 / 4 



Capitolo Cinque

 

 

“…All the pretty people died
Innocence is out of style…
All the whores have gone away
Now there's nothing left for me.
Why
are you here, are you listening?
Can you hear what I am saying?
I am not here, I'm not listening
I'm in my head and I'm spinning…”

 

 

Un ora dopo Colin aprì gli occhi.

-Ehi Jared… è ora di alzarsi, bel addormentato…- disse dandogli un dolce bacio, che a causa del sonno non fu percepito in pieno dall’altro ragazzo.

-Hmn… Ho un leggero dejavù…- disse sbadigliando e ricordando quando poche ore prima si erano svegliati abbracciati.

-E non sei felice?! Risvegliarsi due volte in un giorno nel letto con ColinFarrell non è una cosa che accade a tutti…-

Jared rise divertito –Oh si certo, un vero onore… adesso avrò anch’io in omaggio una graziosa maglietta come quella di Britney?- chiese.

-Ma se era un idea così divertente…- si sporse sulle sue labbra -… e comunque per te avevo pensato a qualcosa di più…-   

Si baciarono. Fu qualcosa di violento, fragile e bellissimo… Era come se tutto dipendesse da quello, come se fosse la loro unica ancora di salvezza.

-…Che ne dici di un cappellino?- continuò la frase lasciata a metà prima e scoppiando a ridere.

-Sei un coglione!- escalmò mentre gli tirava un cuscino in faccia, trattenendo le risate, e con fare melodrammatico continuò soffiando nel suo orecchio. –…Eppure ieri notte pensavo di essermi meritato qualcosa di più… come minimo un completo di Gucci ci sta tutto…-

-Ma sentilo, Mr Modestia…- l’irlandese lo attirò ancora a se… Quante volte si erano baciati quella notte? Trenta, quaranta? Eppure sembrava non averne mai abbastanza. –Mi piaci, lo sai?-

Disse quelle parole come se non avessero nessuna conseguenza, come si saluta una persona o la si ringrazia di un favore senza importanza. Eppure non avevano quel significato, per nessuno dei due.

-Anche tu, davvero…- prese un respiro profondo.

-Jared però io.. te l’ho già detto… tu meriti qualcuno… migliore di me…- quanto gli bruciava dire quelle parole? Avrebbe voluto rimanere per sempre in quel letto tra le coperte, a accarezzare i suoi capelli.. gli sarebbe bastato stare così per essere sereno tutta la vita… Ma il suo cuore e il suo cervello gli dicevano che doveva proteggere quella creatura magnifica, e il suo primo pericolo, la prima cosa che avrebbe potuto fargli del male, era lui stesso.

-Stai zitto…-gli sussurrò intrappolando le sue labbra e i suoi sensi.

-Allora…- Colin si sbrigò a cambiare discorso appena si furono staccati –Che ne dice di muoverci prima che Oliver si arrabbi davvero? Perché, dopo ieri, se non facciamo qualcosa tipo Shackespeare lo farà davvero…-

-Agli ordini…-

Era tutta una bugia, entrambi lo sapevano bene… E allora perché si sentivano così bene? Perché volevano che essa continuasse all’infinito?

***

Shannon Leto si guardò intorno per riconoscere la faccia di suo fratello tra mille sconosciuti.

A un certo punto notò due occhi azzurri come il diamante e un sorriso inconfondibile avvicinarsi velocemente e buttargli le braccia al collo. 

-Jared, cazzo stai da dio…-

-Grazie, anche tu…- disse il cantante affondando la testa nell’abbraccio –mi sei mancato…- continuò poi rompendo il contatto.

-Già, idem…-

-Allora come stanno Tomo, Matt e la mamma?-

-Bene, lo sai, li chiami tutte le sere… Pensa che Tomo ha una nuova fidanzata… Credo si chiami Lisa, o Linda, oppure Laura… bho, non ricordo… è carina però, non so… non è per lui…- disse malinconico.

Jay lo fissò. Non era quella ragazza a essere il problema; non importava chi era, com’era o quant’altro, perché non avrebbe cambiato le cose tra quei due… Jared lo sapeva, come probabilmente lo sapevano anche Tomo e Shannon… Da troppi anni si amavano in silenzio, facendo finta che non fosse così, annegando le voci che sentivano nel loro cuore.

Improvvisamente lo sguardo penetrante e il sorriso di Colin comparvero violentemente nella sua testa, mentre sentiva la sua voce ripetere all’infinito “Non innamorarti di me… non sono quello che cerchi…” .

Non voleva fare la stessa fine di suo fratello, nascondendosi da tutto, soprattutto da se stesso.

-Di cosa hai paura Shay?- Shannon lo guardò senza capire -…Gli dirai mai cosa provi?-

Jared fece quella domanda con tutta la speranza che aveva nel cuore, magari avrebbe potuto trovare un indizio, un consiglio, qualsiasi cosa che lo aiutasse.

-Jar io… io non lo so… più le cose vanno avanti più diventano difficili; io non lo so se…-  

Jaredlo abbraccio di nuovo sussurrando nel suo orecchio dolcemente –Lui ti ama, Shay… Nulla cambierà questo…-

-Già, forse…-una lacrima scivolò sulle sue guance, ma si affrettò a nasconderla strofinando il viso sulla felpa del fratello –E’ che… ho paura… paura che se le cose cambiano potrei perderlo per sempre… Ho così bisogno di lui che a volte mi manca il respiro…- sussurrò, la voce rotta dai singhiozzi che a malapena tratteneva.

Ormai quella storia era iniziata da così tanto tempo che non riusciva a ricordarne l’inizio. Semplicemente era cominciata.

Una notte Shay era andato da lui, tremante di paura, si era lasciato andare piangendo sul suo petto come se fosse stato solo un bambino di cinque anni, con tutte le sue fragilità, i suoi timori e le sue speranze.

E Tomo lo aveva accettato. Lo aveva stretto a se e aveva asciugato quelle lacrime salate con dei dolci baci. E poi avevano semplicemente fatto l’amore, sotto le coperte calde.

Da allora era cominciato quel surrogato di relazione da cui Shannon era ormai completamente dipendente.

Non importava con chi andassero a letto dopo un concerto, ubriachi e stressati; la mattina dopo bastava uno sguardo per far capire a entrambi che nulla era cambiato dalle sere precedenti, dove mostravano l’uno all’altro la propria anima con un bacio, all’ombra di una camera d’albergo sconosciuta.

-Non succederà mai…- disse Jared accarezzandogli la schiena mentre l’altro prendeva respiro per cercare di fermare il tremore –Shannon…- continuò poi prendendogli il viso tra le mani per far si che lo guardasse negli occhi -…Io conosco Tomo, lui non potrebbe mai lasciarti, ti ama; ma ha paura… devi solo dargli tempo… so che è difficile, ma poi andrà tutto bene…- 

I suoi occhi si illuminarono di colpo e Jared capì quanto il fratello avesse bisogno di sentire quelle parole. Gli diede un bacio sulla fronte mentre gli porgeva un fazzoletto. –Adesso andiamo… ti porto in un bel pub qui vicino…-

Il viaggio trascorse senza che nessuno parlò e l’attore fu costretto a accendere la radio per soffocare la tensione.

Shannon si sentiva così stupido.

Era solo un bambino quando suo padre li aveva lasciati soli.

Sua madre li aveva portati via dalla loro casa e avevano cominciato a andare in ogni parte dell’America, come se lei stesse cercando di scappare, ma dovunque andasse non era abbastanza lontano.

Una volta Jared aveva visto un gattino in un vicolo, infreddolito, e probabilmente malato. Per tutta la settimana successiva aveva portato cibo e coperte a quel cucciolo, nella loro piccola soffitta, rimanendo anche sveglio di notte per far si che non peggiorasse. Ma, nonostante tutto, l’animaletto era morto. Ricordava la disperazione del fratellino quando aveva trovato il corpicino senza vita del micino tra le coperte. Non riusciva a smettere di piangere, i singhiozzi gli rendevano difficile anche solo parlare. Allora Shannon era andato nel suo lettino e si era steso vicino a lui, abbracciandolo forte e promettendo a se stesso che non avrebbe mai più pianto in quel modo e che niente e nessuno al mondo avrebbero potuto fargli del male finché ci sarebbe stato lui a proteggerlo.

Ma ora le parti erano invertite, ed era stato Jared a fermare le lacrime che rigavano le sue guance.

Scesero dall’auto e entrarono nel locale, c’erano così tanti ricordi nella mente del più giovane.

Ordinarono due birre e poi Shannon cominciò a parlare vedendolo pensieroso.

-Allora… Che cos’hai?-

-Io…? Nulla, davvero…- rispose, anche se era poco convincente.

-Certo…- il fratello annuì più per prenderlo in giro che perché ne fosse realmente convinto –E il fatto che non hai nulla c’entra con la persona di cui parlavamo sta mattina? Che, tra parentesi, non mi hai ancora detto come si chiama-

-Ma io non ho intenzione di dirtelo- disse l’altro sorridendo.

-Dai, dimmelo… Chi è? Angelina? Rosario?- domandò mentre il fratello scuoteva la testa –Uhm… E allora chi è la fortunata?- poi sbatté le palpebre e Jar trattenne una risata –A meno che questa persona non sia una lei!- concluse alla fine in modo trionfante –E’ Val Kilmer? Jonathan Rhys-Meyers?-  

-Acqua!-

-Non dirmi che è AnthonyHopkins?!-

-No, affatto- rise divertito dalla curiosità del batterista, che si stava stancando di giocare agli indovinelli.

-E chi rimane…?- dopo qualche secondo dove fece i dovuti collegamenti mentali esclamò in tono di vittoria –E’ ColinFarrell, vero?!-

Jared non rispose e bevve un sorso di birra imbarazzato.

-Lo sapevo! Ma c’è stato qualcosa?-

-Bhe ecco… Non… non sono fati tuoi!- rispose con le guance dello stesso colore di un tizzone ardente. Shannon gli diede una sonora pacca sulla spalla.

-Grande! Sono contentissimo per te fratellino! Ma scusa, se le cose sono ok perché hai quella faccia? Guarda che se ti fa soffrire vado a prenderlo e gli spacco il culo personalmente!!-

Il ragazzo dagli occhi blu sospirò profondamente e Shannon gli prese la mano per rassicurarlo [NdA: se non fossero fratelli, che a dire il vero non è un vero e proprio impedimento per me, li slasherei all’istante *ç*]

-E’ che… io…-

Shay guardò lo scintillio dei suoi occhi; era uguale a quello che lui stesso aveva quando lo sguardo di Tomo si posava sul proprio…

-Jar… Tu lo ami, non è vero?- Jared annuì mentre gli occhi, ormai lucidi cominciavano a pizzicargli; e istintivamente suo fratello gli strinse forte le mani.

-Lui… lui ha detto che non riuscirebbe a gestire qualcosa di serio… probabilmente gli servo solo perché in mezzo al deserto non ha trovato nessun altro da fottersi…-disse amaro

-Jared, sei sicuro che questo ragazzo sia degno di te? Che meriti il tuo amore?-gli domandò serio.

-Non lo so… lui dice di no, ma sono stronzate… e poi non mi interessa. Anche se mi farà solo soffrire, io non riuscirei mai a cambiare… Mi sento così impotente… non so cosa fare…-

Shanon lo guardò, e aspettò che Jay fosse realmente attento prima di continuare.

-Ti do un consiglio… Scrivi su un foglio tutte le cose che ami di lui, e quelle che invece non sopporti, ogni più piccolo particolare, e poi getta tutto nel cestino… Segui solo il tuo cuore e fai quello che ritieni più giusto… Vai da lui, sputagli in faccia tutto te stesso, e poi mandalo vaffanculo…- gli accarezzò le guance portando via le tracce delle lacrime –…Non ridurti come me, ok? Dopo un po’ in amore si ha bisogno di certezze… E se dopo che gli hai detto tutto non è ancora convinto, è ufficialmente un coglione e lo gonfierò di botte- concluse con il sorriso.

-Grazie Shay, ti voglio bene…-

-Anch’io piccolo- rispose sorridendo dolcemente.

Dopo Jared alzò lo sguardo e tutto avvenne in pochi secondi.

Un volto conosciuto. Un brivido sulla schiena. Colin Farrell.

E poi mani che non erano le proprie sul suo braccio. Labbra che si avvicinavano al suo orecchio sussurrandogli qualcosa che solo loro due potevano sentire, per poi scoppiare a ridere insieme.

Che ci facevano Colin e Angelina in quel pub?

Erano quelle le cose che avevano chiarito?

E alla fine un bacio; uno di quelli che non lasciavano strada ai fraintendimenti.

Colin si accorse della presenza del cantante e si staccò dalle labbra rosse della ragazza.

-Ti… ti prego.. andiamo via, ok?- disse l’americano con gli occhi lucidi come due specchi d’acqua giacciati tirando il braccio del fratello e andando verso la porta.

Shannon lo seguì fuori dal locale.

E in pochi, fatali, secondi i suoi occhi scuri si incontrarono con quelli dell’irlandese e il batterista capì che non sarebbe bastato un abbraccio per consolare Jared, non questa volta.

 

“Is this who you are?
Some sweet violent urge…
…A weak fallen man,
With the promise of an end?”

Fallen: 30 Seconds To Mars

 

To Be Continued…


 

Date: 2007-10-31 08:49 pm (UTC)
From: [identity profile] heles-allgood.livejournal.com
*[NdA: se non fossero fratelli, che a dire il vero non è un vero e proprio impedimento per me, li slasherei all’istante *ç*]*

E perchè non farlo? Amo le Letocest...

Date: 2007-11-02 07:32 pm (UTC)
From: [identity profile] heles-allgood.livejournal.com
Figurati!
Penso che un commento a una fic sia sempre una cosa positiva per l'autore (a meno che non sia il solito commento "Bellissima aggiorna"). Ti aiuta a crescere e a capire se trasmetti qualcosa a chi ti legge o meno. Spero di leggere presto tue nuove fic! Soprattutto una Letocest!^^ *çççç*

Date: 2007-11-09 07:09 pm (UTC)
From: [identity profile] heles-allgood.livejournal.com
Dai.... che bello!^^ Già qualche idea?

Date: 2007-11-11 08:42 am (UTC)
From: [identity profile] heles-allgood.livejournal.com
/Me taaanto felice.....^^
Io amo le incest, specie tra i miei fratelli preferiti...
Al punto che ne ho una in sospeso da un po' e ora mi ci rimetto sotto per il verso... sperando di finirla entro sera e riuscire a pubblicarla per martedì (se tutto va come deve martedì svelerò il grande arcano...)^^

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