heavenmayburn: (gee & frank)
[personal profile] heavenmayburn

Titolo: Saint of Los Angels
Autore: me
Capitoli: 2/?
Featuring: Bert McCracken, Gerard Way, Frank Iero, Patrick Stump, Pete Wentz
Raiting: Nc17

Sommario: Si ritrovarono a baciarsi ancora, come se fosse importante, quando nei momenti passati di Bert non lo era mai stato.
Disclaimer: Liar, liar, stop yourself from catching fire.. Liar, liar, you fucking liar!
-Disclaimer © Liar, Liar by The Used.
-Titolo © Saints of Los Angeles by Motley Crue
-Titolo del capitolo
© Broken Promise by Placebo
Nota: Ecco un nuovo capitolo. Da notare che non mi è ancora venuta in mente un atrama decente ^^"

prologo. the paradise city. 

i capitolo.i’ll wait my turn to tear inside you.
 
 
[Warning: Lemon]
 
Quando il momento di Bert arrivò, lui fu pronto ad afferrarlo.
Non fu difficile, non fu speciale, fu esattamente come si aspettava.
Tutto era nei piani.
-Ora ci conosciamo- sorrise Bert addentando una nocciolina. –Posso offrirti da bere?-
-Perché ci tieni tanto?- domandò Gerard buttando giù l’ennesima sorsata di JD.
Bert sorrise. –E perché tu ci tieni tanto a rifiutarmi?-
Gerard alzò le spalle. –Forse perché non sono ancora del tutto ubriaco e mi è rimasto un po’ di buon senso?-
-Quindi io sarei una persona poco consigliabile?-
-Direi di sì-
-Wow, detto così è sexy- rise Bert.
Gerard ricambiò il sorriso. -Se lo dici tu..-
Eccolo, li alla porta che lo stava aspettando, il momento.
Bert approfittò dell’istante di silenzio nel quale non avevano smesso di fissare ognuno lo sguardo dell’altro, per appoggiare le sue labbra su quelle di Gerard.
Il bacio aveva il gusto di sigarette e di rabbia, di tabacco e di desiderio.
-Ti va se andiamo da me?- domandò Gerard mentre cercava di riprendere fiato.
Bert sorrise finendo il suo bicchiere di whiskey.
Uscirono dal locale dopo cinque minuti, dirigendosi verso l’appartamento di Gerard.
***
Gerard non fece in tempo ad appoggiare le chiavi sul tavolo che Bert ricominciò a baciarlo.
Era qualcosa di frenetico e veloce, entrambi si comportavano come se non avessero potuto aspettare ancora, come se non ci fosse abbastanza tempo..
Bert si tolse scarpe e calze, mentre Gerard fece lo stesso con la propria maglietta.
Il ritmo aumentava, sempre più veloce.
Si ritrovarono a baciarsi ancora, come se fosse importante, quando nei momenti passati di Bert non lo era mai stato.
Uno, due, tre secondi dopo, e  i vestiti erano ormai buttati sulla moquette della camera da letto.
Alla fine era solo sesso.
-Preservati e lubrificanti?- domandò Bert mentre con una mano toccava l’uccello a Gerard facendolo mormorare.
-Nel primo cassetto del comodino- rispose tra i gemiti quest’ultimo.
Bert cominciò a prepararlo, prima con una, poi con due e infine con tre dita, e si accorse di stare godendo anche se Gerard non aveva ancora toccato il suo cazzo.
Non era solo arrapato, si stava eccitando a vedere Gerard in quello stato.
Si mise il condom e dopo fu dentro di lui.
Fu gentile e dolce, e non solo per non farsi male, ma per non fare male a lui, cosa inusuale per una sveltina.
Gerard comunque sentì lo stesso il dolore salire nella sua spina dorsale e andare in circolo per tutto il corpo, come una scossa elettrica, ma smise di farci caso quando la mano di Bert cominciò a masturbarlo.
Vennero quasi nello stesso istante.
Tutto fu veloce tra di loro, dal modo in cui era iniziato a quello in cui era finito.
E dopo si stesero tra le coperte. Non c’era bisogno di abbracciarsi, baciarsi, sussurrarsi ‘ti amo’ o stronzate varie.
Dopotutto era solo sesso.
***
Frank entrò nella casa di Gerad, con in mano un sacchetto di cibo rimediato da Starbucks e stando attento a non fare rumore.
Erano solo le nove del mattino, era possibile che stesse ancora dormendo.
Attraversò la sala, e quando i suoi occhi videro la scena che gli si presentava davanti un brivido gli passò lungo la schiena.
Gerard, il suo Gerard, era a letto con uno sconosciuto, mentre una pila di vestiti accatastati giaceva ai piedi del letto.
-Ma.. che cazzo..?- fu l’unica cosa che gli venne in mente da dire.
Lo sconosciuto si svegliò in quel momento, sbadigliando mentre si stropicciava gli occhi. –Ehi, amico, che gentile, ci hai portato la colazione?-
Frank sentì le nocche delle mani prudere.
Anche Gerard si svegliò in quel momento, e appena vide la scena, desiderò essere a 20.000 miglia da lì, magari sotto sei piedi di terriccio fertile. –Frank.. –
-Eh, già- rispose Frank arrabbiato. –Chi cazzo è questo?-
Bert alzò un sopracciglio cercando i suoi boxer per terra ed infilandoseli. –Chi cazzo sono io?! Chi cazzo sei tu, piuttosto! Gee, è il tuo ragazzo?-
Gerard non riusciva a pensare a nulla da dire, la sua mente era come bloccata, ed il suo cervello stata cercando il tasto delete per tornare alla sera prima.
-Andate affanculo!- disse Frank mentre lasciava cadere il caffè e si precipitava fuori.
Bert si alzò dal letto andandogli dietro. –Ehi, amico, scusa. Non pensavo che Gee avesse un ragazzo.. Senti, nulla di personale..-
Frank si girò in quel momento, mentre il suo pugno chiuso raggiungeva la guancia di Bert.
Quello era troppo.
 -Ma vaffanculo, pezzo di merda!-
Bert cadde all’indietro, e dopo un iniziale momento di scombussolamento, si precipitò contro Frank, colpendolo in pancia. –Ma quale cazzo è il tuo problema?!-
Gerard, che ne frattempo aveva recuperato i propri vestiti, si precipitò nella sala, cercando di dividerli. –Dio, smettetela!-
-E’ lui che ha cominciato!- si lamentò Bert.
Gerard si passò una mano sulla fronte, cercando di fare andare via la stanchezza che si era impossessata del suo corpo nonostante si fosse appena svegliato. –Frank, credo che dovresti andare…-
Frank emise un rumore dalla gola, ma nessuno dei presenti capì se si trattava di una risata o di un singhiozzo. –Certo, non preoccupatevi, tolgo il disturbo..-
Appena la porta si fu chiusa, Bert si girò verso Gerard, massaggiandosi la mascella. –Ma è davvero il tuo ragazzo?-
Gerard scosse la testa. –No.. Frank e io non stiamo insieme.. E’ complicato..-
***
Patrick tornò a casa, buttandosi sul divano e accendendo la tv.
-Per quanto andremo avanti così?- domandò Pete, appoggiato allo stipite della porta della cucina.
-Non lo so, finchè mi andrà, presumo- fu la risposta che ricevette.
Pete fece qualche passo e lentamente si sedette accanto a quello che poco prima era stato il suo ragazzo. Patrick non disse nulla. –Scusa.. – sussurrò. –Non so più che altro fare per convincerti che mi dispiace..-
-Ok- rispose Patrick. –Posso tornare a guardare la tv adesso?-
Pete si morse un labbro, sentendo una gran voglia di gridare. –E se ricominciassimo tutto dall’inizio? Ti porto fuori a mangiare domani.. –
Ecco quel’era la fregatura.
Non riusciva a stare nella stesa stanza con lui senza desiderare di spaccargli la faccia o di baciarlo fino a soffocare.
-Non lo so..  Non lo so se mi va di uscire insieme..- sussurrò. –Non lo so se mi va di perdonarti..- Pete annuì alzandosi dal divano e in quel momento Patrick, stupendosi addirittura della propria reazione, gli afferrò il braccio. –Facciamo domani alle sette?-
Pete sorrise dandogli un bacio sulla guancia e pensando che forse tutto si poteva sistemare.
Gli dispiaceva davvero di quello che aveva fatto, poteva sorridere, recitare, ma la vergogna rimaneva.
Forse, però, questo era un inizio.
 
 
 
[Saint of Los Angels
to be continued]

Soundtrack del capitolo
Parte uno. Gerard Way & Bert McCracken:Balck Clouds by Papa Roach
Parte due. Gerard Way & Bert McCracken:Post Blue by Placebo
Parte tre. Gerard Way, Bert McCracken & Frank Iero: Broken Promise by Placebo & Michael Stipe
Parte quattro. Pete Wentz e Patrick Stump:Bliss by Aiden

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