heavenmayburn: (syn-afterlife)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: Saint of Los Angeles
Autore: me aka Fede
Capitoli: 4/?
Pairing: Brian Haner, Jr X Zack Baker

Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer ©
Situation by Escape the Fate
-Title © Saint of Los Angeles by Motley Crue
-Titolo del capitolo© Duality by Slpiknot
Sommario: –Sai come funziona il gioco d’azzardo, vero?-
-Di che cazzo parli?-
-E’ molto semplice. Non importa quanto bravo o fortunato tu sia, alla fine il banco vince. E più mani vinci, più punti, più ti senti sicuro, e più la sconfitta sarà pesante. Ci siamo stati a Las Vegas, no? Sai perché tutte quelle persone si rovinano? Perché si sentono invincibili, ma non lo sono. Tutti noi alla fine perdiamo-
Nota: Argh! E' un periodo di merda questo, vacca miseria -.-

prologo. the paradise city. i capitolo. i'll wait my turn to tear inside you
ii capitolo. lie to me.

iii capitolo. i push my fingers into my eyes.

 
-E così abbiamo fatto sesso..- esordì Bert bevendo un sorso di birra.
Quinn allargò gli occhi. –Quindi sei tu il tizio che ha visto Frank?-
-Yeah, babe- rispose l’amico accendendosi una sigaretta. –Vuoi?-
Quinn ne prese una accendendosela a sua volta. –Sei un bastardo-
Bert alzò le spalle. –Ehi, io non lo sapevo che era lui.. Poi, quando Gee mi ha raccontato la storia ho semplicemente messo insieme i pezzi- Quinn fissò il posacenere e Bert sospirò. –Oh mio Dio, non ti è ancora passata? Pensavo di essere riuscito a fartelo dimenticare…-
-Vaffanculo- rispose Quinn bevendo un sorso di birra. –Non è come pensi.. Io lo amo, non sono un povero arrapato come te che ci prova con tutto ciò che si muove nella speranza di una scopata facile-
-Sai, ti dirò una cosa..- cominciò Bert facendo cadere la cenere sul tavolino di plastica della caffetteria. –Io sto giocando e sto vincendo-
-Cosa?- domandò Quinn facendosi attento al discorso.
Un nuovo sorriso increspò le labbra di te. –Sì.. Con te, con Gee.. Gioco e continuo a vincere…-
Quinn sorrise prendendo le chiavi della macchina e lasciando 5 dollari per il conto. –Sai come funziona il gioco d’azzardo, vero?-   
-Di che cazzo parli?-
-E’ molto semplice. Non importa quanto bravo o fortunato tu sia, alla fine il banco vince. E più mani vinci, più punti, più ti senti sicuro, e più la sconfitta sarà pesante. Ci siamo stati a Las Vegas, no? Sai perché tutte quelle persone si rovinano? Perché si sentono invincibili, ma non lo sono. Tutti noi alla fine perdiamo-
-E questo che cazzo sarebbe?-
Quinn si alzò definitivamente dal suo posto. –Un consiglio.. Arriverà un certo punto in cui il banco si prenderà tutto, sarebbe meglio che prima di allora tu smetta di giocare, o come minimo sia preparato alle conseguenze. –
-Oh, ma vaffanculo!- gli rispose Bert facendogli vedere il dito medio.
Quinn si avviò verso l’uscita. –Ti stai solo coprendo gli occhi, e tu lo sai.-

***
-Sei in ritardo..- mormorò Zack alzando gli occhi dal libro che stava leggendo.
Brian si passò una mano tra i capelli sedendosi accanto a lui sul piccolo tavolino del bar. –Scusa.. ho avuto da fare..-
-Sempre i soliti problemi?- domandò l’altro.
Brian annuì. –Tu che hai ordinato?-
-Un enorme milkshake al cioccolato. E mi aspetto che sia tu a pagare il conto, per sdebitarti..-
Brian annuì –Ok..-
-Io..  facevo così per dire..-
-No, dico davvero, mi fa piacere offrirtelo..-
Zack appoggiò definitivamente il libro sul tavolo con un sorriso.
Quel ragazzo gli piaceva. E, ok, non era bello quello che stava facendo, uscire con uno già fidanzato, ma questo non poteva cambiare il fatto che gli piacesse. Sul serio.
La cameriera si avvicinò con un sorriso di circostanza e Brian le consegnò la lista. –Prendo quello che ha preso lui.-
-Lei annuì e se ne andò.
-Allora, Brian.. Che fai nella vita?-
Lui alzò le spalle. –Mah, nulla di speciale.. Lavoro come commesso in un cazzo di pub..-
Zack sorrise. –Allora siamo più o meno nella stessa situazione.. Io lavoro in una pizzeria-
-Qua la mano, fratello- rise Brian battendo il cinque.
-Come mai mi hai portato qui? Voglio dire, da quanto dici frequenti abbastanza i pub per voler venire qui anche nel tuo tempo libero..-
Brian alzò gli occhi.
Dietro, dopo i tavolini e il cestino, c’era la porta.
Avrebbe potuto andarsene, percorrere quel poco spazio che lo separava dalla cosa giusta in una manciata di secondi.
Ma era stanco.
Uscito da quella porta avrebbe trovato Matt e le cose sarebbero ricominciate.
Tutto da capo, come un disco rotto, avrebbe dovuto riascoltare i litigi e i disperati tentavi di fare pace. Ma le cose non si rimettevano a posto da troppo tempo per sperare che ci fosse qualcosa di salvabile sotto le macerie.
Era stanco di preoccuparsi.
Che facesse Matt per una volta; che gli dimostrasse lui che quello che avevano in comune valeva la pena di lasciare Zack li, senza una spiegazione, e non di portarlo nella camera di un motel.
Che gli avesse detto lui che gli importava, perché Brian non era più sicuro che gli interessasse.
-Perché volevo rivederti-

***
-Che ci fai a casa?- domandò Quinn appoggiando le chiavi sul tavolo.
Frank alzò la testa dal noiosissimo programma che stava guardando sul divano. –Gerard non risponde al telefono.. sarà uscito di nuovo con quello-
Quinn si morse un labbro.
Si odiava per quello che stava per fare, ma era la cosa giusta.
Non era giusto vedere Frank così, e se questo voleva dire mandare a puttane i film mentali che si era fatto da quando erano stati a letto, allora andava bene. Era la cosa giusta da fare e forse è proprio per questo che stava male.
Non aveva scelta.
-Frankie.. La persona con cui esce Gerard è Bert..-
Frank alzò un sopracciglio. –Bert.. Il tuo Bert?- Quinn annuì e Frank scosse la testa. –Se con questo vuoi delle scuse perché l’ho preso a pugni, allora fottiti-
 -No, non hai capito. Per Bert non è una cosa seria-
Frank lo fissò. –Perché diavolo me lo stai dicendo?-
Quinn alzò le spalle mormorando sotto voce –Perché sono un coglione-

***
Bert entrò in camera di Quinn spalancando la porta.
Quinn si mise a sedere sul letto, spegnendo tv e dvd con un sorriso ironico -Ringrazia che Frankie non sia a casa perché se no..- Bert non lo ascoltò e non lo lasciò finire, gli arrivò vicino e gli diede un pugno sulle guancie. Il più forte possibile, tanto che gli fecero male anche le
sue stesse nocche.

-Ma vaffanculo!- esclamò Quinn tenendosi la guancia mentre Bert indietreggiava. –Quale cazzo è il tuo problema?-
-Che cazzo hai detto al tuo amichetto, eh?-
Quinn alzò le spalle. –La verità. Che stai prendendo per il culo Gerard..-
Bert strinse gli occhi.
Già, grande idea.
Ora Gerard non lo voleva più vedere e Bert sentiva un gran vuoto dentro lo stomaco e la sensazione di stare volteggiando nel nulla, di non avere i piedi per terra.
La odiava.
 –Impara a farti i cazzi tuoi, Allman-
Quinn ricambiò lo sguardo. –Questi sono anche cazzi miei-
- Non credi che sia ora di tirare fuori i coglioni, eh, Allman?- soffiò Bert.-Che cosa pensi? Che io non veda attraverso i tuoi cazzo di alibi, il tuo finto buonismo? Quali diavolo sono le tue intenzioni? Perché non metti le carte in tavola?-
-Io..- mormorò Quinn. –Io.. Non è nulla di tutto questo.. Io volevo solo fare la cosa giusta..-

[Saints of Los Angels
to be continued]



Soundtrack del capitolo.

Parte uno. Quinn Allman & Bert McCracken:Hand of Blood by Bullet for my Valentine
Parte due. Brian Haner, Jr & Zacky Baker: Stay Captive by Still Remains
Parte tre. Quinn Allman & Frank Iero: Hang Em High by My Chemical Romance
Parte quattro. Quinn Allman & Bert McCracken:No More Secrets by Papa Roach

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April 2017

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