Titolo: Il gioco dell'armadio molto scuro (7 minutes in heaven)
Autore: me aka Fede
Capitoli:1/1
Pairing: Jeffree Star X Ville Valo
Raiting: Pg
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer © Situation by Escape the Fate
Sommario: -E perché Bam si dovrebbe divertire a sapere che noi siamo chiusi qui dentro?-
-Perché di solito questo sottintende qualcosa di sessuale–
-Oh-
Ville aveva i suoi occhiali da sole, il suo giubbotto buono e tutte i migliori propositi di questo mondo per divertirsi.
Davvero, se fosse stata una bella festa sarebbe stato il primo a ridere e scherzare.
Ma non era così, e tutta la colpa era di quello scoppiato di Bam.
“Vieni alla festa che do alla mia villa”aveva detto “vieni, non importa se ti devi fare dodici ore di aereo e fra due giorni devi suonare”.Dannatissimo Bam e dannatissimo lui che gli aveva dato retta.
Il Dannato in questione si avvicinò a lui, drink in mano, alito alcolico e moglie sottobraccio, e gli soffiò sulle labbra –Allora, contento di essere venuto, eh?- e fu in quel momento che Ville capì di volergli davvero bene.
Perché fosse stato chiunque altro non si sarebbe sottratto ad un pugno sul naso.
-Non mi vedi? Ballo su un piede solo- esclamò sarcastico.
-Bravo, bravo. Questo è lo spirito-
Ville fece un verso acuto con la gola e bevve in un sorso tutta la soda che aveva nel bicchiere. Aveva una voglia terribile di darsi all’alcol in quel momento.
Dunn sì avvicinò a Bam e gli sussurrò qualcosa nell’orecchio. Ville riuscì a percepire solo pochi frammenti come “..festa fa schifo..” “..ideona per uno scherzo..” e “..nell’armadio..”
Bam rise di gusto.
E conoscendo Bam, questo non è un buon segno. Le idee di Ryan Dunn in genere non sono un buon segno, ma quando anche a Bam è d’accordo, allora significa che sono davvero pessime idee.
Ville decise di non pensarci.
Non era suo compito dissuadere Bam. Voleva distruggere di nuovo la Lambo? Inseguire le capre? Farsi tatuare sulle chiappe la faccia di Weeman?
Non era un suo problema. Lui era in vacanza.
Bam continuò a parlargli, cominciando a girare per la stanza.
Ville era un tipo educato e lo seguì, ogni tanto facendo segno che lo stava sentendo, perché nonostante non gliene fregasse un cazzo, non era uno zotico americano e le buone maniere se le ricordava.
Ad un certo punto Bam gli diede uno spintone –davvero, eh. Uno spintone forte- e Ville si ritrovò in quello che sembrava un sottoscala.
Cazzo, era davvero il sottoscala. Poteva distinguere la tua da sci di quello sciagurato di Bam.
Ecco che cosa voleva fare nell’armadio, lo Sciagurato. Chiuderci dentro lui.
-Apri, razza di.. di.. Sciagurato!- cominciò ad urlare sbattendo i pugni.
Continuò ad agitarsi urlando bestemmie in finlandese fino a che non sentì qualcosa sul suo fondoschiena. La stretta era troppo forte per essere attribuita a mazze da golf e giacche varie.
-Ahhh! Ma chi cazzo è?-
-Perché non ti calmi, bellezza?-
A Ville gelò il sangue nelle vene.
Non solo le giacche volevano abusare sessualmente di lui, ma ora gli stavano anche parlando. Ma i Men in Black non avrebbero dovuto difenderlo da questo genere di situazioni?
-Chi.. chi sei tu?- domandò esitante.
-La fata turchina, baby-
Ville recuperò lo zippo dalla tasca dei jeans, illuminò un minimo la stanza e riconobbe subito chi aveva davanti. Dal vivo l’aveva visto solo alla festa per la nuova stagione di LA Ink, ma su internet aveva sentito parlare di lui.
Anche perché con quei capelli era difficile non notarlo.
-Tu sei.. Jeffree..Jeffree.. Star?-
Jeffree sorrise come lo stregatto, allungando le gambe. –Eh, già-
-Che ci fai qui dentro?-
L’altro alzò le spalle. –Mhn.. logico.. Cerco Narnia.- ridacchiò della sua stessa battuta e poi proseguì. –Dunn mi ha chiesto di entrare qui per farti uno scherzo e io ho accettato..-
Ville arricciò il naso. –Che genere di scherzo?-
-Tu lo conosci “Il gioco dell’armadio molto scuro”?- dal silenzio del finlandese Jeffree capì che non ne aveva la minima idea, e così continuò. –Si prendono due persone e le si chiudono nell’armadio per sette minuti-
-E perché Bam si dovrebbe divertire a sapere che noi siamo chiusi qui dentro?-
-Perché di solito questo sottintende qualcosa di sessuale–
-Oh-
-Già- sorrise Jeffree. –Allora da dove cominciamo?-
-Eh?- domandò Ville preso alla sprovvista. –Frena, frena. Io non sono gay-
-Oh, sì che lo sei. Si vede che ti piace il wuster quasi quanto piace a me- sogghignò Jeffree.
-Che stronzata- disse Ville scuotendo la testa.
-Più neghi e più la tua omosessualità viene fuori- decretò l’americano.
-Ma smettila. A me piacciono le donne.-
-Negare è così gay. Tu sei così terribilmente GAY-
Jeffree gli si avvicinò, gli accarezzò una coscia.. lentamente la sua mano salì, si fermò sul suo torace, salì fino al collo.. Soffiò sulle labbra di Ville, e il suo alito era caldo e sapeva di fragola.
E Ville cominciò a pensare che magari non sarebbe stato così male baciarlo, che erano lì da soli, in quell’armadio molto scuro, illuminato solo dallo zippo, e che lentamente i pantaloni si stavano facendo un po’ stretti..
-Vecchi porcelloni!- urlò Bam spalancando la porta.
Jeffree si spostò per lo spavento e Ville si alzò, diede una spallata all’amico, gli urlò –Coglione!- nei timpani e si allontanò a grandi passi dalla sala.
Più tardi, arrivato in albergo, Ville avrebbe trovato nella tasca dei pantaloni, un numero di telefono, un nome –Jeffree- e una sola parola –chiamami-.
Avrebbe sorriso e avrebbe messo il foglio nel portafoglio.
Autore: me aka Fede
Capitoli:1/1
Pairing: Jeffree Star X Ville Valo
Raiting: Pg
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer © Situation by Escape the Fate
Sommario: -E perché Bam si dovrebbe divertire a sapere che noi siamo chiusi qui dentro?-
-Perché di solito questo sottintende qualcosa di sessuale–
-Oh-
Ville aveva i suoi occhiali da sole, il suo giubbotto buono e tutte i migliori propositi di questo mondo per divertirsi.
Davvero, se fosse stata una bella festa sarebbe stato il primo a ridere e scherzare.
Ma non era così, e tutta la colpa era di quello scoppiato di Bam.
“Vieni alla festa che do alla mia villa”aveva detto “vieni, non importa se ti devi fare dodici ore di aereo e fra due giorni devi suonare”.Dannatissimo Bam e dannatissimo lui che gli aveva dato retta.
Il Dannato in questione si avvicinò a lui, drink in mano, alito alcolico e moglie sottobraccio, e gli soffiò sulle labbra –Allora, contento di essere venuto, eh?- e fu in quel momento che Ville capì di volergli davvero bene.
Perché fosse stato chiunque altro non si sarebbe sottratto ad un pugno sul naso.
-Non mi vedi? Ballo su un piede solo- esclamò sarcastico.
-Bravo, bravo. Questo è lo spirito-
Ville fece un verso acuto con la gola e bevve in un sorso tutta la soda che aveva nel bicchiere. Aveva una voglia terribile di darsi all’alcol in quel momento.
Dunn sì avvicinò a Bam e gli sussurrò qualcosa nell’orecchio. Ville riuscì a percepire solo pochi frammenti come “..festa fa schifo..” “..ideona per uno scherzo..” e “..nell’armadio..”
Bam rise di gusto.
E conoscendo Bam, questo non è un buon segno. Le idee di Ryan Dunn in genere non sono un buon segno, ma quando anche a Bam è d’accordo, allora significa che sono davvero pessime idee.
Ville decise di non pensarci.
Non era suo compito dissuadere Bam. Voleva distruggere di nuovo la Lambo? Inseguire le capre? Farsi tatuare sulle chiappe la faccia di Weeman?
Non era un suo problema. Lui era in vacanza.
Bam continuò a parlargli, cominciando a girare per la stanza.
Ville era un tipo educato e lo seguì, ogni tanto facendo segno che lo stava sentendo, perché nonostante non gliene fregasse un cazzo, non era uno zotico americano e le buone maniere se le ricordava.
Ad un certo punto Bam gli diede uno spintone –davvero, eh. Uno spintone forte- e Ville si ritrovò in quello che sembrava un sottoscala.
Cazzo, era davvero il sottoscala. Poteva distinguere la tua da sci di quello sciagurato di Bam.
Ecco che cosa voleva fare nell’armadio, lo Sciagurato. Chiuderci dentro lui.
-Apri, razza di.. di.. Sciagurato!- cominciò ad urlare sbattendo i pugni.
Continuò ad agitarsi urlando bestemmie in finlandese fino a che non sentì qualcosa sul suo fondoschiena. La stretta era troppo forte per essere attribuita a mazze da golf e giacche varie.
-Ahhh! Ma chi cazzo è?-
-Perché non ti calmi, bellezza?-
A Ville gelò il sangue nelle vene.
Non solo le giacche volevano abusare sessualmente di lui, ma ora gli stavano anche parlando. Ma i Men in Black non avrebbero dovuto difenderlo da questo genere di situazioni?
-Chi.. chi sei tu?- domandò esitante.
-La fata turchina, baby-
Ville recuperò lo zippo dalla tasca dei jeans, illuminò un minimo la stanza e riconobbe subito chi aveva davanti. Dal vivo l’aveva visto solo alla festa per la nuova stagione di LA Ink, ma su internet aveva sentito parlare di lui.
Anche perché con quei capelli era difficile non notarlo.
-Tu sei.. Jeffree..Jeffree.. Star?-
Jeffree sorrise come lo stregatto, allungando le gambe. –Eh, già-
-Che ci fai qui dentro?-
L’altro alzò le spalle. –Mhn.. logico.. Cerco Narnia.- ridacchiò della sua stessa battuta e poi proseguì. –Dunn mi ha chiesto di entrare qui per farti uno scherzo e io ho accettato..-
Ville arricciò il naso. –Che genere di scherzo?-
-Tu lo conosci “Il gioco dell’armadio molto scuro”?- dal silenzio del finlandese Jeffree capì che non ne aveva la minima idea, e così continuò. –Si prendono due persone e le si chiudono nell’armadio per sette minuti-
-E perché Bam si dovrebbe divertire a sapere che noi siamo chiusi qui dentro?-
-Perché di solito questo sottintende qualcosa di sessuale–
-Oh-
-Già- sorrise Jeffree. –Allora da dove cominciamo?-
-Eh?- domandò Ville preso alla sprovvista. –Frena, frena. Io non sono gay-
-Oh, sì che lo sei. Si vede che ti piace il wuster quasi quanto piace a me- sogghignò Jeffree.
-Che stronzata- disse Ville scuotendo la testa.
-Più neghi e più la tua omosessualità viene fuori- decretò l’americano.
-Ma smettila. A me piacciono le donne.-
-Negare è così gay. Tu sei così terribilmente GAY-
Jeffree gli si avvicinò, gli accarezzò una coscia.. lentamente la sua mano salì, si fermò sul suo torace, salì fino al collo.. Soffiò sulle labbra di Ville, e il suo alito era caldo e sapeva di fragola.
E Ville cominciò a pensare che magari non sarebbe stato così male baciarlo, che erano lì da soli, in quell’armadio molto scuro, illuminato solo dallo zippo, e che lentamente i pantaloni si stavano facendo un po’ stretti..
-Vecchi porcelloni!- urlò Bam spalancando la porta.
Jeffree si spostò per lo spavento e Ville si alzò, diede una spallata all’amico, gli urlò –Coglione!- nei timpani e si allontanò a grandi passi dalla sala.
Più tardi, arrivato in albergo, Ville avrebbe trovato nella tasca dei pantaloni, un numero di telefono, un nome –Jeffree- e una sola parola –chiamami-.
Avrebbe sorriso e avrebbe messo il foglio nel portafoglio.
no subject
Date: 2009-05-13 09:43 pm (UTC)Decisamente piacevole ^^
no subject
Date: 2009-06-30 10:19 am (UTC)BTW grazie mille ♥♥ soprattutto perchè a me non convinceva tantissimo e sapere che ti è piaciuta mi rassicura XD
xxx