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Titolo: Saint of Los Angeles
Autore: me aka Fede
Capitoli: 6/?
Pairing: Brian Haner, Jr X Zack Baker, Bert McCracken X Quinn Allman, Gerard Way X Bert McCracken
Raiting: R
Disclaimer: Darling what is going on? Honestly that never happened lying is your favorite passion.
-Disclaimer © Situation by Escape the Fate
-Title © Saint of Los Angeles by Motley Crue
-Titolo del capitolo© Believe by Aiden
Sommario: Voleva fare male a Quinn, farlo sentire in trappola come lui si sentiva in quel momento. Così magari avrebbe saputo sul serio..
Probabilmente le parole di Bert avevano avuto l’effetto sperato, perché Quinn sentì la disperazione impadronirsi di lui.
Frank non sarebbe mai stato suo.
Nota: Chi non muore si rivede, ne? XD

soundtrack

prologo. the paradise city.i capitolo. i'll wait my turn to tear inside you
ii capitolo. lie to me.iii capitolo. i push my fingers into my eyes | iv capitolo. in the gutter now, so damn proud 


 Photobucket 
 
v capitolo. gravity of love.


Quando Zack uscì da lui Brian si stese sul letto, respirando a fatica, le loro immagini ancora impresse nella mente.
Si rese conto che quella notte non era stato solo sesso. E, quando era venuto, era come se oltre allo sperma quel gesto avesse fatto uscire da lui tutta la tensione, la rabbia, la paura che aveva provato nell’ultimo periodo.
Si era liberato, ma non credeva che questo era un bene.
Avrebbe dovuto parlarne con Matt anziché scoparsi un altro per sentirsi meglio.
Ma da troppo tempo non faceva la cosa giusta ed il senso di colpa era una cosa alla quale ormai era abituato. Più o meno come quando gli urlava dietro senza motivo o si perdeva a fantasticare di come potesse essere la vita senza di lui.
All’inizio faceva male, ma poi si rassicurava pensando che era solo un momento, che quando le cose si fossero rimesse al loro posto allora tutto sarebbe tornato okay e lui avrebbe ricominciato ad amare Matt.
Ma le cose non miglioravano, e la notte precedente lui lo aveva tradito.
Nonostante sapesse che anche Matt ne aveva piene le balle di quella situazione del cazzo, era certo di una cosa: lui non gli aveva e non gli avrebbe mai messo le corna, forse perché era troppo leale o forse perché ancora ci credeva.
E anche Bri aveva provato a crederci davvero in loro, a dire che era solo un momento e che tutto sarebbe passato, ma il tempo andava avanti e lui si era stancato di avere pazienza e di girare le clessidre.
Voleva solamente scappare lontano, nello spazio magari, dove non c’erano ne Matt, ne Zack.
Si chiese se anche in un altro pianeta avrebbe continuato ad amare Matt e a stare così male per come le cose si stavano mettendo tra di loro.
Zack alzò la testa dal suo petto.
Avevano lasciato la finestra aperta e si accorse che fuori pioveva, e l’odore del cemento si era mescolato con quello dell’acqua e della polvere.
Brian sorrise accarezzandogli i capelli mentre una strana considerazione si fece strada nella sua mente: voleva riavere Matt.
Sapeva che non era ancora finita tra di loro. Non sarebbe mai finito nulla fra di loro.
Ed era come se Zack gli avesse dato una nuova forza per continuare a lottare, per aggrapparsi ai brandelli della sua storia per poi tentare di ricucirla.
Avrebbe fatto la cosa giusta e sarebbero tornati a risplendere insieme.
Era semplice come la gravità. Tutto ciò che va su prima o poi tona giù, ma ciò che viene giù può essere riportato in alto se gli si applica la giusta forza.
-Io.. io devo andare..-
***
-Io..- mormorò Quinn. –Io.. Non è nulla di tutto questo.. Io volevo solo fare la cosa giusta..- mormorò Quinn accarezzandosi la guancia.
Bert emise una specie di grugnito. –Imparare a farti gli affari tuoi può essere un buon inizio.-
Gli occhi di Quinn si fecero simili a due fessure. –Se stavi solo giocando perché te la prendi così tanto. Ricomincia una nuova partita, trova qualcun altro da sfidare..- le parole gli morirono in gola quando notò l’espressione di Bert. –Merda- sussurrò.
-Senti- cominciò Bert. –Io.. io non lo so perché me la prendo tanto ma..- si interruppe perché nemmeno lui sapeva bene cosa dire.
Non sapeva nemmeno cosa pensare, figuriamoci.
I suoi sentimenti era qualcosa con cui non era molto abituato a trattare.
Sì, come ognuno era contento, triste, rideva e scherzava, ma quando riguardavano le cose serie era sempre tutto così incasinato.. Ci aveva messo tanto per fidarsi di Quinn e ora lui l’aveva tradito, e poi c’era Gerard con cui all’inizio voleva solamente scopare, ma che adesso che non poteva più averlo si sentiva perso.
-M-mi dispiace..- mormorò Quinn. –Mi dispiace, se io avessi saputo..-
-SE TU AVESSI SAPUTO, COSA?! AVREBBE FATTO QUALCHE DIFFERENZA?! L’UNICA COSA CHE TI INTERESSA E’ FARE BELLA FIGURA CON QUEL COGLIONE NELLA SPERANZA CHE SI ACCORGA DI TE, MA LE COSE NON FUNZIONANO COSI’.- aveva urlato quelle parole con tutto il fiato che aveva in gola.
Voleva fare male a Quinn, farlo sentire in trappola come lui si sentiva in quel momento. Così magari avrebbe saputo sul serio..
Probabilmente le parole di Bert avevano avuto l’effetto sperato, perché Quinn sentì la disperazione impadronirsi di lui.
Frank non sarebbe mai stato suo.
Nonostante gli fosse sempre stato vicino, dalla sua parte, l’avesse sostenuto e amato in silenzio, Frank non gli sarebbe mai appartenuto come lui apparteneva a Frank.
Sì sentì come un bambino a cui dicono che Babbo Natale non esiste. Il suo castello di illusioni era crollato.
E, come faceva ogni volta che si sentiva perduto, cercò rifugio tra le braccia di Bert.
Scoparono sul divano, con le finestre aperte e il rumore della pioggia che gli entrava nelle orecchie.
Bert andò con Quinn come al solito, non perché lo amasse, ma perché non voleva precipitare da solo. E, se era fortunato, sarebbero anche riusciti a risalire.
***
Nonostante tutto, se Gerard chiudeva gli occhi, vedeva sempre quella faccia da culo di Bert sorridergli, baciarlo fino a toglierli il fiato. Aveva ancora impresso nella sua memoria il momento in cui erano stati insieme e… Si alzò sospirando dal letto portandosi le coperte con se e andò a chiudere le finestre.
Anche se non sapeva se fosse l’idea giusta. Almeno ascoltare quello che veniva da fuori poteva distrarlo; avvolto nel silenzio gli sembrava solo di precipitare nei suoi pensieri, e più pensava e più si sentiva male e precipitava, e più precipitava più i pensieri e le sensazioni gli si affollavano nella mente.
A Bert non importava nulla di lui.
E, ancora una volta era colpa sua, che gli aveva dato subito il meglio di ciò che era, che gli si era arreso. Si sentiva male e uno stupido.
Il cellulare cominciò a vibrare sopra il lenzuolo e lui diede un’occhiata allo schermo: Bert. Come le dodici chiamate che avevano preceduto questa.
Gerard era stanco. Stanco di Bert che continuava a cercarlo, perché non sapeva se sarebbe riuscito a resistergli ancora per molto, di Frank che era come se ci provasse gusto a rovinargli la vita, e di se stesso, perché non poté fare a meno di accettare la chiamata.
-Pronto..?- mormorò tirandosi la coperta fino al naso.
Lo sentì emettere un sospiro. –Allora ci sei.. Sto prendendo un taxi, tra dieci minuti sono da te. Dobbiamo parlare-
-No, Bert io..-
Gerard avrebbe voluto dirgli che era che gli mancava il respiro. Che lo odiava ma che non poteva seguire il consiglio di Frank, non poteva ‘stargli lontano’. Avrebbe voluto pregarlo di cambiare idea sul suo conto perché, a Gerard, Bert piaceva, e voleva che fosse lo stesso per lui, non voleva essere solo un gioco.
Gli sarebbe piaciuto dirgli un sacco di cose ma rimase in silenzio.
Annuì chiudendo la conversazione e aspettandolo seduto sul letto.

[Saints of Los Angels
to be continued]


 


Soundtrack del capitolo
Parte uno.
Brian Haner, Jr & Zack Baker: Can you imagine by Dope Star Inc.
Parte due. Quinn Allman & Bert McCracken:
Gravity of love by Enigma
Parte tre. Gerard Way: Ghost of you by My Chemical Romance

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