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Titolo:The Darkest Star
Autore: [profile] heaven_may_burn
Capitoli:1/1

Pairing:Dominic HowardXMatthew Bellamy
Rating:Nc17
Sommario:Se qualcuno glielo avesse chiesto non sarebbe stato in grado di spiegare il rapporto che lo legava a lui.... era qualcosa di così forte da fargli paura, ma nello stesso momento così così debole che sarebbe bastata anche la più piccola cazzata per spzzarlo per sempre... E tutto questo lo uccideva.... Anche se infondo era tutto inutile, il suo ricordo lo avrebbe seguito perfino all'inferno
Disclaimer: E' tutto mio! Muahahah La canzone dei Depeche Mode che da il titolo alla storia, e soprattutto Matt & Dom, che uso come geishe personali. Ok, in realtà è tutta una burla. Nulla di tutto ciò è mio, solite stronzate insomma.
Nota: Ho scritto quest fict circa 9 mesi fa, ma siccome FORSE ora ho capito un pò com funziona un livejournal, ora metto tutte le fict qui, so Enjoy!

+The Darkest Star+
By Niamh
 
-'Cause I wan't it now...
...I want it now...
Give me your heart and your soul
And I'm breakin down...
I'm breaking out....
....Give me complete control....-
Muse: Hysteria
 
Matt aprì la porta e si buttò pesantemente sul letto...
Fuori imperversava un violento temporale, l'acqua e la nebbia avevano raggiunto ogni parte di Londra, rendendola un'isieme indefinito di luci, suoni e confusione.... le insegne delle vetrine dei negozi erano ancora illuminate nonostante fossero le due di notte... soffiava un vento leggero e freddo sulla capitale, e le foglie secche volavo ovunque, nelle strade ormai quasi deserte.
Provò a chiudere gli occhi prendendo un profondo respiro ma nulla...quell'enorme peso allo stomaco che ormai lo attanagliava da troppo tempo era ancora li...
Lui non era tornato...
Se qualcuno glielo avesse chiesto non sarebbe stato in grado di spiegare il rapporto che lo legava a lui.... era qualcosa di così forte da fargli paura, ma nello stesso momento così così debole che sarebbe bastata anche la più piccola cazzata per spzzarlo per sempre... E tutto questo lo uccideva....
Perchè come non riusciva a vivere con lui, non riusciva a vivere senza di lui; e se lo avesse abbandonato sarebbe morto...
Anche se in fondo morire non era una cattiva idea... la fine di tutte le sue sofferenze...
L'illusione di una lametta che scorreva veloce sui suoi polsi, lasciando calde strisce di sangue che scendevano fino a terra, prese piede nella sua testa .... la sensazione di non esistere.... di essere lontano.... Ma tutto ad un tratto quel pensiero svanì, violentemente, riportandolo alla realtà....
Sarebbe stato tutto inutile,il suo ricordo lo avrebbe seguito perfino all'inferno....
Perchè per quanto fingesse il contrario, amava soffrire... e amava il suo carnefice....
La serratura scattò, segno che era tornato a casa. E così Matt si precipitò in soggiorno, mentre i passi leggermente appesantiti di Dom eccheggiavano nell'atrio.
-Dove sei stato? Sono le due del mattino...-
-Lo so Matthew... perdona la mia impudenza...- rispose il batterista sarcastico.
-Perdonare un cazzo... non hai avvertito... non mi hai detto nulla...-
-Vaffanculo Matt! Non sono un fottutto ragazzino!-
-Si, mati comporti come se lo fossi!-
-Io non ti devo rendere conto di ciò che faccio!! Tu non sei nessuno per me!-
Quelle parole ferirono il giovane chitarrista più di quanto Dominic avrebbe mai pensato... come lamine di vento aggredirono il suo cuore in frantumi, riducendolo definitivamente in pezzi.
Matt si mise a correre più in fretta che potè, senza ascolatre Dom che gli gridava di tornare indietro...
Perchè se solo si fosse girato per girato per guardare i suoi occhi non  sarebbe più stato in grado di fuggire.
 
Scappò velocemente nelle strade bagnate, sotto la luce dei lampioni, che timidamente illuminavano il viale...
Era sabato, i pub stavano chiudendo e una folla confusa si radunava nelle piccole vie e nei viali della capitale inglese.
Il giovane cantante non si accorse quando andò a sbattere contro due ragazzi troppo ubriachi per reggersi in piedi, o quando una macchina grigia lo evitò con una brusca frenata di investirlo, mentre attraversava la strada di corsa per raggiungere il parco...
Dominic aveva giocato per l'ennesima volta con i suoi sentimenti... orami non teneva più il conto di quante volte l'aveva fatto...
E lui ogni volta si illudeva fosse l'ultima... che un giorno entrasse da quella maledetta porta e dicesse quelle due paroline che tanto sperava di ascolatre nei suoi sogni...
Ma le cose non cambiavano.... Dom non cambiava... per lui era solo una puttana... la sua puttana...
Le lacrime cominciarono a scendere dal suo volto, mischiandosi alle goccie di pioggia. Si inginocchiò sotto la chioma di un salice, mentre i singhiozzi e la disperazione prendevano il controllo...
Perchè fuggiva? Tanto sarebbe tornato, lo sapevano entrambi....
Ormai era successo troppe volte... e in ogni singolo istante Matt era tornato sui suoi passi....
E neanche ora sarebbe stato diverso.
Dom era come una droga.... Era completamente assuefatto da lui... e non importava se dopo si sentiva così male da voler morire... per qualche secondo Domenic era solo suo, e questo gli bastava...
La porta sbatté e Matt cominciò a percorrere il piccolo corridoi ritrovandosi nell’atrio.
Nel buio avvertì i suoi occhi scuri fissarlo. La luce nella camera era spenta e Dominic sembrava solo una sagoma confusa; il suo volto era illuminato dalla luce della luna e in mano teneva un bicchiere di vodka pieno solo fino a metà.
-Sei tornato…-
-Si…-
Il batterista gli si avvicinò lentamente fino a quando non arrivò a pochi centimetri da lui, accarezzandogli la guancia bagnata, e avvicinando la sua bocca a quella del cantante. Matthew Bellamy non fece resistenza, anzi la bocca per approfondire il contatto, e mentre le loro lingue si unirono e cominciarono a muoversi, lui chiuse gli occhi. Questo era uno di quei brevi istanti in cui tutto intorno svaniva e rimanevano solo loro due… e solo in questi piccoli attimi Dominic gli apparteneva completamente.
Il bacio ora era diventato così intenso da togliergli quasi il respiro… da soffocarlo…
Dom poi si staccò bruscamente, bevendo un altro sorso dal bicchiere, dirigendosi in camera e chiudendosi la porta alle spalle…
Matthew lo seguì, sapeva cosa sarebbe successo, e provava pena per se stesso, ma allo stesso tempo non riusciva a dirgli di smettere.
Sentiva la calda bocca del batterista esplorare ogni più piccola parte del collo, rimasto scoperto dalla camicia aperta, mentre la sua mano liberava il cantante dai jeans, ormai diventati troppo stretti con un gesto veloce, la sua eccitazione non lasciava a Dom alcun dubbio su quale fossero le intenzioni di Matthew… era in suo potere, come al solito…
Matt cercò di nuovo di nuovo un contatto con le sue labbra, sperando di notare almeno un po’ dello stesso sentimento che da troppo tempo bruciava la sua anima in quegli occhi illuminati solo dalla luce sottilissima della luna che rischiarava la camera uscendo dalle tendine socchiuse della finestra… ma l’unica cosa che leggeva in quegli occhi scuri erano il desidero e la passione, non c’era spazio per l’amore quella notte.
Il bacio durò pochi minuti, dopo Matt cominciò a togliersi i pantaloni e la camicia, mentre Dom faceva lo stesso.
Rimasero entrambi in boxer, ma pochi secondi dopo anche essi erano per terra, insieme al resto dei vestiti.
Matt si abbassò andando a raggiungere l’inguine del batterista, avvicinando la bocca al suo membro già abbastanza eccitato.
Cominciò a percorrerlo, leccandolo e lasciando piccoli baci al suo passaggio… sentiva i suoi gemiti, sapeva che voleva di più…
Lo prese lentamente in bocca, e cominciò a succhiare sempre con maggiore veemenza…
-Si!…Ti prego non fermarti…. Matt!-
Sentire il suo nome pronunciato da lui era come una musica… un antico anatema, che lo ipnotizzava… lo rendeva completamente suo schiavo…
Appena lo  sentì bagnarsi leggermente allontanò la bocca dal membro ormai turgido di Dom, andando a cercare le sue labbra e impadronendosene…
Dio, perché non capiva quanto lo amava?….Era così lampante nei suoi occhi blu, e l’amore era palpabile in ogni suo sguardo… ma Dominic faceva finta di nulla, o forse lo sfruttava semplicemente a suo vantaggio… come al solito.
La mano di Dom scese lentamente verso il ventre di Matt… l’eccitazione era già evidente.
Il cantante lo guardò senza capire…. Da quando a Dom importava qualcosa… di lui?
Ma prima che potesse fare alcuna domanda, il ragazzo biondo posò il dito sulle labbra, zittendolo.
-Ssshh…. Non avrai pensato che mi fossi dimenticato di te vero?-
Queste parole sorpresero il chitarrista più di quanto potesse immaginare… Ma non ebbe il tempo di pensare a nulla perché uno strano calore partì dal mezzo delle sue gambe per poi diffondersi su tutto il corpo…
Dom aumentò la velocità massaggiando il membro del ragazzo…
-Ah!…Si….-
ormai non riusciva più a trattenere i gemiti che uscivano dalle sue labbra, e così il ragazzo biondo aumentò le spinte fino a quando la vista di Matt non si annebbiò…
Ma fu solo questione di qualche secondo… Dom smise improvvisamente di masturbarlo e Matt chiuse gli occhi, mordendosi forte la lingua… non era ancora il momento…
Un nuovo bacio, nuovi gemiti e sospiri invasero la stanza.
Entrambi si sdraiarono sul letto.
Matt lo guardò… bastò un secondo e il cantante capì…
Si mise su di lui, mentre manteneva il contatto con i suoi occhi e faceva entrare in contatto le loro erezioni… facendo gemere entrambi…
Lentamente Dominic entrò in lui e il chitarrista sentì un dolore fortissimo impadronirsi del suo corpo…. Voleva gridare e piangere ma l’unica cosa fu di cercare per l’ennesima volta la sue labbra… chiudendo gli occhi e facendo finta di non pensarci…
Lentamente il piacere prese il posto del dolore, e i gemiti ricominciarono a impossessarsi della sua gola…
Lo sentiva dentro di lui, le spinte che si facevano sempre più veloci, l’eccitazione che cresceva in ogni attimo, i suoi muscoli che lo avvolgevano… lo sentiva suo… Anzi, entrambi erano diventati una cosa sola… uniti dal desiderio e dalla passione.
In pochi secondi Dom sentì un fortissimo calore partire dal bacino e diffondersi in tutto il corpo, e venne dentro il corpo di Matt, che pochi secondi dopo lo seguì…
La camera, ogni attimo che passava si riempiva dei loro gemiti e delle loro urla.
Lentamente Dom uscì da lui e andò a stendersi sul letto, facendo segno a Matt stringendolo fra le sue braccia.
Matthew appoggiò il viso nell’incavo tra la spalla e il collo, lasciando involontariamente un piccolo e dolce bacio.
Calde lacrime cominciarono a sgorgare dai suoi occhi azzurri come il ghiaccio, e i singhiozzi riempirono la sua gola, facendolo gemere e tremare.
-Sshh… non piangere… calmati…..-
Dominic pronunciò quelle parole lentamente e a bassa voce, ma arrivarono come un urlo nella mente del chitarrista, provocandogli una nuova crisi di pianto.
Mai Dominic Howard aveva riservato quelle attenzioni… a lui; tra di loro c’era sempre stato solo sesso e nient’altro, almeno per quanto riguardava Dom, che non gli aveva mai dimostrato nulla…
Sentì la presa delle braccia del batterista farsi più stretta attorno al suo corpo, e la sua bocca depositargli piccoli e dolci baci su tutto il viso.
-E’ tutto ok… calmati…. Ora ci sono io….-
Matthew aprì gli occhi, come per paura che quelle parole, leggere come il battito di una farfalla, potessero volare via…
Alzò lo sguardo bagnato di lacrime su di lui, prima di unire di nuovo le labbra in un altro dolce bacio…
Aveva aspettato… Dio solo sapeva quanto… e ora forse c’era una piccola luce… un qualcosa a cui aggrapparsi… per non cadere… e ricominciare a sperare…
Appoggiò di nuovo  la testa sul suo petto, e in pochi secondi sentì il suo respiro regolarizzarsi, segno che si era addormentato…
-Ti amo…-
Disse quelle parole a bassa voce, quando ormai Dom non poteva più sentirle e lentamente lo seguì tra le braccia di Morfeo.
 
Matt aprì gli occhi e si guardò in giro.
Un raggio di sole penetrò dalla finestra, accecandolo per qualche secondo. Fece scorrere la mano nelle lenzuola…
Riusciva ancora a sentire il suo odore… in pochi attimi tutto quello che era successo la notte prima attraversò la sua mente come un lampo che squarcia il cielo in tempesta.
Si voltò cercando il suo viso e le sue braccia… ma sul letto solo le coperte disfatte… lui non c’era…
Si guardò nuovamente intorno cercando qualche traccia di lui, ma nulla…
Vide i propri vestiti piegati su una sedia e la porta aperta sul piccolo corridoio, ancora buio, della casa.
Si voltò su un fianco, stringendosi le ginocchia al petto trattenendo un singhiozzo… non c’era bisogno che si alzasse a cercarlo… conosceva troppo bene questa scena… troppe volte l’aveva vissuta… troppe volte aveva provato quei sentimenti…
Ma non aveva importanza… lo avrebbe aspettato in qualsiasi caso.
 
The End

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