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[personal profile] heavenmayburn
Titolo: And from your lips he drew the Hallelujah.
Capitoli: 1/1
Pairing: Gerard Way/Bert McCracken
Raiting: R
Disclaimer: Con questo mio scritto, pubblicato senza alcuno scopo di lucro, non intendo dare rappresentazione veritiera del carattere dei personaggi e/o del loro orientamento sessuale, nè offenderli in alcun modo.
Titolo © Hallelujah by Leonard Cohen
Sommario: C’è elettricità, c’è musica nella stanza mentre si spogliano. Gerard puo’ percepirla. Ogni suo tocco gli provoca piccole scariche elettriche, eppure lui non riesce a lasciarsi trasportare dalla melodia.
 Conteggio parole: 605
Note: Scritta per il P0rn Fest di
[info]fanfic_italia  con il prompt ‘RPF My Chemical Romance/RPF The Used, Gerard/Bert, "Piantala di pensare a tutto il resto. Non è importante."’ Ambientata durante il Taste of Chaos del 2005, quando cominciò tutto xD
 
 
Well I heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do ya?

(Hallelujah- Leonard Cohen)

 Gerard si morde le labbra e da una veloce occhiata intorno a se; il parcheggio è deserto. Bert si volta a guardarlo e, nel momento in cui nota che non lo sta più seguendo, schiaccia la sigaretta per terra e gli afferra il polso, trascinandolo con se.
Quando entrambi sono davanti alla porta d’entrata dell’hotel, Bert si gira e mette le braccia attorno al suo collo, baciandolo. Sa di tabacco e vodka e Gerard capisce che è impaziente.
Lo prende per mano e cammina fino al banco della reception. Ancora una volta sembra essere lui a condurre il gioco.
-Ho prenotato una camera sotto il nome di Obi Wan - dice alla ragazza della reception con un sorriso.
Lei alza un sopracciglio e capisce che è una presa per il culo, ma con il suo lavoro ha imparato a non fare troppe domande.
Bert le passa la carta di credito e dopo pochi secondi lei gli sta porgendo le chiavi. –Terzo piano, a destra- mormora.
Gerard ringrazia con un gesto del viso ed entrambi prendono l’ascensore.
Appena le porte si chiudono si ritrova contro il piccolo specchio e Bert è di nuovo attaccato alle sue labbra e lo bacia come se non ci fosse un domani.
C’è elettricità, c’è musica nella stanza mentre si spogliano. Gerard puo’ percepirla. Ogni suo tocco gli provoca piccole scariche elettriche, eppure lui non riesce a lasciarsi trasportare dalla melodia; è come se fosse ritornato ad essere quel ragazzo sfigato che ha passato l’adolescenza a sentirsi solo, e non ne conosce il motivo. Se c’è una cosa, nella loro relazione, che non ha mai dato problemi, era il sesso. Tuttavia sta sera tutto è diverso, ogni loro nota sembra stonata.
Bert smette di baciargli il collo e lo guarda, capendo subito che non era con lui. Sì, erano nella stessa stanza d’albergo, ma fare l’amore in quel modo era più o meno la stessa cosa che farlo con una bambola gonfiabile.
Si alza e cerca una sigaretta nella tasca dei jeans, si affaccia alla finestra che da sulla strada e sospira. L’ultima cosa di cui ha voglia è fare lo psicologo ma, a quanto pare, non può evitarlo.
Vorrebbe che Gerard la smettesse di farsi tutte queste pippe mentali. Vorrebbe essere in grado di gestire quello che c’è tra di loro, eppure ogni giorno che passano insieme sembra avere sempre qualcosa fuori posto.
-Che ti prende?- mormora continuando a rivolgere lo sguardo verso la finestra.
Gerard si guarda in giro cercando qualcosa da dire perché, davvero, lui non sa che cosa gli stia prendendo ma non può nemmeno rispondergli così.
Sente l’ansia nel petto crescere ma non riesce a darle un nome.
-Non.. non ho niente- biascica poco convinto.
Bert annuisce e schiaccia la sigaretta nel posacenere accanto al comodino. Poi si alza e si dirige verso Gerard, ancora seduto sul bordo del grande letto matrimoniale.
Si mette in ginocchio sulla moquette e gli slaccia la cintura dei jeans. Cerca di reprimere un conato di vomito quando glielo prende in bocca perché il suo cazzo molle sembra una specie di mollusco nella sua bocca, e comincia a baciarlo e a leccarlo. Ci mette tutta l’energia che ha, vuole che quello sia il più bel pompino della vita di Gerard, perché deve riportarlo da lui.
Lui mormora, intreccia le dita nei suoi capelli lunghi e viene. Bert si alza e si siede di fianco a lui, gli bacia la fronte e lascia che Gerard appoggi la testa sul suo petto. –Smettila di pensare di tutto il resto- gli dice –Non è importante. Qui ci siamo solo io e te. E’ l’unica cosa che conta-

           

 

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