Una gita al lago.
Feb. 28th, 2010 09:14 pmCapitoli: 1/1
Pairing: Valerio Scanu/Pierdavide Carone.
Raiting: Nc17
Disclaimer: Con questo mio scritto, pubblicato senza alcuno scopo di lucro, non intendo dare rappresentazione veritiera del carattere dei personaggi e/o del loro orientamento sessuale, nè offenderli in alcun modo.
Sommario: Mentre Pierdavide, lentamente e orribilmente pieno d’imbarazzo, faceva entrare la propria lingua nella bocca dell’altro, Valerio si appoggiò all’elastico dei suoi boxer, muovendosi piano e facendo in modo che le loro erezioni venissero in contatto attraverso la stoffa bagnata. E Pierdavide amava le persone che al momento giusto sapevano muovere il bacino; non per niente si era fidanzato con una ballerina.
Conteggio parole: 1.422 (
Note: Ok, questa fanfiction nasce dai commenti della f-list su Twitter durante la settimana sanremese (Marco, che mi hai convinto a guardare?! xDD), ma soprattutto dall’epica canzone di Valerio Scanu vincitrice a SanRemo 2010. Ammettiamolo, la storia di far l’amore in tutti (ma proprio tutti, eh!) i laghi ha lasciato un segno in tutti noi. Nonostante io tifassi palesemente e spudoratamente per Marco, Noemi & Cristicchi (che hanno vinto comunque e che probabilmente venderanno più degli altri, alla faccia di Principi e canzoni retoriche/lecca culo, motivo per cui sono felice e serena lo stesso <333), sono stata contenta che abbia vinto lui (a quel punto andavano bene tutti tranne il Trio Monnezza). Ma la storia dei laghi è rimasta un enigma per me. E così, dopo un lungo e attento cosare di cervello, e dopo che mezzo mondo ha chiesto al povero Scanu come funzionasse sta storia dei laghi senza ottenere risposta, ho deciso che la cosa mi divertiva assai ed è venuto fuori questo. Era un sacco di tempo che non mi divertivo così. Probabilmente la prossima ff che mi verrà fuori sarà: ‘Voglio fare l’amore in tutti i laghi del mondo!’ ‘Perché non cominci da quello di Ronciglione?’ xDDDDDD Nonostante questa ff riguardi presone italiani non è lucchettata perché 1) Non parla di XFactor e non dovrei avere rogne, 2) All’inzio dell’lj e su ogni ff ci sono dei disclaimer grandi come casa mia, 3) Mi sta sul cazzo mettere le ff frinds only. So enojy.
‘Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi, coperti sotto il mare, a far l’amore in tutti
i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo,
l’universo che ci insegue ma ormai siamo irraggiungibili…’
Valerio Scanu- Per tutte le volte che…
-Dove andiamo?- chiese Pierdavide stringendosi nella giacca. Era seduto sul sedile di una macchina, perso Dio solo sa dove, faceva un freddo cane ed al volante c’era quello strano ragazzo che lo aveva contattato solo tre giorni prima.
“Voglio che tu scriva la mia canzone per Sanremo” aveva detto.
Eh, bello.
Ma che credeva, che una canzone si scrive così, con uno schiocco di dita?!
“Non sono sicuro che sia una buona idea.. Mi manca l’ispirazione.. Su che cosa la scrivo? Sul fatto che non ci sono più le mezze stagioni?”
“A questo ci penseremo dopo.. Tra due giorni hai impegni?” aveva chiesto allora l’altro.
“Sì, me ne vado a Honolulu. Faccio lo stesso programma tv che hai fatto tu, non posso muovermi da qui, ricordi come funziona?”
Valerio aveva ridacchiato. “A questo non ti preoccupare, fatti trovare pronto per l’una”
A quanto pare quel ragazzo aveva davvero conoscenze importanti ed era rimasto in buoni rapporti con la produzione visto che, appena finito di pranzare, Pierdavide era stato chiamato dagli autori, che lo avevano condotto all’ingresso di Cinecittà dove ad aspettarlo c’era una macchina con dentro proprio il ragazzo sardo.
Valerio sorrise parcheggiando a lato della strada. -Andiamo in un posto in modo che tu possa comporre la mia canzone, mi sembra ovvio.-
Erano finiti fuori Roma, davanti al lago.
-Cazzo se fa freddo- commentò Pierdavide allacciandosi di più il giaccone.
-Il freddo aiuta le meningi a funzionare meglio- decretò Valerio mettendosi gli occhiali da sole sul viso ed accendendosi una sigaretta.
Pierdavide si sedette su un sasso, si mise sotto braccio la chitarra e prese in mano il proprio block notes. Si guardò in torno cercando un buon argomento su cui scrivere.
Cigni.. case.. nuvole..
Nah, nulla di decente.
Alzò la testa. Valerio stava raccogliendo sassolini dalla riva per lanciarli in acqua e, maledizione, lo stava distraendo.
Si alzò e lo raggiunse. Tanto valeva cercare di attaccare bottone, dopotutto non stava concludendo nulla così.
-E’ un posto carino..- esordì allora Pierdavide.
-Ti ha ispirato?- domandò Valerio senza guardarlo in faccia e continuando a fissare l’ondeggiare lento delle onde.
-Mhn..- Pierdavide si grattò la testa. –A dire il vero no-
-Sei inutile- commentò l’altro con un sospiro scocciato.
-Ah, bhe, grazie, eh!- replicò Pierdavide. –Ma fottiti. Chi me l’ha fatto fare a darti retta, poi?!-
-Sei uno sfigato- Valerio sorrise e si tolse sciarpa e cappotto, lasciandoli cadere sulla ghiaia. –Hai le palle per entrare in acqua?-
-Cosa? Ma vaffanculo, ci saranno dieci gradi sotto zero!-
Valerio si tolse le scarpe e cominciò a bagnarsi i piedi. –Sfigato e senza palle, bell’autore che mi sono trovato.- ridacchiò schizzandogli l’acqua in faccia.
Che coglione. Si avvicinò a lui con l’intento di affogarlo e farlo mangiare ai cavedani, ma Valerio fu più veloce, tuffandosi direttamente in acqua.
Ma che cazzo era, un’anguilla? Lui si era bagnato fino alle caviglie e già gli sembrava di star congelando.
-Tu.. tu sei un pazzo..- mormorò continuando ad andare avanti, mentre l’acqua raggiungeva il suo stomaco. Se non si prendeva una congestione adesso, voleva dire che era un Highlander.
Quando ormai l’acqua aveva raggiunto le sue spalle, il suo piede calpestò qualcosa di non meglio identificato (sicuramente qualche animale viscido e schifoso. Brrr.) ed inciampò.
Valerio rise nuotandogli vicino. –Certo che sei proprio un caso perso- mormorò aiutandolo a mettersi in piedi.
-Oh, ma davvero, perché non vai a farti un giro?- gli disse a denti stretti.
Valerio rise. –Bisogna fare qualcosa per questa ispirazione comunque, perché io a Sanremo qualcosa devo cantare. Non sono Marco Mengoni, non posso mica andare li a recitare l’elenco telefonico-
-Problemi tuoi, io questa cosa manco la voglio far-
Si bloccò subito.
Valerio gli stava tenendo la testa avanti con una mano, e –OHMIODIO!- lo stava baciando.
Pierdavide con una spinta si stacco, rischiando di cadere ancora in acqua, e lo guardò sconvolto. –Che cazzo.. che cazzo…?!-
La sua mente non riusciva a pensare ad altro, ma questo non fu un vero problema, visto che Valerio si avventò di nuovo su di lui.
E questa volta, nonostante ogni pare del suo cervello gridasse OHMIODIO!, si rese conto di stare rispondendo al bacio (perché cazzo, quando l’ispirazione non c’è bisogno cercarla).
E fu come se il freddo svanisse poco a poco, come se loro fossero coperti sotto il mar –cioè, dal lago.
Mentre Pierdavide, lentamente e orribilmente pieno d’imbarazzo, faceva entrare la propria lingua nella bocca dell’altro, Valerio si appoggiò all’elastico dei suoi boxer, muovendosi piano e facendo in modo che le loro erezioni venissero in contatto attraverso la stoffa bagnata. E Pierdavide amava le persone che al momento giusto sapevano muovere il bacino; non per niente si era fidanzato con una ballerina.
Ormai la sua vocina interna che gridava OHMIODIO! non si riferiva più al fatto che quel rompicoglioni, oltre a prenderlo per il culo, lo stava slinguazzando. No, adesso che, nonostante il freddo, il suo cazzo sembrava essersi risvegliato dal torpore, l’OHMIODIO! non era accompagnato da nessun’altro pensiero in particolare (se escludiamo le zozzerie, naturalmente).
-Porca puttana..- mormorò Pierdavide abbassandosi leggermente per seguire i movimenti di Valerio, che sorrise compiaciuto.
-Figo, eh!- esclamò il ragazzo sardo. Un’idea improvvisa gli passò per la testa. –Aspetta, ho una cosa in mente-
Fece scendere le mano sott’acqua, stringendogli l’uccello e cominciando a muoverle, mentre Pierdavide appoggiava la testa nell’incavo del suo collo.
Cazzo, era.. Cioè.. Pierdavide non riusciva nemmeno a capacitarsi di quello che stava succedendo.
Valerio Scanu, dopo averlo trascinato fuori al freddo, in riva ad un cazzo di lago, mentre poteva tranquillamente rimanere sul divano del loft del programma, a scambiarsi languidi baci con la sua ragazza, l’aveva convinto (come aveva fatto era una cosa ancora da appurare) ad entrare in acqua e gli stava facendo una sega. E non se la stava cavando nemmeno male, visto considerato che, a dispetto dell’acqua gelida e della pelle d’oca, la sua zona calda era.. effettivamente calda.
A quel punto Pierdavide decise che poteva anche permettersi di finire in bellezza quella che si stava rivelando la giornata meno sensata dei suoi ventidue anni di vita. Magari ne sarebbe venuta fuori anche una canzone carina.
Si girò in cerca delle labbra di Valerio, lasciandosi andare e, per la prima volta, baciandolo per primo. Vide un sorriso nascere sulla bocca di Valerio, mentre armeggiava con i pantaloni della sua tuta, facendo in modo di farli finire sul fondo.
-Ora rilassati, okay?-
-P-perché?- mormorò Pierdavide leggermente preoccupato. Valerio fece un sorriso a metà tra il divertito e lo spiritato.
Questa cosa non avrebbe portato nulla a nulla di buono, già lo sapeva.
Mentre le labbra di Valerio si appoggiavano di nuovo, delicatamente, sopra le sue, Pierdavide sentì le sue mani entrare lentamente nel suo sedere. Strinse gli occhi per il dolore e interruppe il bacio.
Valerio tolse le dita e scosse la testa. Ma doveva proprio insegnargli tutto?
-Devi rilassarti, se no ti farà solamente un male cane- spiegò.
-Come..- mormorò Pierdavide perplesso. –Come posso rilassarmi quando l’acqua è a 10 gradi sotto zero e tu mi stai infilando le dita nel culo?!-
-Così- decretò lasciandogli un dolce bacio sulle labbra. –Tu concentrati su di me..-
Quando Valerio riprese quello che stava facendo, Pierdavide cercò di seguire il consiglio. Chiuse gli occhi mentre i gemiti ormai uscivano incontrollati dalla sua bocca.
La sua mano scese lentamente verso l’inguine di Valerio, intenzionato a ricambiare il favore e lui si morse un labbro, cercando subito dopo la bocca di Pierdavide.
Dopo qualche istante Pierdavide venne, con le dita intrecciate nei capelli di Valerio, gli occhi chiusi e la bocca leggermente aperta. Stava boccheggiando come quelle cazzo di carpe che sicuramente avevano assistito alla scena.
-E’ stato..- cominciò mentre anche il respiro di Valerio si stava regolarizzando. –..Wow.-
-Possiamo rifarlo, non credi?- commentò l’altro ragazzo, mettendosi una ciocca di capelli bagnati dietro l’orecchio.
-Nel lago?- chiese stranito Pierdavide.
-Sì, bhe..- mormorò Valerio imbarazzato. Quella era la prima volta anche per lui che scopava in un posto così, non voleva essere etichettato come ‘quello che lo fa sempre nei laghi’. –Non in questo ecco..-
-Vuoi girarli tutti quindi..?- incalzò Pierdavide con un sorriso.
-Ti darebbe fastidio?-
Pierdavide fece finta di pensarci un po’ su. –Forse no. Questa gita non mi è dispiaciuta più di tanto-
Valerio sorrise e lo prese per mano, cominciando ad uscire dall’acqua. –Allora la prossima volta che ti rapisco ti faccio girare il mondo-
Pierdavide rise schizzandogli l’acqua in faccia. –Sai? Penso che mi sia tornata l’ispirazione. Ho l’impressione che ne verrà fuori una canzone niente male-
Fin.
no subject
Date: 2010-02-28 11:00 pm (UTC)Direi che la domanda nasce spontanea xDDDD
Sappi che mi stai quasi facendo piacere Amici, è GRAVE XDDDD *saltella*
no subject
Date: 2010-03-02 06:37 pm (UTC)Sono onorata che ti piaccia
(io l'ho sempre guardato a dire il vero -non è come se fossi una grande fan però, eh! xD- non ho nemmeno dovuto fare grandi ricerche per questa ff, anche se mi vergogno a dirlo in giro xDD)