heavenmayburn: (Davis & Ken)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: My love is electric
Capitoli: 1/1
Pairing: Colin Farrell/Jared Leto
Raiting: Nc17
Disclaimer: Con questo mio scritto, pubblicato senza alcuno scopo di lucro, non intendo dare rappresentazione veritiera del carattere dei personaggi e/o del loro orientamento sessuale, nè offenderli in alcun modo.
Sommario: “..Anzi, sai che faccio? Magari adesso vado ad offrire qualcosa a quel tipo. Così mi faccio scaldare il letto in tua assenza..”
Conteggio parole: 1.977 ([info]fiumidiparole )
Note:  Ho tanto ammoreh da diffondere al mondo in questi giorni, quindi, stranamente ho prodotto qualcosa di nuovo in tempi brevi xD Questo è un pairing a cui sono molto affezionata, nonostante sia parecchio tempo che non scrivo su di loro ma, nonostante tutto, mi diverto sempre molto quando si tratta di questi due, quindi questo è un fandom che non ho intenzione di abbandonare =]
Il titolo è © dei Cobra Starship.

My love is electric
Jared era seduto sulla panchina di un vecchio pub mentre sgranocchiava delle patatine. Le luci erano soffuse ed era pieno di vecchi poster alle pareti.
Ad un tratto il suo blackberry appoggiato sul tavolo cominciò a vibrare.
Incoming call: Col.
Lo lasciò squillare un po’ e poi rispose. Se lo sentiva da quando era uscito di casa che sarebbe stata una bella serata.
“Pronto?”
“Ehi” Colin era divertito. Nonostante non lo vedesse, riconosceva il suono di un sorriso nella sua voce.
“Come stai?”
“Bene, anche se starei meglio se quel tu e quel tuo culo americano foste a casa mia. Mi manchi, Jary”
Jared prese un sorso di birra leccandosi le labbra. “Oh, che dolce. Dove sei?”
“Sono in un pub, tutto solo..” mormorò accendendosi una sigaretta.
“Povero cucciolo..” Jared ridacchiò “Anche io sono in un pub.. Descrivi il posto, voglio immaginare di essere lì con te”
Colin si guardò in giro, assicurandosi di non essere ascoltato da orecchie indiscrete e cominciò. “E’ il tipico pub irlandese. Panche di legno, birra da tutte le parti.. C’è un ragazzo niente male che continua a girarsi e a fissarmi, pensa che io non me ne sia accorto..” disse ridacchiando.
Jared arricciò il naso. “E poi la troia sarei io, eh!”
“Ehi, mica ho detto che me lo voglio scopare, anche se è carino.. Capelli scuri, viso d’angelo e bocca da pompinaro, proprio il tipo che piace a me.”
“Dacci un taglio, Col” esclamò Jared stizzito.
“E va bene,” rise l’irlandese. “Dio, non prendertela.”
“Anche io ho un ammiratore segreto, sai? Prima era andato in fissa sul mio culo..”
Colin scosse la testa bevendo un po’ di birra. “Sarà uno dei soliti stronzi con cui ami circondarti. Niente a che fare con me.”
Jared chiuse gli occhi. “Presuntuoso..”
Colin alzò le spalle facendo cadere la cenere della sigaretta sul tavolo. “E’ vero, malgrado tutto quello che mi dici, torni sempre da me..”
“Bastardo”
“..Anzi, sai che faccio? Magari adesso vado ad offrire qualcosa a quel tipo. Così mi faccio scaldare il letto in tua assenza..”
“Non provarci!” esclamò Jared, non curandosi affatto della gente che si girò a guardare nella sua direzione. “MI HAI SENTITO?!”
“Ti amo” Colin sorrise mettendo fine alla chiamata.
Jared buttò il telefono dall’altra parte del tavolo, bevendo un lungo sorso dal boccale. –Coglione.- decretò.
-Ehi, ciao. E’ libero il posto vicino a te?-
-Fottiti, Farrell- gli rispose acidamente. –Non sai nemmeno stare al gioco-
-Eddai, davvero ti aspettavi che, avendo il tuo sedere a dieci metri dal mio, mi sarei accontentato di un maledetto telefono?!- disse Colin sedendosi accanto a lui e bevendo un sorso della sua birra.
-Bhe, non ti avevo chiesto molto mi pare- sbuffò l’americano riprendendosi il suo bicchiere. –Ma tu, da maiale quale sei, non hai saputo aspettare-
-Quanto la fai lunga- sospirò l’irlandese accendendosi una sigaretta.
Jared lo toccò dentro con un gomito, un sorriso gli solcava le labbra da parte a parte. –Vuoi sapere cosa avrebbe fatto quel ragazzo se gli avessi offerto davvero da bere?-
Colin si girò verso il bancone ma nessuno gli stava prestando attenzione, il barista guardava il football alla televisione, due ragazzi stava giocando a biliardo ed un signore di mezza età era attaccato al video-poker. Sì avvicinò a Jared inarcando un sopracciglio. –Sono tutto orecchi-
-Bhe, probabilmente ti avrebbe sorriso, mentre tu cercavi un argomento qualsiasi per attaccare bottone; avrebbe fatto finta di ascoltarti, quando in realtà ti avrebbe solo fissato le labbra, chiedendosi se parli così tanto anche mentre fotti.. Dopo si sarebbe incamminato verso il cesso, sorridendo mentre sentiva il tuo sguardo sul suo culo. Ti avrebbe trascinato dentro il primo cubicolo libero..- Jared smise di parlare e si inumidì le labbra, prendendo un sorso di birra. –Ti avrebbe tirato giù la zip dei jeans mentre ti morsicava un labbro con i denti, perché sa che ti eccita un casino.. Lentamente avrebbe infilato una mano nei tuoi boxer, giocando con le dita con il tuo uccello..-
Dio, persino questo giochetto stava diventando una tortura.
-Okay, adesso basta- decretò. Prese il portafoglio e tirò fuori 20 euro, lasciandoli sul tavolo. Guardò Jared, che aveva tutta l’intenzione di finire tranquillamente la sua birra, cercando di fargli capire la sua situazione. Lui sospirò, seguendolo ai servizi.
-Certo che potevi almeno offrirmela, quella birra che avevi promesso..- piagnucolò chiudendosi la porta dietro di se.
Colin scosse la testa, sbattendo letteralmente Jared contro il muro, soffocandolo con la sua bocca.
–Scherzavo prima, non ho intenzione di scopare in questo cesso sudicio- gli soffiò sulle labbra.
Colin rise. –Oh, non provarci. Non dovevi fare quella sceneggiata ai tavoli se non volevi che la serata finisse così.. O forse preferisci che io vada a cercare conforto altrove..-
Jared alzò un sopracciglio. Lo stava forse prendendo per il culo?! –Dubito che ti soddisferebbero, con me ti sei abituato troppo bene-
-Bhe, tesoro, dovrò pure inventarmi qualcosa se non me lo dai-
Jared gli fece l’occhiolino, dandogli una botta sul pacco. –Trattieni il cobra, bellezza. Non sono il tipo da scopata in un cesso pubblico, dovresti averlo capito ormai-
Colin rise. –Stronzate, tu sei il tipo da scopate dappertutto-
-Vero!- concordò Jared con una risata. –Ma oggi ho addosso i miei jeans preferiti, non mi va di sporcarli la dentro. Mi sa che dovrai aspettare.-
-Ti diverti, vero?-
-Mhn- Jared fece finta di pensarci su. –Sì. Tu non mi hai accontentato con il sesso telefonico, dovrò pur vendicarmi in qualche modo-
-Sei un bastardo! Dobbiamo accontentarci di web-cam e telefono otto mesi l’anno, almeno quando mi vieni a trovare vorrei qualcosa di più.. carnale-
-Certo.. Appena arriviamo a casa!- Jared gli diede una pacca sulla spalla. –Ti aspetto di là-
-Ti odio- mormorò Colin buttandosi dell’acqua gelata in faccia e sperando che il cavallo dei suoi pantaloni non desse troppo nell’occhio.
Jared era fatto così.
Non che Colin lo odiasse sul serio; voglio dire, se se ne era innamorato un motivo c’era e, probabilmente, c’entrava anche con il suo essere un tantino stronzo.
Una persona normale, dopo essere tornato da un tour durato mesi che, per giunta, si sarebbe protratto per altri mesi ancora negli States, una volta atterrato nel vecchio continente, l’avrebbe chiamato, o avvisato come minimo.
Così, giusto per renderlo partecipe. Perché in teoria in una relazione ci vuole anche quello. L’essere informato quando la persona con cui stai non è più a dieci fusi orari di distanza.
Invece lui no.
Un pomeriggio, mentre era svaccato sul divano con addosso la tuta più vecchia e lurida che aveva a casa, era andato ad aprire e se l’era trovato davanti nel suo cottage di Dublino, con quell’assurda pettinatura, gli occhiali da sole calati sul viso e il borsone da viaggio ai suoi piedi. –Ho detto a Shan che avevo bisogno di un break. Posso entrare?- aveva detto solamente.
Scosse la testa raggiungendolo ai tavoli.
Ancora una volta i giochi erano condotti da Jared Leto e, anche se non l’avrebbe mai ammesso, questo lo eccitava un casino.
Lo trovò intento ad osservare il vecchio giocatore d’azzardo; senza dire una parola lo afferrò per un braccio e lo trascinò in auto.
Nonostante Colin tenesse lo sguardo sulla strada riusciva notò che Jared teneva gli occhi puntati sul finestrino. Appena arrivarono in un pezzo particolarmente buio della strada, dietro un grosso caseggiato che avrebbe potuto essere un magazzino, Jared gli diede una gomitata.
–Fermati- Sussurrò.
Colin rallentò. –Perché?- Jared gli fece il più eloquente degli sguardi e lui lo osservò perplesso. –Cioè, fammi capire, tu non volevi scopare nel cesso di quel bar e ti sta bene farlo in macchina?-
-Se vuoi puoi ripartire, nessuno ti obbliga ad assecondarmi- disse leccandosi le labbra.
Eh, certo, pensò, perché questa non è tortura psicologica, vero Jary?
-Okay, mi sta bene- decretò dopo qualche secondo.
-Bravo cucciolo, e ora vai dietro- disse frugando nel cruscotto e tirando fuori il tubetto di lubrificate.
-E poi dai a me del porco!- esclamò Colin perplesso. –Non ci credo, te l’eri preparato! Jared Leto, tu sei malato, lo sai, sì?-
Jared scrollò le spalle mentre lo raggiungeva sui sedili posteriori, mandando quelli davanti il più vicino possibile al cruscotto. –Qualche volta è necessario fare il porco, se no il tuo uomo si cerca qualcun altro con cui fare le porcherie-
-Vero! Ma dammi retta, tu non rischi- commentò togliendosi a fatica jeans e boxer.
Jared seguì il suo esempio, lanciando a Colin il lubrificante.
Lui se ne mise un po’ sulle dita e, quando Jared fu in ginocchio, cominciò ad infilargliele dentro.
Chiuse gli occhi. Sentiva solo Jared mormorare cose oscene, intervallate da sospiri e dal suo nome, –Colcolincoloddiotipregocazzo- con qualche acuto; come nelle sue canzoni, quando con la sua voce riusciva a fargli venire i brividi sulla schiena ed il cazzo dritto.
Colin si leccò le labbra. Ne aveva avuto abbastanza di guardare.
Lentamente si spalmò il lubrificante sull’uccello e gli entrò dentro, senza troppo violenza ma nemmeno con delicatezza, perché era eccitato e sapeva che Jared sarebbe stato il primo a lamentarsi se non si fosse sbrigato.
Un sorriso idiota gli comparve sulle labbra mentre cominciava a spingere e, quando Jared girò la testa per cercare la sua mano e stringerla, aveva la stessa identica espressione.
E, mentre il suo cazzo andava su e giù, senza mai uscire davvero dal culo di Jared, Colin afferrò il suo pisello con la mano libera, cominciando a masturbarlo velocemente.
Sentì un piccolo lamento uscire dalle labbra di Jared, probabilmente era stato troppo poco delicato. Ma, invece di diminuire il ritmo, lo aumentò; non poteva rallentare perché non era capace di uscire da quel mondo perverso e seducente che Jared aveva creato.
Era come se una scarica elettrica gli resettasse il cervello ad ogni spinta.
Colin gli afferrò al fronte e gliela spinse contro il suo collo mentre veniva con un grugnito, intrecciando le dita in quell’assurda cresta che ormai, umida di sudore, gli penzolava mollemente verso sinistra.
Si buttò contro il sedile che gli pizzicava la pelle nuda, accendendosi una sigaretta e offrendone una anche a Jared. Le volte in cui Colin lo aveva visto fumare si potevano contare sulla punta delle dita ed era sempre successo dopo il sesso.
Gli mise una mano sulla spalla mentre Jared si appoggiava a lui, cercando una posizione comoda.
-Dio, avrò dolori per una settimana- commentò tossicchiando leggermente per via della sigaretta.
Colin sorrise amaro buttando fuori il fumo dalle labbra. –Avrai sei mesi per farteli passare-
Jared aprì il finestrino per gettare fuori la sigaretta che non era nemmeno a metà e poi lo guardò. –Potresti passare a trovarmi ogni tanto..-
Colin scosse la testa. –E magari aspettarti dopo i concerti per un autografo sulle tette? Nah, passo questa volta-
-Dico sul serio.. Puoi raggiungermi durante un weekend, se proprio hai paura dei fotografi posso farti avere un pass e non ti vedrà nessuno.. Potresti essere la mia groupie- aggiunse con una leggera risata che fece venire i brividi sulla schiena a Colin.
Dio, quanto era bello quando rideva così.
-Uh, mi stai proponendo di giocare a fare Sid e Nancy?- Si sporse per baciargli la punta del naso. –Sei proprio un rocker maledetto-
Per quanto avesse voglia di rimanere così per sempre, sentiva le palpebre farsi pesanti; era meglio se tornavano a casa prima di addormentarsi nudi, in macchina, in quella strada dimenticata da Dio.
Jared si assopì quasi nel momento in cui Colin mise la macchina in moto.
Mentre era fermo ad un semaforo, a pochi isolati da casa sua, Jared aprì gli occhi. –Allora..?-
-Mhn?-
-Ci verrai a vedere i miei concerti?-
Colin sapeva che se ne sarebbe pentito, ma con Jared gli bastavano meno di cinque minuti per cedere.
-Solo se tu cerchi di stare sveglio cinque minuti, siamo quasi arrivati-
Jared sorrise stringendogli la mano che era appoggiata mollemente sul cambio. –Ti amo-
-Ti amo anch’io-


 

Profile

heavenmayburn: (Default)
♥Fede™

April 2017

S M T W T F S
      1
2345678
9101112131415
161718 19202122
23242526272829
30      

Style Credit

Page generated Feb. 8th, 2026 10:08 am
Powered by Dreamwidth Studios