Bury Me VIII
May. 16th, 2007 10:48 pmTitolo: Bury Me
Autore: me aka
heaven_may_burn
Capitoli: 8/12
Pairing:Colin Farrell X Jared Leto/...
Raiting: Pg
Sommario: -Io credo che dovremmo prenderci una pausa… smettere di vederci per un po’-
Disclaimer: Just look at me now, I'M A FAKE
Nota: Ah, l'amour <3
1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7
Autore: me aka
Capitoli: 8/12
Pairing:Colin Farrell X Jared Leto/...
Raiting: Pg
Sommario: -Io credo che dovremmo prenderci una pausa… smettere di vederci per un po’-
Disclaimer: Just look at me now, I'M A FAKE
Nota: Ah, l'amour <3
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Capitolo Otto
“…Look at the red red changes in the sky,
look at the separation in the border line;
but don't look at everything here inside
and be afraid, afraid to speak your mind…
It took a moment before I lost myself in here,
it took a moment and I could not be found?
…Again and again and again and again I see your face in everything,
it took a moment the moment it could not be found?”
look at the separation in the border line;
but don't look at everything here inside
and be afraid, afraid to speak your mind…
It took a moment before I lost myself in here,
it took a moment and I could not be found?
…Again and again and again and again I see your face in everything,
it took a moment the moment it could not be found?”
Jonathan entrò nella sala da pranzo lentamente, mentre un nodo pesante gli attanagliava lo stomaco.
Aveva dormito poco e male quella notte. Francisco non aveva risposto al telefono, e la sensazione che qualcosa di terribile doveva o era accaduta non lo abbandonava.
Con la coda dell’occhio vide il suo ragazzo a un tavolino, dove stava facendo colazione e sfogliava distrattamente le pagine di una rivista. Si avvicinò al buffet prendendo un muffin al cioccolato e poi si diresse verso di lui.
-Buon giorno- disse dolcemente dandogli un bacio sulla guancia mentre lo spagnolo ricambiava quasi timidamente.
-Ciao Jonny…-
-Che leggi?- chiese dando un morso alla tortina.
-Solite stronzate. Sapevi che Nicole Kidman e Lenny Kravitz stanno insieme?-
-A dire il vero no, però ora che lo so mi sento meglio, decisamente- disse con un sorriso prendendogli la mano, Francisco si irrigidì.
-Ehi…- lo chiamò Jonathan –che hai?-
-Jonny…- disse con un sospiro il ballerino –forse dovremmo parlare…-
L’altro annuì pensieroso mentre il peso allo stomaco aumentava sempre di più.
-Io credo che dovremmo prenderci una pausa… smettere di vederci per un po’-
Jonathan sentì come se qualcosa si fosse rotto, dentro alla sua anima, irrimediabilmente. Non ebbe la forza ne di piangere, ne di urlare, o di dire qualcosa di sensato che facesse capire allo spagnolo di stare facendo un’immensa stronzata.
Ma dalle labbra gli uscì solo un debole e sussurrato –Ma io ti amo…-
Francisco sentì gli occhi bruciarli e non fu più sicuro di nulla… Tutto quel tempo passato a riflettere, a convincersi che fosse la cosa giusta, davanti a quegli occhi blu sembrava non essere valso a nulla.
Era tentato di abbracciarlo, di abbandonare tutti i suoi razionali progetti per gridargli nelle orecchie che lo amava alla follia, come sempre. Ma era proprio a causa di quell’amore che non poteva farlo; era la persona più importante della sua vita, l’unico che fosse andato oltre al grazioso ballerino, arrivando fino al suo cuore. Non poteva prenderlo in giro; aveva già fatto abbastanza danni.
-Anch’io…- disse prendendogli la mano, mentre una lacrime gli scendeva dal viso –ma stiamo insieme così poco… E poi quando il film sarà finito, io ho delle audizioni da fare, tu hai Dublino e la tua carriera d’attore…-
Balle, balle, nient’altro che balle… Ma come poteva dire la verità? Con che coraggio gli avrebbe potuto spezzare il cuore?
Era già abbastanza difficile così.
-Me ne fotto della mia carriera! Che vadano tutti a fanculo... Voglio solo rimanere con te-
-Jonny..-riprese mentre gli sfuggiva un singhiozzo soffocato dalla gola –ti prego… non rendere le cose più difficile…-
-Più difficile?! Dio… Tu mi stai scaricando senza…- prese un respiro, la voce era isterica –senza neanche darmi un cazzo di motivo, e io rendo le cose difficili?! Cristo, conto così poco?!-
Francisco abbassò lo sguardo -Sai anche tu che non è vero…-
-Vaffanculo!-esclamò allontanando il ballerino da se –Io ti amo, tu mi ami, perché dobbiamo crearci questi cazzo di problemi inutili?-
-Ti prego perdonami…- disse tra le lacrime. I singulti erano così pesanti da fargli quasi male in gola.
-Sei solo un grandissimo stronzo egoista!- gridò rabbiosamente alzandosi dalla sedia –Non ti è mai importato nulla di noi due. E’ comodo avere qualcuno con cui scopare e poi lasciare con il culo a terra vero?!?-
-Sei ingiusto…- rispose abbassando lo sguardo.
-Vaffanculo!- gridò alzandosi e scomparendo alla vista dello spagnolo.
***
Quando Colin accese il cellulare quella mattina trovò circa 6 messaggi ricevuti, cosa non insolita, se non si considerava da chi erano inviati. Il primo era di Eamon.
“Ciao Col, spreco preziosissimi centesimi del mio credito per dirti che arrivo all’aereo porto alle 12.30, quindi vedi di essere puntuale, se no mi incazzerò davvero! Bye”
Mentre quello che seguiva era di Kim, una modella, con cui era stato qualche mese prima, come del resto tutti gli sms che seguivano.
“Colin dobbiamo parlare. Kim”
Dopo c’erano due messaggi con l’avviso di due chiamate perse sempre provenienti dalla ragazza.
“Cristo Colin rispondi! Non me ne frega un cazzo se ti stai scopando qualcuno, rispondi a questo sfottuto cellulare. Kim”
Un altro messaggio di avviso, e poi l’ultimo, che gli fece fermare per un attimo il respiro.
“Va bene. Vaffanculo. Tra 3 giorni sono a Marrkech per una sfilata. Ci vediamo stronzo! Kim”
-Buon giorno…- disse sommessamente Jared sbadigliando, e attirando l’attenzione di Colin. Rimise il cellulare in tasca, avrebbe pensato a lei più tardi.
-Ohi, buongiorno… dormito bene?-
-Abbastanza…- si sporse verso la sua direzione, posandogli un bacio a fior di labbra. –Forse dovremo prepararci per fare colazione…è tardi- disse appena si furono staccati.
Ma Colin catturò il suo mento con una mano.
-Forse hai ragione…- gli sussurrò sulle labbra prima di fare entrare la sua lingua nella bocca dell’americano.
Dopo un ora scesero di corsa senza neanche prendere un caffè e si diressero direttamente sul set. Le riprese erano state rallentate perché erano in ritardo di mezz’ora.
***
-Ehì bellezza!-
Angelina non si voltò e continuò a ricoprire gli occhi rossi per le lacrime con uno spessa linea di matita nera. Nessuno doveva accorgersi che aveva pianto, che aveva sofferto per Colin.
Alle sue spalle c’era Jospeh Morgan, un attore da quattro soldi, sconosciuto per i più… lei stessa aveva visto “Master and Commander” ma non gli aveva neanche fatto caso.
Anche se, pensandoci bene, questo non giocava poi a suo sfavore, visto che era per una grande star che si era ridotta in quel modo.
Era stata giorni a cercare di non pensare a Colin.
E poi lui l’aveva chiamata. Gli aveva detto solamente “dobbiamo vederci” e si erano messi d’accordo per il solito locale; come se non sapessero che era ormai diventato il luogo in cui ogni persona del cast e della crew andava per bere qualcosa.
Naturalmente entrambi avevano notato l’arrivo di Jared nel locale, così preso a viaggiare nei suoi pensieri da non accorgersi del mondo.
Come biasimare Colin? Aveva lei pensato quando aveva guardato in faccia l’americano; era così bello da spezzare il fiato.
E nel momento stesso in cui Angelina aveva cominciato a fantasticare su cosa sarebbe potuto succedere se lui l’avesse vista con Colin, se avesse capito con chi l’irlandese aveva deciso di stare, era successo. Aveva sentito il sapore di birra della bocca di Colin sulle sua labbra, nel medesimo attimo in cui aveva compreso che lui aveva fatto una scelta.
Era stata così felice di aver vinto, di averlo portato via da Jared, che quasi non ci credeva.
Ma tutto scomparve come un battito di ciglia. Appena aveva riaperto gli occhi cercando quelli dell’attore, li aveva trovati spenti, illuminati solo da una piccola scintilla che assomigliava alla paura più nera. Colin cercava uno sguardo, ma non quello di Angie.
Lei aveva vinto una battaglia, ma Jared avrebbe di sicuro vinto la guerra.
Lo aveva aspettato tutta la sera, nella speranza che quelle sfumature che aveva scorto nei suoi occhi castani fossero solo cazzate paranoiche, ma più il tempo passava senza che lui la chiamasse, più esse diventavano reali e tangibili.
-Ciao…- disse voltandosi, e sfoggiando il sorriso che gli era valso l’oscar.
Di sicuro però a lui non sfuggirono gli occhi rossi e cerchiati da profonde occhiaie, ma non disse nulla.
-Un penny per i tuoi pensieri…- dichiarò con lo stesso entusiasmo di prima.
E a lei sfuggì un sorriso, sincero per la prima volta nella giornata.
-E’ una storia lunga, e molto triste… non so se ti conviene ascoltarla…-
-Oh bhe, io ho tutto il giorno… mi hanno appena ammazzato- disse con una risata riferendosi alla scena che avevano appena girato. –Vieni, ti offro una birra… Jonny mi ha parlato di un posto…-
Angelina lo bloccò. –No ti prego, non in quel pub… che ne dici se lo prendiamo nel ristorante dell’ hotel?- pregò con una nota di supplica nello sguardo.
Joseph fece spallucce. –Ok… per me tanto basta che ci sia alcool..-
***
“Cazzo Colin, dove sei??!”
“Eam… mi dispiace, ma il mio taxi è bloccato nel traffico…”
“Si va bhe… Te l’ho detto ieri sera a che ora arrivavo…” si lamentò il fratello. Poteva giocarsi la casa di sua madre in una partita a poker che si era dimenticato del suo arrivo.
“Si, ma ora che finisco di girare, salgo in taxi e mi faccio 40 km per tornare da quel posto dimenticato da Dio in cui sto…!”
“Colin… Tu stai a Melilla, il tuo hotel è a Melilla e il set è a 10 minuti da Melilla. Guarda caso che anche l’ aeroporto sia lì e che se io fossi andato a piedi dall’, sarei arrivato in albergo prima!”
“Senti sto arrivando, non rompermi i ciglioni. 5 minuti e sono lì ok?”
“D’accordo, comunque al massimo sono io che dovrei incazzarmi…” Odiava quando si comportava come un cazzo di divo pieno di se con lui.
“Scusa è che sono un po’ incazzato per i cazzi miei. Arrivo appena posso”
Eamon rimase seduto su una panchina fuori dall’ aeroporto per i successi 20 minuti.
Quando aveva ormai perso le speranze e stava per chiamare un taxi, vide la figura di suo fratello avvicinarsi, avvolta in una t-shirt, e con mille braccialetti di cuoio nel braccio. Non era molto diverso da come lo aveva lasciato, tranne per i ridicoli capelli biondi legati con un elastico blu.
-Buon giorno Mr. Farrell… Ormai vederla è un pò come chiedere udienza al papa…- sorrise felice il fratello maggiore
-Mi sei mancato Eam…- disse Colin appoggiando la testa sulla sua spalla e dandogli una pacca alla sua schiena.
-Allora? Com’è essere il Brad Pitt irlandese della situazione?-
-…Stressante- rispose sbuffando, mentre entrambi ridevano.
Improvvisamente Eamon si fece serio.
-Che hai Col?-
-Eh?- chiese lui, non capendo.
-Ti conosco da 27 anni… Che cos’ hai? C’è qualche problema?-
-No affatto… Sono solo soprappensiero- mentì, il tutto accompagnato da uno sguardo degno della sua migliore interpretazione.
Avrebbe parlato con Eamon, ma non ora. Per adesso si sarebbe solamente goduto l’arrivo di suo fratello, senza pensare a Jared, o a tutto quello che in questo periodo sembrava volergli corrodere il cervello. Anche se, in fondo, gli sembrava impossibile pensare di liberarsi così facilmente di lui.
“To find ourselves lost here within we need reasons why;
so we take this bridge with the other's that will thrive in the great divide.
…Look at the red red changes in the sky…
…Again and again and again and again I see your face in everything…
…Again and again and again and again I see your face in everything”
so we take this bridge with the other's that will thrive in the great divide.
…Look at the red red changes in the sky…
…Again and again and again and again I see your face in everything…
…Again and again and again and again I see your face in everything”
Echelon: 30 Seconds To Mars