heavenmayburn: (Nnoitra & Neliel)
[personal profile] heavenmayburn
Fandom: Beyblade
Titolo: Russian Roulette
Beta:Exelle
Rating: Nc17
Pairing: Yuriy Ivanov/Boriz Huznestov; Kai Hiwatari/Rei Kon; Kai Hiwatari/Yuriy Ivanov; Boriz Huznestov/Rei Kon 
Warning: Yaoi, shonen-ai, linguaggio da osteria.
Capitoli: 6/6
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza alcuno scopo di lucro) sono stati creati da Takao Aoki. I have nothing to lose and nothing to gain :D
Note: Primo tentativo di partecipazione al BBI (aka la mia morte XD). Torno ad un fandom della mia infanzia, beyblade <3 Hope you enjoy it :) Per la prima volta ho anche un beta e un gift bellissimo, amate entrambi come li amo io *_*
La citazione è parte dei Russian roulette di Rihanna. 
Ya lublu tebya significa ti amo in russo :D
Conteggio parole: 1.320 ([info]fiumidiparole )
Gifter: [info]naripolpetta  
Link al gift: here

Primo Colpo  - Secondo colpo - Terzo Colpo - Quarto Colpo - Quinto Colpo

 

Sesto colpo ~ colpito.

 

Yuriy entrò nella piccola cucina, lanciando uno sguardo in giro.

No, non è nemmeno qui. Fanculo.

Aveva girato tutta la casa, cercando Kai in ogni stanza ma quel cerebroleso sembrava essersi volatilizzato. Si morse un labbro, chiedendosi se era il caso di andare a chiedere all’americano o a quell’idiota di Kinomiya se c’erano anfratti nascosti in quella villa o se, semplicemente, avessero idea di dove poteva essersi cacciato.

-Lui non è qui…- mormorò una voce alle sue spalle.

Yuriy si voltò, domandandosi come mai capitassero tutte a lui. Che stesse sul cazzo alla sua buona stella era risaputo, ma qui si rasentava il ridicolo.

-‘Lui’ chi?- gli rispose facendo il finto tonto.

Era inutile. Kon aveva capito tutto piuttosto bene.

-Non prendermi per idiota, Yuriy. Sappiamo entrambi di chi sto parlando.-

Yuriy si voltò incrociando le braccia al petto. –Kon, non ho tempo per i tuoi giochetti, quindi se devi dirmi qualcosa fallo subito.-

Rei esitò per qualche istante, cercando le parole giuste. –Non ho niente da dirti.-

 

Yuriy annuì poco convinto, ma decise di lasciare stare.

Loro due non avrebbero mai potuto essere amici, e questo era ovvio. Era una cosa di cui si era reso conto la prima volta che lo aveva visto, ancora prima di Kai.

Si era sempre sentito guardato dall’alto in basso da Rei Kon, ma quello che gli dava alla testa era che Rei non lo ammetteva. Paradossalmente gli avrebbe dato meno fastidio se in quel momento gli avesse dato un bel pugno sul viso. Invece rimaneva li a guardarlo con quell’atteggiamento di superiorità, quel riflesso di pietà nello sguardo come se, in realtà, non fosse davvero arrabbiato con Yuriy per avergli reso un inferno gli ultimi giorni.

A posizioni invertite Yuriy gli avrebbe spaccato la faccia, ma Kon no. Lui era troppo maturo per pensare anche solo di farlo.

Con un mezzo sorriso decise di provocarlo un pochino perché, ehi, nonostante tutto quel fottuto alone zen con cui amava circondarsi, anche lui doveva essere umano. E, se c’era una cosa che Yuiry sapeva fare piuttosto bene, era irritare la gente. Vedere Rei Kon seriamente incazzato era sempre stata sulla sua lista di cose da fare. –Pensavo di trovarlo insieme a te…-

-Pensavi male.- gli rispose pacatamente. –Non ne avrebbe motivo.-

 

Rei si domandò se non avesse detto troppo. Certo, era stato lui a lasciare Kai, ma ora stava praticamente dando il via libera al suo rivale. Era masochista, ma non fino al punto di volerlo vedere con Yuriy dopo nemmeno un’ora.

Vide gli occhi azzurri di Yuriy illuminarsi per la sorpresa solo per un attimo, prima di tornare ad avere la solita espressione imperturbabile.

Troppo tardi.

 

Yuriy si leccò le labbra mentre cercava di non fare vedere a Rei lo sconvolgimento che le sue parole gli avevano provocato. Nessun problema, mascherare i suoi sentimenti era una cosa che gli era sempre riuscita piuttosto bene.

Fece per uscire dalla stanza perché improvvisamente gli mancava l’aria. Tutta la voglia che aveva di irritare Kon era scomparsa, voleva solamente rimanere da solo e rimettere a posto le idee.

Quei due avevano davvero rotto?

Gli risultava davvero difficile crederlo. Conosceva abbastanza Kai da sapere che la decisione non era stata sua. Ebbe una strana sensazione mentre si ricordava i graffi sul collo di Boris e metteva insieme i pezzi.

Estremamente da lui.

Se non fosse stato così preso dai suoi pensieri probabilmente si sarebbe accorto di quello che stava succedendo intorno a lui. Però ora il tempo stava per finire e non poteva sprecarlo per pensare a questo.

Finalmente tutto quello che voleva era distante solo una manciata di centimetri, avrebbe potuto allungare una mano con facilità ed afferrarlo. Doveva solo fare attenzione a non guardare di sotto e trovare il coraggio per saltare, poi forse tutto sarebbe andato bene.

Superò Rei e uscì dalla cucina senza aggiungere altro. Se non era più in casa c’era solo un posto dove poteva trovarlo.  

 

X

 

Il vento soffiava e la brezza del mare graffiava il viso di Kai mentre il rumore delle onde che si infrangevano contro gli scogli si perdeva tra il silenzio del molo.

Chiuse la cerniera del cappotto, appoggiando la testa contro il cemento e continuando a guardare l’orizzonte.

-Vuoi una sigaretta?- domandò Yuriy sedendosi sui faraglioni accanto a lui, che annuì con un sorriso amaro.

Non era mai stato bravo ad accettare una sconfitta.

-Immaginavo che mi avresti trovato- commentò Kai facendo uscire una nuvoletta di fumo dalla bocca.

-Per chi mi hai preso? Per uno di quegli idioti dei tuoi amici?- Yuriy alzò gli occhi al cielo. –Sei prevedibile per me, Hiwatari-

-Già.- mormorò annuendo.

 

Quella banchina del molo era la stessa dove, anni prima, Kai aveva incontrato Yuriy, accettando di entrare nella NeoBorg.

Era un luogo che gli era sempre piaciuto. Fin dalla prima volta che era passato di li per caso, l’aveva sempre trovato il posto ideale per pensare forse perché, al contrario della maggior parte della gente, tutto quel rumore non lo turbava. Stare in piedi di fronte alle onde, con gli schizzi di acqua gelida che gli bagnavano le guancie, gli dava una strana sensazione di pace.

Mentre l’oceano faceva così casino, poteva illudersi che i pensieri che gridavano nella sua testa non fossero altro che piccoli mormorii.

E quando Yuriy gli aveva chiesto un posto per incontrarsi prima dell’inizio degli incontri, l’unico luogo che gli era sembrato adatto era stato quello.

Pessima idea.

Da quel momento, persino il suo piccolo rifugio era diventato territorio nemico, le idee aveva cominciato ad usare il rumore delle onde per fare ancora più casino e lui non era più riuscito a toglierselo dalla testa.

 

-Sei venuto a dirmi addio?- domandò risoluto. Era inutile esitare guardando il coltello che si avvicina alla ferita, se doveva farlo, che lo trapassasse con un solo colpo.

Yuriy non rispose, il suo sguardo era perso tra una stella e l’altra, nel cielo scuro.

Rimasero entrambi in silenzio per molti minuti, trovando molto interessante il nulla davanti a loro perché, davvero, cosa potevano dire?

Non erano le persone più adatte per fare discorsi con il cuore in mano e, per quanto facesse incazzare, non era solamente colpa di Vorkov, del Monastero, o dell’educazione che avevano ricevuto.

La verità era che erano semplicemente dei codardi.

Sapevano che cosa sentivano. Dio, non saranno stati degli esperti sull’argomento, ma quando un sentimento ti perseguita per anni, tu impari a dargli un nome.

Eppure, paradossalmente, ripeterlo ad alta voce non avrebbe cambiato nulla.

Infondo erano solo parole; una vera svolta richiedeva un fegato che, per quanto entrambi potessero atteggiarsi, non possedevano.

 

Yuriy si morse le labbra, non osando voltare il viso ed incontrare lo sguardo di Kai.

Merda. Lui voleva essere preso in contropiede.

Non aveva il coraggio di fare la prima mossa ma, una volta che avesse sentito Kai pronunciare quel piccolo insignificante insieme di lettere, forse lui ci sarebbe riuscito.

Forse avrebbe potuto pronunciare la frase che aveva sulla punta della lingua da anni.

Forse sarebbe riuscito ad allungare la mano ed afferrare quello che desiderava.

Stupido, si disse. Era inutile cercare di aggrapparsi a parole che non gli avrebbe mai sentito pronunciare. Stringersi all’ancora di una nave, non l’avrebbe salvato dall’annegamento ma l’avrebbe solo portato a fondo più velocemente.

 

Ad entrambi sembrò che fosse passata un’eternità quando Yuriy fece per alzarsi. Con un salto tornò sul cemento del molo, cominciando a camminare verso l’uscita del porto.

Si bloccò dopo alcuni passi, stringendo i pugni ed esitando solo per un secondo; nello stesso momento, Kai chiuse gli occhi, resistendo all’impulso di girare la testa e chiamare il suo nome.

Tutti e due avrebbero voluto essere fermati. Eppure, nessuno fece nulla.                                                   

Quando era ormai solo, Kai capì che il proiettile lo aveva colpito in un punto vitale. Con un sospiro, alzò una mano, stringendo tra le dita il tessuto della maglietta sotto la spalla sinistra.

Troppo tardi…

-Ya lublu teby.- mormorò al vento.

 

~Fin.


Date: 2010-11-28 08:24 pm (UTC)
From: [identity profile] ex-naripolp.livejournal.com
\*_*/ Io ho amato tanto la tua fic, anche se i pairing non sono i miei preferiti ;_; Ma è stato come fare un tuffo nel passato - bey mi ciucciava l'anima fino a qualche anno fa *ride felice* E mi sono divertita tantissimo a disegnare una fanart della tua storia, non ho mai disegnato qualcuno con pistole in mano ed è stata una comica, spero ti sia piaciuta com'è venuta *_* <3 Comunque bravissima, mi è piaciuta molto come è venuta, lo stile sembrava appoggiarsi perfettamente sopra le spalle dei protagonisti, l'ho trovato perfetto alla storia, così come la divisione in capitoli, e tutto l'intreccio. Certo che sì, povero Rei, è quello che mi ha fatto più pena.;_; Perfettamente IC e... beh niente, sono stata felice di disegnare per te \*_*/

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