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[personal profile] heavenmayburn
Titolo: Bury Me
Autore: me aka [profile] heaven_may_burn 
Capitoli: 9/12
Pairing:Colin Farrell X Jared Leto/...
Raiting: Pg13
Sommario: -Cazzo Colin, sono incinta, ecco cosa cazzo ho!-

Disclaimer: Just look at me now, I'M A FAKE
Nota: Ah, l'amour <3

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Capitolo Nove
Until you fight
Until you fall
Until the end of everything at all
Until you die
Until you’re alive...
Don’t save me, don’t save me
Cause I don’t care! (what you don't know)
Don’t save me, don’t save me
Cause I don’t care...”
 
-Colin cazzo, mi deludi… Sei qui da un casino di tempo e non sai neanche dove possiamo andare stasera?- chiese Eamon con un espressione sconcertata sul volto.
-Bhe sai com’è, si da il caso che io lavori-
-Si, si certo… Dicono tutti così-
Colin sorrise e aspirò un altro tiro dalla sigaretta.
Ormai era da quasi 3 quarti d’ora che parlavano.
La suoneria elettrica del cellulare di Eamon attirò l’attenzione di entrambi.
 “Ohi ciao!” rispose sorridendo al telefono “…No, sono in Marocco a trovare mio fratello, ricordi?… Credo fra una settimana… Si bhe” continuò in tono più basso, il fiato caldo che appannava leggermente il display “…per il 30 sono a Dublino… certo che me lo ricordo, so già cosa regalarti per il compleanno… Ci sentiamo dopo, chiamami quando sei solo…” disse passandosi la lingua sulle labbra “...Ciao”
Riattaccò mentre Colin lo fissava sorridendo. La telefonata era stata piuttosto esplicita.
-Allora? Chi era?- chiese alzando un sopracciglio e trattenendo una risata.
Eamon sorrise. –Ma si dai, lo conosci, era Chris- sbuffò poi spazientito come se fosse la cosa più ovvia del mondo..
-Christopher O’Malley, alto capelli rossicci, occhi chiari, culo da paura… abita vicino a mamma-
Colin annuì colto da un flesh –State insieme?-
Eamon alzò le spalle e sorrise di nuovo.
Jonathan si diresse a grandi passi da dove aveva sentito la voce di Colin… Possibile che, per una volta che aveva deciso di studiare seriamente la parte, chiunque nel giro di 100 metri gli rompesse i coglioni?
Immaginava che Colin non stesse parlando da solo ma si sorprese nel vedere Eamon.
-Ecco chi faceva tutto questo casino- esclamò Jonathan con un sorriso.
Eamon fece finta di non notare gli occhi rossi e cerchiati di nero dell’amico.
-Ciao Jonny- lo salutò abbracciandolo –Che fine avevi fatto?-
Jonathan lanciò un occhiata a Colin, che era un pò come dirgli “razza di cretino, potevi avvertirmi, anziché farmi fare questa figura di merda”. Colin fece spallucce.
-Eh, sapessi!- esclamò ammiccando. Eamon annuì ridacchiando.
-Stavo giusto dando a Col del coglione perché non sa dove andare oggi… Vuoi unirti a me?-
Entrambi scoppiarono in una fragorosa risata. Colin alzò lo sguardo al cielo sospirando, ma dalle labbra gli sfuggì un piccolo sorriso.
-Ma la volete piantare?-
Era inutile. In quel momento non era più Colin Farrell, il ventisettenne più famoso d’ Iralnda, il protagonista del nuovo film di Oliver Stone. Ora era come se avesse 17 anni, fosse a Dublino, e suo fratello e il suo migliore amico lo stessero prendendo per il culo. Come essere a casa. 
Jonathan sorrise, colto da un’ idea. –E se andassimo a fare un po’ di spese? Noi tre?-
Colin annuì. Aveva bisogno di un po’ di pausa, lontano da tutto, anche da Jared.
***    
-Allora? Pettegolezzi scottanti dal set?-
Jonathan alzò lo sguardo dal gelato alla panna che stava rimescolando con il cucchiaino, fino a renderlo una poltiglia.
-Eh?-
-Ma sì, siete qui da più di un mese, non dirmi che non è successo nulla!-
Dallo sguardo di Jonny capì di avere schiacciato il tasto sbagliato. “Allarme rosso Eamon, ti stai inoltrando in un terreno pericoloso” gli diceva una vocina nella sua testa, per una volta si convinse che era meglio darle retta.
Cercò di sviare. -E poi avete avuto l’occasione di vedere Val Kilmer con un vestitino, chi non si eccita con questo, ne’ Colin?- chiese scoppiando a ridere.
Ma Colin non lo ascoltava. Eamon doveva avere fatto una battuta, doveva essere divertente se lui e Jonny si stavano sbellicando, ma lui non aveva idea di che cosa stessero parlando. Aveva smesso di seguire il discorso da quando una persona era entrata nel ristornate dell’hotel. Jared.
Aveva addosso una camicia nera, lasciata aperta abbastanza da far vedere il medaglione di Alexander, gemello di quello di Colin e dei jeans scuri a vita molto bassa.
Nel pomeriggio Col era uscito con l’intenzione di distrarsi, ma l’impresa era miseramente fallita. Guardando adesso l’americano non c’era neanche bisogno di chiedersi perché.
-Colin? Ehy, sei ancora tra noi?-
Eamon si girò per capire dove Colin stesse guardando. La cameriera doveva essere davvero gnocca se aveva catturato l’attenzione di Colin in questo modo. Ma quello che vide era molto diverso da una ventenne con delle enormi tette.
-Ciao Colin. Jonny.-
-Ciao- disse Colin mentre Jonny mosse leggermente il capo in segno di saluto.
-Ehy Colin, chi è il tuo sexy amico?- chiese Eamon, mentre Jared ridacchiava.
-Jared, questo è mio fratello Eamon. Eamon, lui è Jared Leto.-
Jonathan prese un altro sorso di vino, mentre alzava lo sguardo. Ma il liquido gli si fermò in gola. Francisco stava pranzando dall’altra parte della stanza.
-Piacere di conoscerti Jared Leto!- esclamò Eamon stringendogli la mano.
-Piacere mio, Eamon fratello di Colin.-
-Noi pensavamo di andare a fare un giro da qualche parte- dette un occhiata al gelato di Jonny e al dolce ancora intero di Colin –e visto che ormai abbiamo finito di mangiare, ti va di venire?-
-A me va bene, ma siete sicuri che non do fastidio? Magari volevate stare insieme, che so, bere birra, raccontarvi storie di folletti, insomma fare le cose che fate voi irlandesi?!-
-Sai che è buffo essere presi per il culo da uno che non sa la differenza tra una birra qualsiasi e una Guinness?!-
-Dovevo aspettarmi una risposta del genere… tu sei davvero il fratello di Colin…- rispose scuotendo la testa.
-Io vado a pagare.- annunciò Colin –voi mi aspettate fuori?-
–Ragazzi, mi aspettate un attimo, devo… ho dimenticato una cosa- chiese Jonny mentre recuperava la sua giacca.
-Certo, almeno io posso chiamare mio fratello… aveva l’aereo sta mattina, quindi sarà già arrivato a Los Angeles.- disse Jared a alta voce, più a se stesso che agli altri. [NdA: Naturalmente io non ho idea dell’esatto fuso orario che separa il Marocco dalla California, quindi facciamo finta che sia così ok? ^.-]
Jonathan si allontanò dal tavolo senza neanche sentire la risposta.  
Ma sorprendentemente non si avviò verso le camere, ma dall’altro capo della stanza.
“Che cazzo sto facendo? Jonny, sapevo che eri masochista, ma non fino a questo punto”
Ma era inutile pensare o trovare una spiegazione al suo comportamento. Ormai il suo corpo si muoveva con una logica che sfuggiva persino a se stesso.
“Vaffanculo, mi ha mollato e io vado da lui. Sono ridicolo.”
-Ciao.- disse quando fu davanti al suo tavolo.
-Ehy, Ciao!- lo salutò Francisco appoggiando la tazzina del caffè sul tavolo. –Stavi cenando con Colin vero?- chiese, e Jonathan non colse alcuna punta di gelosia o quant’ altro nella voce. Non seppe dire perché ma ne rimase leggermente deluso.
-Si… è arrivato suo fratello da Dublino, sai, non lo vedevo da mesi… Tu stai cenando…da solo?-
“Bravo, bella mossa. Un cartello con scritto sopra ‘sono disperato’ sarebbe stato meno patetico”
-Si… tanto sono stanco, credo che oggi mi aspetta una simpatica serata tv e pizza.- disse ridacchiando.
-Bhe…- “Oddio, e ora?” –Io e gli altri stiamo uscendo, ti va di venire… sempre meglio della tv no?-
-Oh si certo ma… non c’e ne è bisogno… davvero-
-Fran se è per me non farti problemi… Sono io che te lo chiedo-
Lo conosceva troppo bene per non sapere che quello sguardo che illuminava i suoi occhi marroni nascondevano una voglia enorme di accettare la proposta, e che l’unico motivo per cui non accettava era la paura di ferirlo.
“Come se non l’avesse già fatto abbastanza” pensò sarcastico.
-Io… davvero è ok per voi se vengo?-
-Certo! Siamo comunque amici no? E un amico non ti permetterebbe mai di vegetare per tutta la sera davanti alla tv, del quel non capisci neanche la lingua-
“Ma che cazzo sto dicendo?” Si chiese mentre entrambi si dirigevano verso l’uscita.
***
“Allora com’è il tempo?” Chiese Shannon.
“Esattamente come quando te ne sei andato, caldo!” gli rispose il fratello dall’altro capo del telefono.
“Immaginavo!”
“Come è andato il viaggio?”
“Tutto ok… Tu invece, con Farrell? ” chiese Shan sbuffando.
“Come al solito…” Non sapeva se le cose si erano evolute in qualche modo, e poi di sicuro non ne avrebbe parlato al telefono con il fratello dell’interessato a 3 metri di distanza.
“Jary, lo so che ti manco… ma io ho un appuntamento, devo andare a cena e non posso proprio stare al telefono…”
“Ok... tanto anch’io sto uscendo… Ciao allora… Ah ciao Tomo!” gridò nella cornetta. Di sicuro l’amico era abbastanza vicino da sentire.
 “Ciao Jared!” gli rispose urlando quest’ultimo.
Jared chiuse la conversazione. Dall’ hotel stavano uscendo Colin e Jonny, seguito da Francisco.
-Wow… oggi continuo a conoscere ragazzi carini, è la mia giornata!- esclamò sorridendo Eamon.
-Ciao, io sono Francisco.- gli porse la mano.
-Allora, anche se siamo in cinque credo che ci staremo tutti nella mia macchina a noleggio e…-
-Colin razza di stronzo!-
Tutti e cinque si girarono verso la persona che aveva lanciato le urla. 
Alta, magra, capelli neri raccolti, scollatura messa in vista da un top bianco con delle rifiniture oro e da una minigonna che non lasciava nulla all’immaginazione. Kim Bordenave aveva appena fatto il suo interesso nel parcheggio. Si sarebbe chiesta dove fossero gli applausi del caso se non fosse stata troppo impegnata a recitare la parte della protagonista.
Colin e suo fratello si scambiarono uno sguardo tra lo stupito e il terrorizzato mentre Jonny si massaggiava la tempia. Proprio oggi doveva succedere?
-Kim? Che cazzo ci fai qui?-
Lei increspò le labbra in un mezzo sorriso. –Te l’avevo detto che sarei venuta!-
-Non fare le tue solite scentate del cazzo!- disse avvicinandosi e prendendola per un braccio. –Vieni, andiamo dentro al ristorante a parlare-
-Io non vengo da nessuna parte con te e…-
Colin la fulminò con lo sguardo stringendo la presa. –Andiamo dentro.-
Lei annuì e lo seguì all’interno del locale. Forse era meglio non farlo incazzare, non per questo.
-Allora che cazzo hai si può sapere?- gli domandò una volta che furono abbastanza lontani da non essere sentiti da nessuno.
-Sei sempre così gentile… Dio, è sempre così fottutamente bello parlare con te!- esclamò sarcastica.
-Cristo Kim, smettila e dimmi cosa vuoi… cos’è che non ti era chiaro quando ti ho detto che era finita e che non dovevamo vederci più? Parliamo la stessa fottuta lingua mi pare!-
-Cazzo Colin, sono incinta, ecco cosa cazzo ho!-
   
 
 
 
 
“Until the truth becomes a lie
Until you change
Until you deny
Until you believe...
This is the chance, this is my chance
I’ll take it now because I can
This is my chance, I want it all...
Don’t save me, don’t save me
Cause ...
I don’t care! (I don't care)
Save me, save me (I don't care), save me
I don’t care”
 Savior: 30 Seconds To Mars
To Be Continued…
 

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