heavenmayburn: (Mike {wow})
[personal profile] heavenmayburn
Titolo:  Paradise Lost
Fandom: Gundam Wing
Timeline: tra 1x23 e 1x24
Capitoli: 1/1
Pairing: Duo Maxwell/Heero Yuy/Wufei Chang
Raiting: Nc17
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza alcuno scopo di lucro) appartengono alla Sunrise. I have nothing to gain and nothing to lose.
Sommario: Wufei era confuso e spaventato; non dalla guerra, da OZ o dalla reazione delle colonie, quella erano cose che poteva affrontare. Ma non poteva combattere contro se stesso, non quando ogni parte di lui desiderava cedere, lasciarsi andare ai dubbi e a quel conforto che le braccia dei suoi amici sembravano offrigli.
Conteggio parole: 2.253 ([livejournal.com profile] fiumidiparole
Note: E’ stato scritto con un prompt del p0rn fest #4 di [livejournal.com profile] fanfic_italia : GUNDAM WING Duo Maxwell/Heero Yuy/Wufei Chang, Prigionieri e per la seconda settimana del COW-T di [livejournal.com profile] maridichallenge  con il prompt: ‘prigionia’. LOL *trollface* XD
E’ ambientata durante la loro prigionia nella base lunare (ma va? XD); l’avevo cominciata ai tempi del fest ma l’avevo lasciata perdere perché mi dava problemi. Dopo che mi è stata resa nota la missione della settimana, non ho potuto fare altro che lollare alla grande, rimboccarmi le maniche e finirla \o/ #TeamAngeliFTW #LazyFanwriterIsLazy #QuestaCiambellaÈNataColBuco
Uh, che dire… E’ la seconda 3some in cui mi cimento (nonostante per me le threesome siano la strada per la pace nel mondo e in qualsiasi fandom ho meno OTP rispetto agli OT3 XD) ed il titolo, oltre che tirare in ballo John Milton, è anche una canzone degli Hollywood Undead (è loro anche la citazione) perché con questi fandom dove il mondo sta andando a farsi fottere e bisogna lottare contro i cattivi, mi vengono in mente sempre loro. Quando l’ho ascoltata per la prima volta ho deciso che sarebbe stata perfetta per una ff su GW (forse perché la prima volta che l’ho sentita era in un AMV di Gundam XD), so here I am XD
Boh, ditemi come sono andata.

Paradise Lost

{So take me and make me weak and then save me.}

Il sudore scivolò lentamente lungo il collo, Heero poteva vedere le gocce cadere al suolo e lasciare piccole macchie sul cemento sudicio. La gola era così secca da fargli persino male quando provava a deglutire e faceva caldo, troppo per fare qualunque cosa, persino pensare.
L’aria era talmente pesante da dare l’impressione che, solamente tendendo la mano, si poteva riuscire a toccarla, a stringerla fra le dita. Si morse le labbra e, con una spinta che sembra richiedere un enorme dose di energia, si mise a s edere contro le pareti della cella.
Spostò lo sguardo davanti a se ed ancora una volta quello che trovò fu solamente cemento.
Era una gabbia per topi, una scatola da cui è impossibile distinguere il pavimento dal soffitto, ed ormai aveva perso il conto del tempo che aveva passato rinchiuso lì dentro. E’ difficile contare i giorni quando non si riesce a distinguere il mattino dalla sera, quando tutto ciò che si ha davanti agli occhi sono solamente pareti luride.

Sentì un piccolo rumore accanto a se e, lentamente, voltò lo sguardo verso Duo.
Il livido sulla sua guancia non era ancora guarito del tutto, coperto appena dalla frangia e dai ciuffi di capelli usciti dalla sua treccia ormai disfatta. I suoi occhi erano contornati da profonde occhiaie e anche la luce che c’era dentro di essi quando Heero l’aveva conosciuto sembrava solo un’ombra lontana nel suo sguardo.
-Stai bene?- domandò Wufei nella sua direzione, seduto dall’altra parte della stanza e Duo annuì leggermente, senza alzare la testa. -Credete che abbiano in mente qualcosa?- continuò dopo qualche istante Wufei, interrompendo sorprendentemente il silenzio che si era creato, segno che quella situazione stava facendo andare fuori di testa anche lui.
-Chi? OZ? Probabilmente…- dalle labbra di Duo uscì una leggera risata roca e forzata, ed entrambi sospirarono di fronte al sarcasmo fuori luogo dell’amico. –Come se così non fosse abbastanza…-
Heero vide le labbra di Wufei piegarsi nel sussurrare un imprecazione –si sarà di sicuro sbagliato, far avvicinarsi per poi sedersi sullo scalino proprio sotto di lui.

Quando aveva accettato quella missione sapeva che sarebbe stata molto più grossa di qualsiasi cosa avessi affrontato in quel momento, ma gli eventi che erano accaduti da quando il Wing era atterrato sulla Terra andavano ben aldilà di ogni immaginazione.
E proprio ora che Heero stava per morire in questa dannata cella, con un caldo così torrido da rendere difficile fare qualsiasi cosa, si rese conto di non avere quel controllo sulle sue emozioni di cui tutti lo ritenevano capace.
Era incazzato, perché dopo tutto ciò che aveva fatto, tutte le persone che aveva ucciso non lo avevano portato a nulla. Nella più realistica delle ipotesi sarebbe marcito lì dentro, nella migliore la sua morte sarebbe servita come copertura a Trowa che, lentamente, sarebbe anche potuto riuscire a portare a termine la missione e distruggere OZ dall’interno.
Ma questo sembrava un traguardo troppo lontano, una fine troppo bella, per essere realmente presa in considerazione.
Provava rabbia verso OZ che alla fine era riuscita a vincere, e verso le Colonie che gli avevano traditi. A volte si chiedeva se avesse ancora senso continuare a combattere, quando nemmeno le persone per cui lo stai facendo desiderano che tu vinca.
Chiuse gli occhi con un sospiro, appoggiandosi contro il muro freddo.

Duo cercò di regolarizzare il proprio respiro, per evitare di sprecare aria; le manette gli graffiavano la pelle e le costole che si era rotto gli spezzavano il fiato. Lanciò uno sguardo agli altri. Era tutto troppo tranquillo in quella sala, qualcosa che rendeva la situazione ancora meno sopportabile.
Duo decise di fare qualcosa, bloccare quel silenzio che stava diventando più opprimente della mancanza dell’aria. Doveva solamente resistere, qualche altro giorno, qualche altra settimana, l’importante era non morire lì dentro.
La cosa più terribile di quella prigionia era che, in assenza di altro, i pensieri che cercava di dimenticare diventavano chiari nella sua testa e lui si rendeva conto davvero di quanto fossero piccoli di fronte a tutto quello che stava succedendo, di come qualsiasi cosa avessero potuto fare sembrava non essere mai abbastanza per cambiare le cose, di come fosse tutto inutile. Lo sapeva, lo aveva saputo fin dall’inizio, ma essere messi di fronte alla realtà in quel modo faceva male.
Si voltò verso Wufei, che continuava a dargli le spalle con gli occhi chiusi, e piegò le labbra in un mezzo sorriso. Gli mancavano le sue prese in giro, il fatto che l’altro ignorasse le sue frecciatine mostrava quanto quella situazione fosse seria.

-Qualsiasi cosa tu abbia in mente, Maxwell, non farla.- disse deciso Wufei, senza nemmeno aprire gli occhi.
Duo rise, questa volta più rilassato. –Allora sei ancora vivo!-
Lui scosse la testa, un piccolo sorriso gli increspò le labbra.
Non sapeva cosa fare, come risolvere quella situazione. Doveva vivere, lui e Nataku avevano ancora cose da fare. Si teneva pronto, nel caso fosse successo qualcosa; ma dopotutto che cosa sarebbe potuto succedere? Era bloccato in quella cella, alla completa mercè di OZ.
Non aveva mai pensato di sopravvivere a quella guerra ma nemmeno di finire i suoi giorni in un quella schifosa prigione.
Ma se proprio doveva attendere di morire, dopotutto non gli dispiaceva farlo con Duo Maxwell e Heero Yuy. Quei ragazzi erano la cosa più vicina a degli amici che avesse mai avuto, erano compagni. Con loro aveva condiviso i momenti peggiori ed anche ora si trovavano insieme, ad aggrapparsi alla speranza di cavarsela anche questa volta.
Sospirò. Non c’era molto da dire ma Wufei, che era abituato a non sprecare parole a vanvera, voleva spezzare quel silenzio e dire qualcosa, qualsiasi cosa. Eppure, tutto sembrava essere fuori luogo. –Hai qualcosa in mente?- domandò rivolgendosi a Heero, stupendosi della assurdità della sua stessa domanda.
Lui sollevò la testa e, nel momento in cui i loro sguardi si incontrarono, Wufei notò come il blu dei suoi occhi fosse scuro sotto la scarsa luce. –Possiamo solo aspettare.- disse piano.

Duo si sgranchì le gambe con lentezza prima di scuotere la testa. –Che palle! Odio aspettare!-
-Hai un’idea migliore?- chiese Wufei alzando le sopracciglia. Entrambi avevano bisogno di distrarsi, quella era l’occasione migliore.
-Se avessi il mio Gundam risolverei questa situazione in un istante!-
-Certo…- rispose Wufei piegando le labbra poco convinto.
-E così…- mormorò Duo cercando di dare voce a quello che aveva nel cervello. –E’ finita...-
Prima padre Maxwell e Sorella Helen, poi Heero si era fatto saltare in aria con il Wing ed infine le colonie; ancora una volta tutto era andato nel peggiore dei modi, appena aveva abbassato la guardia ogni cosa era crollata nella polvere.
-Non è ancora finita…- mormorò piano Heero mentre Wufei annuiva, e Duo sorrise di nuovo. Era vero, non erano ancora arrivati alla fine, la missione non era stata ancora portata a termine e loro non potevano morire lì.
Ma non era ancora abbastanza per non ricadere di nuovo vittima dei dubbi. Si sporse in avanti, serrando gli occhi e posando la sua bocca contro quella di Heero. Fu un bacio umido, le sue labbra erano spaccate per via dei pugni che aveva ricevuto, secche ed il fiato era spezzato.
Heero spalancò gli occhi, colto alla sprovvista.
Non si aspettava questa reazione da parte di Duo ma qualcosa dentro di se lo convinse a non respingerlo. Aveva imparato a conoscerlo, sapeva che Duo aveva bisogno di quel contatto e, forse, anche ad Heero dava meno fastidio di quanto volesse ammettere.

C’era qualcosa di disperato nel modo in cui lo stava baciando; Duo teneva gli occhi serrati mentre afferrava le sue braccia. Le sue mani erano umide contro la pelle di Heero.
Fece un mezzo sorriso tirandosi indietro, Heero teneva gli occhi rivolti verso la parete di cemento e Wufei abbassò lo sguardo, colto da un leggero imbarazzo.
Duo gli si avvicinò, accarezzandogli le guancie con il dorso delle mani. Aveva bisogno di rendersi conto di non essere solo, di sentire i suoi amici vicini; e non importava se ogni volta che aveva lasciato che qualcuno si avvicinasse a lui, tutto fosse andato nel peggiore dei modi, il suo mondo stava andando a puttane anche senza il suo aiuto.
Cercò le labbra di Wufei e sentì un piccolo sospiro uscire dalla sua bocca, come se stesse trattenendo il respiro.
-Maxwell, ma cosa…?- mormorò piano prima che il resto della frase fosse inghiottito dalle labbra di Duo.

Duo si lasciò andare contro la parete, la testa gli girava e i suoi pensieri erano un enorme casino. Wufei deglutì e Heero, quando incontrò i suoi occhi, si rese conto che aveva avuto ragione. Tutti loro ne avevano bisogno.
Questa rivelazione lo scosse meno che vedere Trowa con l’uniforme di OZ o sapere che gli scienziati stessero ricostruendo i Gundam in segreto; semplicemente, come quando in Siberia aveva schiacciato l’auto detonazione del Wing, fece quello che gli suggeriva il suo cuore. Quella era sempre stata la sua unica regola.
Scese dallo scalino e lasciò un piccolo bacio sulle labbra di Wufei. Aveva pensato di sentirsi in imbarazzo, ma in realtà quella fu l’ultima sensazione che sentì quando Wufei si sporse in avanti per approfondire il contatto e Duo alzò lo sguardo, capendo che i suoi amici stavano provando esattamente i suoi stessi sentimenti.
Il bacio di Duo era stato aggressivo, lui gli aveva stretto la maglietta così forte da fargli pensare che ne avrebbe strappato la stoffa, gli aveva completamente impedito di muoversi. Wufei invece sembrava incapace di lasciarsi andare completamente, come se si stesse trattenendo.

Duo si mosse a rallentatore, non solo perché non c’erano parti del corpo a non fargli male; sentiva sulle spalle il peso di tutto quello che stava e starebbe accaduto ma, allo steso tempo, nulla sembrava importare.
Si sedette accanto a Wufei, la sua bocca si posò sul suo collo lasciando qualcosa a metà tra un bacio ed un morso mentre faceva segno ad Heero di avvicinarsi.
Con le mani ancora legate insieme, Duo fece entrare in contatto i loro bacini attraverso i jeans.
Gli si era buttato addosso con così tanta irruenza che Heero fece fatica a non cadere all’indietro.
Tutto era troppo in lui; parlava troppo, aveva troppa energia, troppe paure e qualche volta, in quei giorni che non sembravano finire mai, si era sentito troppo debole rispetto a quei ragazzi che gli sembravano così sicuri nonostante tutto.

Ma non era esattamente così.
Wufei aveva lo sguardo fisso davanti a se mentre sentiva i pantaloni della tuta farsi un pochino più stretti. Era confuso e spaventato; non dalla guerra, da OZ o dalla reazione delle colonie, quella erano cose che poteva affrontare. Ma non poteva combattere contro se stesso, non quando ogni parte di lui desiderava cedere, lasciarsi andare ai dubbi e a quel conforto che le braccia dei suoi amici sembravano offrigli.
Si sentiva nulla di più di un ragazzino insicuro, si sentiva debole.
Cercò il volto di Duo, lasciandogli un debole bacio sulla guancia.
I deboli non dovrebbero combattere.
E questa era l’ennesima prova di quanto avesse bisogno di diventare più forte. In quel momento non sarebbe mai riuscito a vincere e forse, solo per quella volta, era meglio se abbandonava il campo, se cedeva e si arrendeva all’evidenza di aver bisogno di quel contatto tanto quanto Duo e Heero.
Heero riuscì a slacciare la casacca, che cadde pesante dalle spalle di Duo, i capelli spettinati solleticavano le guancie di Wufei mentre lasciava un piccolo bacio sulla sua pelle umida di sudore.
Faceva sempre più caldo e ogni istante diventava sempre più difficile respirare.

Quando Duo si voltò, le mani di Heero gli stavano ancora accarezzando la pancia. Fece scivolare i pantaloni bianchi di Wufei fino al ginocchio e lui si alzò leggermente, aiutandolo a fare scendere anche i boxer.
Duo sorrise, lasciando una scia umida dall’ombelico al bassoventre e, dopo qualche istante, glielo prese in bocca.
Appena sentì la lingua di Duo sull’asta spostò lo sguardo ma, ancora una volta, nemmeno l’imbarazzo per quello che stava per succedere gli diede la forza di combattere. E quando Heero gli avvicinò, e lui sentì il suo fiato caldo sulle labbra ed i movimenti di Duo dargli i brividi lungo la schiena, anche solo la volontà di ribellarsi fu dimenticata.
Dalla sua bocca continuavano ad uscire dei sospiri, continuamente interrotti dai baci che gli dava a Heero. La sua bocca era calda e i suoi occhi erano socchiusi mentre sorrideva contro le sue labbra.
Quando Wufei pensò di essere arrivato al limite, Duo si rimise in ginocchio e lui decise di seguire completamente il suo istinto, facendogli scivolare i pantaloni fino a terra. Duo si mise a gattoni sul pavimento freddo e Wufei entrò piano in lui, mordendosi il labbro e socchiudendo gli occhi mentre il piacere gli arrivava fino al cervello.
Heero posò le sue labbra su quelle di Duo, quando lui cominciò a masturbarlo. Wufei riusciva chiaramente a sentire i loro sospiri echeggiare in quella cella silenziosa.
Wufei appoggiò le labbra sulla spalla di Duo quando sentì l’orgasmo raggiungerlo, dandogli un piccolo morso che lasciò un leggero segno rosso.

Dopo qualche istante, Duo cercò di rivestirsi e riprendere fiato, tenendo lo sguardo puntato sul pavimento lurido.
Non era cambiato nulla, era ancora rinchiuso in quella stramaledetta cella, con il mondo contro e la paura che gli rimbombava nel cuore. Quei brevi istanti non erano serviti a cancellargli i dubbi o a fargli credere che le cose si sarebbero risolte nel migliore dei modi ma erano riusciti a farlo sentire bene, a dargli un po’ di forza, a fargli sentire i suoi amici vicino.
Qualsiasi cosa sarebbe accaduta da quel momento in poi l’avrebbe affrontata, dentro quella prigione non poteva fare nulla comunque. E poi, era diventato piuttosto bravo nell’aspettare.

Date: 2011-02-28 10:45 am (UTC)
mapi_littleowl: (Gundam Wing - Heero)
From: [personal profile] mapi_littleowl
D'accordo, da che parte vuoi che io cominci a riempirti d'amore, lettere oscene e proposte di matrimonio degne di "Dimi di sì" (Real Time docet)? *ççç*

La amo, la amo, la amo!
Avevo piantato giù il muso al PF quando non l'avevi scritta (sono una persona fondamentalmente matura) e anche se trovo ORRIBILE il fatto che tu abbia usato il MIO prompt per avvantaggiare una squadra avversaria (i Cavalieri rullano! \o/), non posso fare a meno di gettarmi ai tuoi piedi nella più totale adorazione.
(Ora sembro davvero una stalker, lol. XD)

Tornando seri. Mi è piaciuta moltissimo. Ho adorato le atmosfere, ho adorato i pensieri dei ragazzi, ho adorato la lemon, ho adorato tutto. <3 Mi piace da matti come li hai gestiti, tutta la loro angoscia e la rabbia (se non ho amato il pezzo di Heero! Dio come l'ho amato!).
Complimenti, davvero. <3

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heavenmayburn: (Default)
♥Fede™

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