World on a String
Apr. 5th, 2011 09:59 pmTitolo: World on a String
Fandom: Gundam Wing
Capitoli: 1/1
Personaggi: Odin Lowe, Heero Yuy
Raiting: Pg
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza alcuno scopo di lucro) appartengono alla Sunrise. Non possiedo e non guadagno nulla da tutto questo, boohya! \o/
Sommario: Senza che lo volesse, lo stava portando proprio verso la strada che lui stesso aveva percorso. Non era una bella via, era senza uscita e c’erano troppe probabilità di inciampare e finire con la faccia nella merda
Conteggio parole: 439 (
fiumidiparole)
Note: Scritta con il prompt della settima settimana del COW-T di
maridichallenge: ’La maledizione degli uomini è che essi si dimenticano’ dal film Excalibour.
Di nuovo su questa citazione perché il #TeamAngeli ne ha bisogno, anche se non so davvero più cosa inventarmi (E soprattutto perché mi sento in colpa visto che settimana prossima non credo che potrò partecipare alla battaglia D: #SonIAmDisappoint) e GW è l’unico fandom abbastanza epico per andare bene e che io conosca abbastanza per scriverci una ff.
Il titolo è quello di un brano degli Immediate Music e, davvero, starei qui a cazzeggiare nelle note come mio solito, ma non ho più tempo D:
World on a String
Odin alzò leggermente la testa, mentre la sua attenzione veniva catturata per qualche istante dalla televisione accanto alla finestra. Si voltò velocemente e lasciò cadere il fucile che stava pulendo sopra il copriletto con dei disegni a fiori.
La luce delle esplosioni che compariva sul teleschermo illuminava ad intermittenza la stanza d’albergo; e Odin sbuffò, scuotendo la testa e alzandosi per spegnerla.
Il ragazzino, seduto sul letto dall’altra parte della stanza, non disse nulla, limitandosi ad alzare un sopracciglio.
Odin tornò a sedersi, lasciandosi sfuggire una sospiro dalle labbra.
–Lì dentro ci deve essere qualcosa da mangiare…- disse indicando con il mento il piccolo frigo bar accanto ai letti.
Lui non dette segno di aver sentito le sue parole, limitandosi a passare il panno ormai sporco sulla canna della pistola.
Le labbra di Odin si curvarono in un mezzo sorriso. Appoggiò piano il fucile per terra e si stese sopra le coperte, incrociando le braccia dietro alla testa.
-Non mi hai ancora detto in cosa consiste la nostra prossima missione- esordì il ragazzino, alzando il tono della voce nel caso Odin si fosse addormentato.
Odin aprì gli occhi, fissando quel ragazzino che sembrava essere molto più risoluto di quanto lui fosse mai stato, e sentendosi orribilmente vecchio.
Senza che lo volesse, lo stava portando proprio verso la strada che lui stesso aveva percorso. Non era una bella via, era senza uscita e c’erano troppe probabilità di inciampare e finire con la faccia nella merda.
Quella era l’ultima cosa che voleva per lui.
-Non lo so…- disse facendo schioccare la lingua. –Da qualsiasi parte… Quelli come noi trovano lavoro facilmente di questi tempi.- disse lanciando un ultimo sguardo alla televisione ormai spenta.
Aveva altre parole sulla punta della lingua, ma decise di tacere.
Lo conosceva, sapeva che avrebbe replicato prontamente e, dopotutto, gli dispiaceva dire ad alta voce quello che ormai gli si era cristallizzato nel suo cervello.
Quel ragazzino non sarebbe rimasto con lui ancora molto.
Ormai si era affezionato e, proprio a causa di uno strano sentimento di responsabilità che provava nei suoi confronti, sentiva che il giorno in cui avrebbe dovuto separarsi da lui era sempre più vicino.
Sapeva quello che stava per succedere, vedeva chiaro il futuro davanti a se perché si ripeteva da troppo tempo. Il peggior difetto degli uomini era sempre stato la loro debole memoria.
Odin era caduto mentre percorreva il suo cammino, inzuppando la testa nella melma, e non sarebbe passato molto prima che un altro fosse inciampato esattamente nel suo stesso punto. L’unica cosa che Odin poteva fare, era evitare che quel qualcuno fosse suo proprio quel ragazzino.
Con un sospiro si rimise a sedere, ricominciando a pulire la sua arma.
Fandom: Gundam Wing
Capitoli: 1/1
Personaggi: Odin Lowe, Heero Yuy
Raiting: Pg
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza alcuno scopo di lucro) appartengono alla Sunrise. Non possiedo e non guadagno nulla da tutto questo, boohya! \o/
Sommario: Senza che lo volesse, lo stava portando proprio verso la strada che lui stesso aveva percorso. Non era una bella via, era senza uscita e c’erano troppe probabilità di inciampare e finire con la faccia nella merda
Conteggio parole: 439 (
Note: Scritta con il prompt della settima settimana del COW-T di
Di nuovo su questa citazione perché il #TeamAngeli ne ha bisogno, anche se non so davvero più cosa inventarmi (E soprattutto perché mi sento in colpa visto che settimana prossima non credo che potrò partecipare alla battaglia D: #SonIAmDisappoint) e GW è l’unico fandom abbastanza epico per andare bene e che io conosca abbastanza per scriverci una ff.
Il titolo è quello di un brano degli Immediate Music e, davvero, starei qui a cazzeggiare nelle note come mio solito, ma non ho più tempo D:
World on a String
Odin alzò leggermente la testa, mentre la sua attenzione veniva catturata per qualche istante dalla televisione accanto alla finestra. Si voltò velocemente e lasciò cadere il fucile che stava pulendo sopra il copriletto con dei disegni a fiori.
La luce delle esplosioni che compariva sul teleschermo illuminava ad intermittenza la stanza d’albergo; e Odin sbuffò, scuotendo la testa e alzandosi per spegnerla.
Il ragazzino, seduto sul letto dall’altra parte della stanza, non disse nulla, limitandosi ad alzare un sopracciglio.
Odin tornò a sedersi, lasciandosi sfuggire una sospiro dalle labbra.
–Lì dentro ci deve essere qualcosa da mangiare…- disse indicando con il mento il piccolo frigo bar accanto ai letti.
Lui non dette segno di aver sentito le sue parole, limitandosi a passare il panno ormai sporco sulla canna della pistola.
Le labbra di Odin si curvarono in un mezzo sorriso. Appoggiò piano il fucile per terra e si stese sopra le coperte, incrociando le braccia dietro alla testa.
-Non mi hai ancora detto in cosa consiste la nostra prossima missione- esordì il ragazzino, alzando il tono della voce nel caso Odin si fosse addormentato.
Odin aprì gli occhi, fissando quel ragazzino che sembrava essere molto più risoluto di quanto lui fosse mai stato, e sentendosi orribilmente vecchio.
Senza che lo volesse, lo stava portando proprio verso la strada che lui stesso aveva percorso. Non era una bella via, era senza uscita e c’erano troppe probabilità di inciampare e finire con la faccia nella merda.
Quella era l’ultima cosa che voleva per lui.
-Non lo so…- disse facendo schioccare la lingua. –Da qualsiasi parte… Quelli come noi trovano lavoro facilmente di questi tempi.- disse lanciando un ultimo sguardo alla televisione ormai spenta.
Aveva altre parole sulla punta della lingua, ma decise di tacere.
Lo conosceva, sapeva che avrebbe replicato prontamente e, dopotutto, gli dispiaceva dire ad alta voce quello che ormai gli si era cristallizzato nel suo cervello.
Quel ragazzino non sarebbe rimasto con lui ancora molto.
Ormai si era affezionato e, proprio a causa di uno strano sentimento di responsabilità che provava nei suoi confronti, sentiva che il giorno in cui avrebbe dovuto separarsi da lui era sempre più vicino.
Sapeva quello che stava per succedere, vedeva chiaro il futuro davanti a se perché si ripeteva da troppo tempo. Il peggior difetto degli uomini era sempre stato la loro debole memoria.
Odin era caduto mentre percorreva il suo cammino, inzuppando la testa nella melma, e non sarebbe passato molto prima che un altro fosse inciampato esattamente nel suo stesso punto. L’unica cosa che Odin poteva fare, era evitare che quel qualcuno fosse suo proprio quel ragazzino.
Con un sospiro si rimise a sedere, ricominciando a pulire la sua arma.