heavenmayburn: (brian slade)
[personal profile] heavenmayburn
Titolo: Bury Me
Autore: me aka [profile] heaven_may_burn 
Capitoli: 10/12
Pairing:
Colin Farrell X Jared Leto/...
Raiting:Pg 
Sommario
-Perché ti amo, ecco perché lo faccio, grandissima testa di cazzo!-
Disclaimer: Just look at me now, I'M A FAKE
Nota: Ah, l'amour <3

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Capitolo Dieci
 
“What if I fell to the floor?
Couldn’t take this anymore?
What would you do, do, do?
Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you!”
 
 
-Cazzo Colin, sono incinta, ecco cosa cazzo ho!-
Colin spalancò gli occhi. –Che diavolo hai detto?-
-Aspetto un figlio da te, che cazzo non hai capito? Parliamo la stessa fottuta lingua mi pare!- sorrise, ripetendo le stesse parole che poco prima l’irlandese gli aveva rivolto.
-Quando…? Da quanto lo sai?-
-Bhe mi pare che di occasioni ne abbiamo avute a sufficienza… Il mese scorso mi è saltato il ciclo per la seconda volta, ho fatto il test e era positivo-
-Come sai che è mio?- chiese ancora incredulo.
-Fanculo! Io non mi chiamo Colin Farrell, non mi sono scopata il mondo intero. In quel periodo, che tu ci creda o no, sono stata solo con te.-
Colin socchiuse gli occhi e ispirò profondamente.
Sapeva che il figlio era suo. Nonostante non si fidasse affatto di Kim, era a conoscenza di esserne il padre. Era una cosa che si sentiva dentro.
Se ci avesse pensato anche dopo anni, non avrebbe saputo dire cosa esattamente provò in quel momento.
Rabbia? Oh si, anche troppa… Contro Kim, che gli aveva sputato addosso tutto in quel modo. E soprattutto contro se stesso, che due giorni su tre tornava a casa ubriaco, per aver messo incinta una stronza che a malapena riusciva a sopportare. Come avrebbero potuto crescere un figlio in quel modo?
Ma anche tanta gioia; quel tipo di felicità estrema che, se sei fortunato, provi solo una o due volte nella vita.
Dio… grazie a lui qualcuno avrebbe potuto vivere, mangiare, dormire… E era una sensazione bellissima.
-Che cosa hai intenzione di fare adesso?- Che domanda del cazzo.
A parte il fatto che puttanate o no, era cattolico.
E comunque era suo figlio, una parte di lui, non le avrebbe permesso di sbarazzarsene.  
-Non abortirò, anche se a te converrebbe… No, è per questo che sono qui, tu dovrai provvedere a me e a lui- disse sorridendo.
Un brivido di furia cieca gli salì lungo la schiena. Non si sarebbe stupito se fosse stato tutto un suo perverso piano per manipolarlo.
“Merda Colin, smettila di fare il paranoico!” pensò.
-Io… Io devo andare, gli altri mi aspettano… Ti chiamo domani mattina…-
-Certo, buon divertimento. Cerca di non essere troppo sbronzo domani.- sorrise alzando solo un angolo delle labbra. Colin odiava le persone che facevano così, si sentiva preso per il culo.
Kim sorrise un'altra volta. Probabilmente aveva capito a cosa pensava.
Malgrado tutte le stronzate, Kim lo conosceva bene. Sicuramente più di quanto avrebbe voluto.
***
-Ehi, che voleva?- chiese Jonny una volta saliti in macchina.
Colin era seduto tra lui e Francisco, che da quando aveva parlato con Eamon, era rimasto in silenzio.
Davanti suo fratello guidava, e di fianco Jared era impegnato in una poco interessante conversazione sulla capienza dei locali nel sud della Florida, molto poco adatti a fare concerti.
-Nulla…- rispose piano, appoggiando la testa all’indietro sul sedile.
Jonathan annuì. - Col, lo sai, ci conosciamo da quando siamo piccoli, se c’è qualcosa che non va, e vuoi parlarne con qualcuno, io ci sono-
Colin alzò la testa e lo guardò, annuendo con il capo.
Dopo circa 10 minuti arrivarono al parcheggio del locale. Eamon parcheggiò e tutti scesero dalla macchina.
Entrarono nel locale.
Era una specie di Disco pub, molto simile anche a quelli che si trovavano a Dublino.
Era illuminato da luci che andavano dal viola alle sfumature più chiare di blu. Vicino all’ingresso c’era il guardaroba. Poi, passando per un piccolissimo corridoio si arrivava di fronte a quella che doveva essere la pista da ballo, con annessa consolle e dj, e intorno tavolini e poltrone foderate di grigio. Superarato questo c’era il banco che serviva alcolici e una porta finestra che portava in un giardino. Ovunque qualcuno si girasse c’erano ragazzi e ragazze che ballavano, si baciavano o si mettevano le mani nei jeans.
–Ma che bel posto- commentò ironico Colin.
-Bhe io vado a sedermi- annunciò piano Francisco.
-Vengo con te- rispose Jonathan.
-Vuoi ballare?- chiese Eamon a Jared, che annuì entusiasta.
Colin seguì i due verso i divanetti.
Poteva vedere Jared e suo fratello agitarsi e contorcersi sulle note dell’ultimo successo di quella boy-band che si sentiva sempre in radio, ma non gli prestava davvero attenzione, la sua mente era decisamente altrove.
Jonathan vicino a lui, tentava di intrattenere con Francisco una banalissima conversazione, ma Dio, non era facile come quando stavano insieme. Non sapeva di cosa parlare senza accennare al fatto di quanto gli mancassero le sue mani sul suo corpo, la sua lingua nella sua bocca, le sue labbra sul suo collo…
Col si alzò di scatto.
-Vado a prendermi una birra- spiegò mentre si allontanava.
Ma stranamente, questa volta l’acool non risolveva proprio nulla.
Certo, quel insopportabile sensazione che gli faceva sembrare di avere la gola secca come il deserto sul quale avevano girato l’altra volta era passata, ma i pensieri che affollavano il suo cervello non accennavano a andarsene.
“Ce ne vuole un’altra, ecco perché”
E infatti ne ordinò una nuova bottiglia.
-Hai intenzione di fare fuori tutte le scorte del locale?- domandò una voce dietro di lui. Anche se era parzialmente sbronzo, riconobbe la voce di Jonathan.
-Che ci fai qui? Ti fidi a lasciare Fran da solo la in mezzo?-
Jonny afferrò la bottiglia che lui aveva lasciato sul bancone, e ne bevve una lunga sorsata.
-Bhe, tanto è come se non ci fossi… E’ stata una stronzata invitarlo stasera. Ancora un po’ e manco mi saluta-
Colin sogghignò. –Cosa ti ripeto da quando abbiamo 15 anni? Essere innamorati fa schifo!-
L’amico continuava a fissure la bottiglia. –Probabile, ma fa più schifo non esserlo-
“Tipico di Jonny” pensò scuotendo la testa.
-Allora che hai?-
Colin alzò improvvisamente lo sguardo. Ok, lo conosceva bene, e era maledettamente bravo a capire se qualcosa non andava.
-Nulla-
-Ha a che fare con Kim?-
-Non capisco di che parli-
-Fanculo Colin. Non prendermi per un idiota, se vuoi che mi faccia i cazzi miei dillo e basta-
Ma Colin non voleva che si facesse i cazzi suoi, aveva bisogno di parlargli.
-Prima Kim è venuta e mi ha detto… che è incinta…- buttò fuori tutto d’un fiato.
-E…?-
-Come ‘E’ ?!? Jonny, Kim è incinta, avrà un figlio da me!-
Jonathan sembrò capire in quel momento il reale significato delle parole.
-Ah. E che cosa avete intenzione di fare?-
-Lei terrà il bambino, e io non le ho chiesto di abortire, non voglio che lo faccia… Dio, io non sono adatto per fare il padre. Non so prendermi cura di me stesso, figuriamoci di un bambino-
-Bhe, dovrai imparare a fare entrambe le cose. E poi vedrai che non sarà così difficile. Mia madre non si è impegnata molto, eppure io sono favoloso comunque- sorrise bevendo un altro sorso di birra.
-Guarda che così non mi rassicuri- ridacchiò Colin, ricevendo in cambio una sberla dietro la testa. –A parte gli scherzi… Grazie…-
-Di nulla, sono qui apposta, oltre che per scroccarti la birra, si intende. Sai… è buffo, ma ho sempre pensato che sarei stato io il primo a trovare qualcuno, a mettere su famiglia e roba del genere…-
-Sei ancora in tempo, di sicuro io e Kim non ci sposeremo e vivremo felici e contenti.-
A questo proposito Jonny sentì un pensiero ronzargli in testa come una zanzara. Si stavano dimenticando di un argomento molto importante, ma cosa?
Girò gli occhi verso la pista da ballo e un flesh illuminò la sua mente. Tombola.
-Jared come l’ha presa-
Colin restrinse gli occhi.
-Merda, Colin, non lo sa?-
-Non sono cose che gli riguardano, mi pare-
-Scopate da un bel po’, secondo me un po’ cazzi suoi questi sono-
-Non vedo come possano esserlo, non ho messo famiglia neanche con lui da quanto ne so, e quindi non vedo come gli possa interessare chi mi scopo o metto incinta-
Ecco. Mossa sbagliata.
Perché Jared si era accorto dell’occhiata che Jonny gli aveva lanciato, troppo lunga per essere casuale, e si era avvicinato a loro.
Shannon gli aveva sempre detto che la curiosità non porta nulla di buono. Aveva ragione.
-Ma che bella notizia, quando avevi intenzione di dirmelo?-
Jonny gli lanciò un occhiata come a augurargli buona fortuna e se ne andò, tornando a sedersi.
Aveva già abbastanza casini per stare a sentire quelli degli altri.
-Jary, ti prego… Non qui e non ora-
-Fanculo! Ti prego un cazzo! E ora che cosa farai? Che cosa faremo?-
Gli occhi erano ridotti a due piccoli puntini di cristallo. Non credeva di averlo mai visto così arrabbiato.
Anzi arrabbiato era un simpatico eufemismo.
-Sistemerò tutto… non cambierà niente, vedrai…-
-Quando avresti avuto intenzione di dirmelo? Dopo una scopata e un soddisfacente pompino? Come puoi essere così egoista!? Coglione io che ti sto ancora dietro-
Colin sentì un moto di rabbia partire dal cervello e diffondersi in tutto il corpo, bocca compresa, e non fu abbastanza veloce per fermarla.
-E allora perché lo fai? Puoi semplicemente trovare un altro con cui fottere, tanto non ti è difficile- esclamò dando un occhiata al fratello che ora parlava con Jonathan e Francisco.
Non fece in tempo a girare la testa che un rumore sordò colpì l’aria e sentì improvvisamente la guancia bruciargli.
-Perché ti amo, ecco perché lo faccio, grandissima testa di cazzo!-
 
 
“I tried to be someone else
But nothing seemed to change
I know now, this is who I really am inside
Finally found myself! Fighting for a chance I know now,
This is who I really am”
30 Seconds To Mars: The Kill
To Be Continued…


 

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