The Sharpest Lives.
Jun. 12th, 2011 08:10 pmTitolo: The Sharpest Lives
Fandom: RPF – MY CHEMICAL ROMANCE
Capitoli: 1/1
Pairing: Gerard Way/Bert McCracken (accennato); Mikey Way
Raiting: Pg13
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia sono realmente esistenti ed appartengono a loro stessi, ed io non intendo dare rappresentazione veritiera ne del loro carattere ne della loro sessualità o offenderli in alcun modo. E per finire non guadagno nulla da tutto questo, boohya! \o/
Sommario: Mikey teneva il braccio alzato, i muscoli erano tesi e lo sguardo era puntato da un’altra parte; Gerard lo fissava negli occhi, aperti e lucidi più del normale, la presa sulla bottiglia di birra ormai vuota si faceva man mano più debole, ma nonostante tutto non la lasciò cadere.
Non rideva più.
Conteggio parole: 366 (
fiumidiparole)
Note: Scritta per l’Arena dei Gladiatori durante la Notte Bianca #3 di
maridichallenge con il prompt: Storia in cui deve esserci uno schiaffo.
E io chesperavo pensavo che riguardava la masturbazione, avrei avuto più idee D:
The Sharpest Lives
Mikey teneva il braccio alzato, i muscoli erano tesi e lo sguardo era puntato da un’altra parte; Gerard lo fissava negli occhi, aperti e lucidi più del normale, la presa sulla bottiglia di birra ormai vuota si faceva man mano più debole, ma nonostante tutto non la lasciò cadere.
Non rideva più.
Mikey continuava a fissare il muro dietro suo fratello, senza dire una parola. Non gli avrebbe chiesto scusa, non questa volta.
Si sentiva stanco, aveva voglia di un caffè e magari di una sigaretta. Anzi, meglio, di andarsene da qualche parte lontano da suo fratello e finalmente fare una bella dormita.
Era da un mese che, quando si svegliava, non si sentiva riposato.
Gerard aveva la bocca leggermente aperta, cercava qualcosa da dire e sembrava davvero sorpreso –Mikey ebbe voglia di tirargli un secondo schiaffo- che il suo fratellino gli avesse appena lasciato il segno delle cinque dita sulla guancia.
Mikey no, lui sapeva che non sarebbe riuscito a sopportare quella situazione ancora per molto.
Gerard era tornato praticamente all’alba, con un livido nero sul collo appena coperto dalla giacca a vento scura, urlando chissà per quale motivo mentre fuori dal bus si sentivano le risate sguaiate di quel coglione, e lui aveva capito che il punto di rottura era vicino.
Per un attimo gli venne in mente di cominciare ad urlare. Magari svegliare anche gli altri con una bella scena melodrammatica, di quelle che sembravano piacere tanto a suo fratello.
L’ultima volta che si era guardato allo specchio non aveva dei fottuti capelli biondi ossigenati; perciò non era diventato sua madre.
E allora perché nell’ultimo periodo Gerard lo stava costringendo a comportarsi come tale?
Mikey abbassò piano il braccio, la bocca di Gerard si aprì e si richiuse per qualche istante.
Probabilmente stava cercando qualcosa da dire, ma Mikey non aveva voglia.
Non voleva aiutarlo a giustificarsi, oppure urlargli contro quanto lo facesse incazzare vederlo così; non voleva fare nulla, era troppo stanco.
-Vado a dormire.- disse piano, camminando verso la propria cuccetta.
Gerard rimase qualche secondo fermo sull’uscio del bus, la bottiglia mezza vuota era ancora stretta tra le dita.
La lasciò cadere sul pavimento e prese le sue sigarette, uscendo nel parcheggio.
Mikey non riuscì a dormire neanche quella sera.
Fandom: RPF – MY CHEMICAL ROMANCE
Capitoli: 1/1
Pairing: Gerard Way/Bert McCracken (accennato); Mikey Way
Raiting: Pg13
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia sono realmente esistenti ed appartengono a loro stessi, ed io non intendo dare rappresentazione veritiera ne del loro carattere ne della loro sessualità o offenderli in alcun modo. E per finire non guadagno nulla da tutto questo, boohya! \o/
Sommario: Mikey teneva il braccio alzato, i muscoli erano tesi e lo sguardo era puntato da un’altra parte; Gerard lo fissava negli occhi, aperti e lucidi più del normale, la presa sulla bottiglia di birra ormai vuota si faceva man mano più debole, ma nonostante tutto non la lasciò cadere.
Non rideva più.
Conteggio parole: 366 (
Note: Scritta per l’Arena dei Gladiatori durante la Notte Bianca #3 di
E io che
The Sharpest Lives
Mikey teneva il braccio alzato, i muscoli erano tesi e lo sguardo era puntato da un’altra parte; Gerard lo fissava negli occhi, aperti e lucidi più del normale, la presa sulla bottiglia di birra ormai vuota si faceva man mano più debole, ma nonostante tutto non la lasciò cadere.
Non rideva più.
Mikey continuava a fissare il muro dietro suo fratello, senza dire una parola. Non gli avrebbe chiesto scusa, non questa volta.
Si sentiva stanco, aveva voglia di un caffè e magari di una sigaretta. Anzi, meglio, di andarsene da qualche parte lontano da suo fratello e finalmente fare una bella dormita.
Era da un mese che, quando si svegliava, non si sentiva riposato.
Gerard aveva la bocca leggermente aperta, cercava qualcosa da dire e sembrava davvero sorpreso –Mikey ebbe voglia di tirargli un secondo schiaffo- che il suo fratellino gli avesse appena lasciato il segno delle cinque dita sulla guancia.
Mikey no, lui sapeva che non sarebbe riuscito a sopportare quella situazione ancora per molto.
Gerard era tornato praticamente all’alba, con un livido nero sul collo appena coperto dalla giacca a vento scura, urlando chissà per quale motivo mentre fuori dal bus si sentivano le risate sguaiate di quel coglione, e lui aveva capito che il punto di rottura era vicino.
Per un attimo gli venne in mente di cominciare ad urlare. Magari svegliare anche gli altri con una bella scena melodrammatica, di quelle che sembravano piacere tanto a suo fratello.
L’ultima volta che si era guardato allo specchio non aveva dei fottuti capelli biondi ossigenati; perciò non era diventato sua madre.
E allora perché nell’ultimo periodo Gerard lo stava costringendo a comportarsi come tale?
Mikey abbassò piano il braccio, la bocca di Gerard si aprì e si richiuse per qualche istante.
Probabilmente stava cercando qualcosa da dire, ma Mikey non aveva voglia.
Non voleva aiutarlo a giustificarsi, oppure urlargli contro quanto lo facesse incazzare vederlo così; non voleva fare nulla, era troppo stanco.
-Vado a dormire.- disse piano, camminando verso la propria cuccetta.
Gerard rimase qualche secondo fermo sull’uscio del bus, la bottiglia mezza vuota era ancora stretta tra le dita.
La lasciò cadere sul pavimento e prese le sue sigarette, uscendo nel parcheggio.
Mikey non riuscì a dormire neanche quella sera.