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[personal profile] heavenmayburn
Titolo: Bury Me
Autore: me aka [profile] heaven_may_burn 
Capitoli: 10/12
Pairing:Colin Farrell X Jared Leto/...
Raiting: G
Sommario: -Come sai di essere innamorato di Francisco?-
Disclaimer: Just look at me now, I'M A FAKE
Nota: Ah, l'amour <3

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Capitolo Undici
“Lie awake in bed at night
And think about your life
Do you want to be different, different?
Try to let go of the truth
The balance of your youth
Cause this is just a game”


-Perché ti amo, ecco perché lo faccio, grandissima testa di cazzo!-
Jared si voltò e se ne andò, senza lasciare il tempo all’irlandese di replicare.
Colin si girò verso la pista da ballo, nessuno sembrava essersi accorto di nulla. Eamon, Jonny e Francisco andavano avanti a parlare indisturbati.
Nessuno aveva dato importanza alla cosa… a parte lui.
Ok, forse poteva far finta di nulla. Non avrebbero saputo quello che era successo, Jared poteva essersene andato perché era stanco, o qualche altra cazzata, e lui avrebbe avuto la coscienza a posto. Non sarebbero venuti a sapere che si era comportato come una merda. Ancora.
Ma non poteva. C’era qualcosa; era una sensazione strana, che partiva dalla parte sinistra nel petto, si fermava in gola, e arrivava sino agli occhi, facendoli diventare lucidi.
Gli veniva da piangere.
Quand’era l’ultima volta che l’aveva fatto? Quando i suoi avevano divorziato? Quando era arrivato in America?
Non che ci fosse una particolare ragione per cui lo facesse, della sua immagine gliene importava relativamente, semplicemente non ne sentiva il bisogno.
Piangere non porta a niente.
Le lacrime portano solo altre lacrime, e quando smetti di piangere non hai in mano nulla perché nulla è cambiato.
Si passò velocemente una manica sugli occhi e si diresse verso i suoi amici.
Eamon, che sembrava davvero ubriaco, aveva un braccio attorno alla spalla di Francisco, che stava intrattenendo con Jonny, il più sano della compagnia, una strana discussione sulla sua paura repressa degli gnomi.
-Colin…- cominciò Eamon sporgendosi troppo verso il fratello e rischiando di sbattere la testa sul tavolino di vetro. Francisco lo afferrò appena in tempo, e ridendo lo aiutò a risedersi. Sembravano un cieco che per camminare chiede aiuto a un altro cieco. Se la litigata con Jared non lo avesse buttato giù psicologicamente avrebbe riso.
-Colin…-ricominciò Eamon –tu te lo ricordi quando… quando tu e Jonathan prendevate la pala di suo padre e… andavate nel giardino del vecchio Paul per trovare la pentola d’oro che avevano nascosto i Leprecauni?-
Eamon continuò a ridacchiare mentre Jonny annuiva vigorosamente.- Si, poi lui poi andava da tua madre a lamentarsi perché gli avevamo rovinato l’orto… Fanculo, tanto le sue verdure sapevano di piscio di gatto!- Tutti risero.
-Sì, sì, molto pittoresco... Jonny posso paralrti?-
-Ok...- Stava per chiedere a Francisco se poteva lasciralo da solo, ma scacciò il pensiero più velocemente. “Dio… sto diventando peggio di quanto mi aspettassi… Mi faccio pena da solo”
Dal modo in cui Jonny si alzò dal tavolo, Colin capì che non era del tutto sobrio. Gli fece segno di seguirlo fuori.
C’era una terrazza, a sinistra del bancone degli alcolici, e una scala, da cui si raggiungeva un giardino, separato da un muro con il parcheggio.
Si appoggiò alla ringhiera, mentre si accendeva una sigaretta. Ne offrì una a Jonny, e entrambi rimasero li per un po’ a guardare fuori, immersi nei propri pensieri.
-Jonny… Non hai mai pensato a come sarebbero potute andare le nostre vite se non ci avessimo neanche provato con questa follia del cinema?-
-Bhe, considerando quali erano le mie prospettive, cerco di pensarci il meno possibile- ridacchiò Jonathan.
-A dire il vero neanche io ero messo meglio… Magari mio padre mi avrebbe trovato un posto da qualche parte… una merda insomma-
-O al massimo potevi scoparti quella che viveva vicino alla casa di tua nonna… Doveva avere i soldi che gli venivano fuori dal buco del culo- Colin rise, prima di tornare nuovamente serio.
-Ho litigato con Jared prima.-
-Sai che novità- commentò ironico Jonathan, ricevendo in cambio un’ occhiata fulminante dall’altro, che cambiò in fretta argomento.
-Come sai di essere innamorato di Francisco?-
-Non…Non lo spiegare con certezza… Lo so e basta-
-Si, ma ci sarà un momento in cui tu lo hai capito?-
-E’… E’ per Jared che me lo chiedi, vero?- domandò buttando fuori dalle labbra una piccola nuvoletta di fumo.
-E’ che… Non mi ero mai sentito così, con nessuno… Anche con Amelia, finché è durata, stavamo bene insieme, ma non mi sentivo… così-
-Bhe mettiamola così… Io credo di essere innamorato di lui perché quando siamo insieme, ogni cosa passa in secondo piano. Non immagino la mia vita senza Francisco, ed è per quello che voglio chiedergli di riprovarci-
Ok, forse non era il momento giusto per parlarne con Colin, ma ormai non aveva più importanza.
-Riprovarci?-
-Si bhe… devo ancora parlarne con lui, ma ho intenzione di comprare un appartamento a Londra. E’ a solo un ora in aereo da Dublino, così lui può continuare a studiare ballo, e io a lavorare. Funzionerà perché lo faremo funzionare. E è questo che è una relazione, due persone a cui importa qualcosa l’uno dell’altro-
-Lui… stasera mi ha detto che mi ama-
“Come se le altre persone non l’avessero ancora capito” pensò Jonny, però non lo disse.
-E tu?-
-Io l’ho accusato di stare flirtando con Eamon… sono uno stronzo, non è vero?-
-Che cosa provi per lui?-
-Mi importa di lui, molto più di quanto mi importi degli altri… Io… mi piacerebbe se funzionasse, se a tutte e due importasse dell’altro.-
Jonny sorrise. –Queste cose non devi dirle a me però-
Colin scosse la testa –Dopo sta sera non mi vorrà più vedere…-
-Bhe, non che avesse tutti i torti, ma puoi sempre provarci… E poi è comunque sempre meglio di una serata passata a parlare di gnomi-
Colin sorrise e se ne andò.
Jonathan tornò dentro, ma la graziosa scenetta che vide gli fece tornare su l’alcol che aveva bevuto durante la serata.
Le labbra di Francisco era vicine, troppo per i suoi giusti, alle orecchie di Eamon, entrambi ridevano di qualcosa che sapevano solo loro.
Una visone che gli ricordava quello che lui e Francisco erano fino a poco tempo prima. E una voce dentro di sé gli disse che le cose non avrebbero funzionato. Quelle sono solo parole, ma la verità è che ormai nulla poteva tornare come in passato. Una piccola lacrima scese sulle sue guance, ma lui la cancellò in fretta con la manica della camicia e tornò a sedersi.
***
-Jared! Jared, per favore apri! Jary devo parlarti, fammi entrare!-
La maniglia scattò e il viso di Colin si trovò a pochissima distanza da quello di Jared.
I capelli, lunghi per la parte, gli cadevano sul viso e i suoi occhi erano più blu del solito. Indossava solo pantaloni slabbrati del pigiama che lasciavano ben poco all’immaginazione.
Doveva ammetterlo, era davvero bello. Uno dei più bei ragazzi che avesse mai visto.
Improvvisamente i jeans si fecero troppo stretti.
Non si era mai messo a fare apprezzamenti sul didietro dei ragazzi o roba simile, come non gli sono mai interessate le etichette. Ma quando si trattava di una bella scopata non faceva troppa differenza quello che l’altra persona aveva nelle mutande. Tanto tutto finiva la mattina dopo.
Tranne quella volta.
Jared lo sapeva che era una delle poche persone su cui faceva fantasie anche dopo esserci stato a letto? O che, in quel momento, mentre stava a petto nudo, glielo aveva fatto venire duro? Avrebbe dovuto dirglielo?
-Smettila di urlare! Dio, sveglierai tutto l’hotel- fece per chiudere la porta, ma Colin la fermò con un piede.
-Devo parlarti-
-Ah si? Bhe notiziona: Non voglio starti a sentire-
-Jared, ti prego…-
Jared alzò gli occhi al cielo, come in attesa. L’irlandese capì che non l’avrebbe fatto entrare, ma era già qualcosa.
Stanco di aspettare, l’americano cominciò a parlare. –Senti… mi dispiace per lo schiaffo. Sai una cosa? Cancella tutto quello che è successo sta sera… Insomma, quello che provo per te sono problemi miei… Troverò il modo per farmela passare, non è un problema questo. So che non bisogna scopare, o peggio, innamorarsi dei colleghi, coglione io che l’ho fatto. Non preoccuparti per il film, sono un professionista, questo non intaccherà per nulla la mia interpretazione. Solo, facciamo finta che non sia accaduto nulla e…-
Colin alzò le sopracciglia… dimenticare tutto? Proprio ora che la birra e quel poco coraggio che gli era rimasto l’avevano convinto a agire? No, non se ne parlava.
Lo baciò. Doveva fermare quel fiume di parole senza senso che uscivano dalla sua bocca.
–Credo di amarti anch’io…- disse Colin sulle su labbra –Questi mesi sono stati i più strani della mia vita… Ma se c’è una cosa che ho capito è che non voglio che tu esca dalla mia vita… voglio che le cose tra di noi funzionino perché mi importa davvero di te… Io voglio davvero provarci… e tu?-
Tutto si sarebbe aspettato Jared, tranne che questo. Conosceva abbastanza Colin da pensare che se avesse mai avuto un qualche tipo di sentimento nei suoi confronti, non l’avrebbe mai ammesso. Mai fino a quel momento…
Lo fece entrare senza dire una parola.
 
“It’s a beautiful lie...
It’s a perfect denial...
Such a beautiful lie to believe in
So beautiful, beautiful
That makes me”
30 Seconds To Mars: A Beautiful Lie

To Be Continued…

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