Titolo: {Like the last burned cigarette} I want you on the tip of my tongue.
Fandom: Sons of Anarchy
Capitoli: 1/1
Pairing: Gemma Teller/Tig Trager (Clay Morrow/Gemma Teller)
Raiting: Nc17
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza scopo di lucro) sono stati creati ed appartengono a Kurt Sutter, booyah \o/ Non possiedo e non ci guadagno nulla X3
Timeline: Dopo la 4x14
Sommario: Si guadarono negli occhi per qualche istante, perché quella merda era già successa e Tig si era ripromesso di seppellirla in fondo alla sua testa, ma forse quella notte non avrebbe fatto differenza.
Conteggio parole: 1.367 (
fiumidiparole)
Note: Scritta per il p0rn fest #5 @
fanfic_italia con il prompt: SONS OF ANARCHY, Gemma Teller/Tig Trager, Lealtà
Autofill, oh yeah. Ho cominciato a vedere SoA qualche mese fa e mi sono pigliata subito bene (angst e violenza rendono Fede a very happy girl), anche se ho sentimenti contrastanti per quanto riguarda l’ultima stagione. Da una parte ho la sensazione che ci siano alcune cose scritte con i piedi (Tara e Clay, sto guardando voi ¬.¬) dall’altra è stata pura bellezzah (Jax presidente, i momenti Jax/Opie e tutta la storyline Chibs/Juice mi hanno resa una fangirl felice. Senza contare che sia Gemma che Tig hanno smesso di bersi tutte le stronzate di Clay, cosa che mi da grandi aspettative sulla quinta stagione -Non so se voglio che loro due diventino canon però, ogni volta che una coppia lo diventa qui dentro comincia ad essere scritta da scimmie ubriache. E poi questo telefilm ha una colonna sonora che da sola vale i 40 minuti di episodio IMHO) e comunque non potrebbe essere un mio fandom se non avesse momenti OOC infilati alla cazzo nella storia *ride*.
Comunque, essendo il p0rn fest capitato proprio mentre sono in fissa ed essendo Tig il mio personaggio preferito ever (almeno di questa serie. E’ in buona posizione anche nella classifica generale), non potevo che inaugurare il mio fest con questo prompt. Non ho molte ship in questo fandom (in effetti shippo praticamente solo queste tre coppie, che poi sono le stesse che ho promptato al fest #foreveralone) ma quelle che ho le shippo with a burning passions.
Spero solo di essere all’altezza dell’awesomeness che sono Gemma e Tig, sia soli che insieme. Appena ci prenderò la mano prometto che farò di meglio (comunque tutti i prompt che ho tirato giù –e ho promptato- sono di un drama e di una pesantezza che io nclpf D:)
Titolo da Mouth To Mouth dei Kill Hannah.
{Like the last burned cigarette} I want you on the tip of my tongue.
Lo smog e la nebbia avevano coperto quasi completamente Charming quella notte, intrappolando le luci della città e rendendo il cielo quasi arancione sopra di esse.
Gemma si scostò una ciocca di capelli dalla fronte e aspirò un altro tiro dalla propria sigaretta. Il fumo volò velocemente in alto e lei lo seguì con lo sguardo, aldilà del cornicione e verso l’orizzonte.
Pensava all’officina e al fatto che, nonostante vivesse lì da più di vent’anni, non si fosse mai fermata a guardare Charming dall’alto.
Pensava a Jax, che ogni giorno diventava sempre più simile a suo padre e a quanto questo la facesse incazzare. Quando John la guardava negli occhi, Gemma non vedeva nulla. Ne odio ne amore, era completamente trasparente. Era terrorizzata all’idea che arrivasse il giorno in cui gli occhi di suo figlio passassero attraverso di lei, come se non fosse presente.
E non poteva evitare di pensare a Clay, steso su un letto del Sant Thomas. Aveva passato la sua vita a fare di tutto per proteggere la persone che amava, ma alla fine la sua famiglia ne era comunque uscita in pezzi.
La porta dietro di se si aprì ma lei non si alzò dal muretto sul quale era seduta. Schiacciò il filtro sotto il tacco dei suoi stivali e rimase ferma a godersi il leggero vento che quella sera soffiava sulla città.
Tig aveva la schiena appoggiata contro il muro, la bottiglia di whiskey stretta in una mano e lo sguardo che cercava di raggiungere quello di Gemma, interessato a chi sa cosa, sopra i tetti delle case davanti a loro.
-Hai bisogno di qualcosa, tesoro?- sussurrò lei, voltando il viso nella sua direzione.
-Io, uhm, sì in effetti…- dopo qualche istante si morse le labbra, abbassando le braccia. –In effetti no. Me ne offri una?- domandò indicando con la testa il pacchetto di sigarette che sporgeva dalla sua borsa.
Dalle labbra di Gemma uscì un misto tra un sorriso e un sospiro, mentre lo afferrava.
Non era stata una lunga giornata solamente per lei ma per tutto il club.
Jax era diventato presidente e Clay era in ospedale, con un respiratore dentro la gola ed una toppa in meno sulla sua giacca di pelle. Avevano tutti bisogno di un attimo di riposo per rimettere a posto le idee.
-E ora che succederà?- domandò Tig, lasciando Gemma con il braccio teso e la sigaretta tra le dita.
La verità era che era avrebbe dovuto saperlo.
Era da quando era successo il casino con Donna, forse anche prima, che si sarebbe dovuto rendere conto che le cose stavano cambiando. Nonostante avesse ridato a Clay la sua toppa solo il giorno prima, erano mesi che non era più il suo Sergente in armi. La riunione del club di quella sera aveva solo reso le cose ufficiali.
Era una situazione del cazzo perché quella era l’unica cosa che sapeva fare bene; il club era la sua famiglia, se fosse morto per proteggerlo se ne sarebbe andato con un sorriso sulle labbra, l’unica cosa che voleva era che tutti lo vedessero.
Gemma si alzò, posandogli la sigaretta tra le labbra e proteggendo la fiamma dell’accendino dal vento con la mani.
-Andremo avanti.- lo sguardo di Tig andò dove, solo pochi istanti prima, si era posato quello di Gemma. No, non c’era un cazzo di interessante. -Ehi, ascoltami,- disse con voce ferma, cercando il suo sguardo. –Il club ce la farà. Noi ce la faremo.-
Tig alzò prese la sigaretta tra le mani e sostenne il suo sguardo. Nonostante l’occhio nero ed i tagli sul suo viso si vedessero ancora, la sicurezza nella sua voce non era cambiata. Questa volta, poi, Tig era ancora più facile da convincere del solito. Ogni fibra del suo corpo voleva credere a quelle parole.
Lo sguardo di Tig si posò sulle labbra di Gemma solo per un attimo, prima di cedere e premere la propria bocca sulla sua.
La bottiglia fece un rumore acuto quando si infranse sul cemento, bagnando completamente la sigaretta ormai spenta dal vento.
Si guadarono negli occhi per qualche istante, perché quella merda era già successa e Tig si era ripromesso di seppellirla in fondo alla sua testa, ma forse quella notte non avrebbe fatto differenza. Ora lui non era più Sergente in armi e Clay il suo presidente, forse con il Cartello e gli irlandesi il club aveva per le mani problemi maggiori di cui preoccuparsi. Forse quella sera c’era troppa tensione nell’aria perché qualcuno dei ragazzi si preoccupasse di salire sul tetto per cercarli.
Tig alzò le spalle e si passò una mano sulla faccia, facendo un passo indietro e prendendo il pacchetto di sigarette di Gemma, ormai abbandonato sul muretto.
–Scusami.- disse mentre ne accendeva una nuova.
Gemma scosse la testa e si avvicinò ancora a lui, cercando molto di più del bacio di pochi istanti prima, o di due strusciate del cazzo sul muro del soggiorno di suo padre. Voleva riprendere il controllo, almeno per quelle poche ore che la separavano dal momento in cui sarebbe dovuta tornare in una camera d’ospedale dove c’era Clay ancora vivo, in cui non sarebbe più stata la Signora del club.
Lo baciò di nuovo e poi ancora, stringendogli i polsi con le unghie e mettendogli la lingua in bocca, soffocando tutte le cazzate che quel coglione di Tig avrebbe potuto pronunciare, perché non era in vena.
Tig fece scendere le braccia, graffiandosi le dita mentre apriva la lampo dei suoi pantaloni e le abbassava il perizoma.
Gemma si voltò finchè la sua schiena non toccò il muro, gemendo contro il collo di Tig mentre, con le dita, lui entrava dentro di lei, il cazzo già duro che premeva contro i jeans.
Tig voleva dire qualcosa, perché stavano per entrare in quel territorio dove tutti i sensi di colpa dovuti al fatto che ti stai scopando la moglie di un fratello (che tra l’altro in quel momento si trovava in ospedale per colpa tua) cominciano a non essere abbastanza ma, esattamente nel momento in cui si decise a parlare, Gemma lo baciò violentemente, spingendoselo contro e obbligando Tig ad appoggiare una mano contro il muro per rimanere in piedi.
Quella era una delle poche regole di Tig, non tradire ne il club e i suoi componenti e, quella sera, lui stava per infrangerla.
-Non me ne frega un cazzo di quello che hai da dire.- gli soffiò sulle labbra, muovendo il proprio bacino contro il suo.
Tig deglutì e fece un passo indietro, slacciandosi i jeans e facendoli cadere insieme ai boxer lungo le sue gambe. Gemma scosse la testa con un piccolo sorriso mentre si metteva in ginocchio e glielo prendeva in bocca.
Tig intrecciò una mano nei suoi capelli castani mentre l’altra le accarezzava il livido sotto l’occhio.
Mai come in quel momento, Tig fu felice del fatto che nessuno di loro potesse tornare indietro. Era vero, il club si trovava in una situazione di merda come forse mai prima d’ora, ma infondo era felice che fossero arrivati a quel punto di non ritorno. Se avesse avuto la possibilità di rivivere tutto sapendo dove ogni sua azione l’avesse portato, non aveva idea della scelta che avrebbe compiuto.
Lasciò che quei pensieri si perdessero tra un gemito e un’imprecazione e spinse di più il bacino nella direzione di Gemma.
Appena lei sì alzò di nuovo in piedi, Tig le fu di nuovo addosso, il respiro spezzato nella gola e l’impressione di stare facendo la più grande cazzata della sua vita. Cercò alla cieca il portafoglio nella tasca dei jeans, prendendo il preservativo che ci teneva dentro e facendolo poi cadere tra il vetro, il whiskey e la polvere.
Afferrò le sue cosce e la alzò da terra, entrando dentro di lei; una goccia di sudore le scese lungo fronte e le sue unghie graffiavano le braccia di Tig, lasciandogli lunghi segni rossi.
Fu veloce, quasi frettoloso, ma entrambi avevano così tante cose nella testa da aver l’impressione che durasse una vita intera. Tig venne con un grugnito ed il nome di Gemma sulle labbra, mentre lei mordeva la pelle del suo collo.
Rimase qualche secondo dentro di lei, appoggiando la fronte sulla giacca di pelle di Gemma e sentendo gli occhi pizzicarli. Lei lo strinse a se, baciandogli la fronte e ripetendo quello che aveva detto poco prima.
-Ce la faremo.-
Fandom: Sons of Anarchy
Capitoli: 1/1
Pairing: Gemma Teller/Tig Trager (Clay Morrow/Gemma Teller)
Raiting: Nc17
Disclaimer: I personaggi presenti in questa storia (scritta senza scopo di lucro) sono stati creati ed appartengono a Kurt Sutter, booyah \o/ Non possiedo e non ci guadagno nulla X3
Timeline: Dopo la 4x14
Sommario: Si guadarono negli occhi per qualche istante, perché quella merda era già successa e Tig si era ripromesso di seppellirla in fondo alla sua testa, ma forse quella notte non avrebbe fatto differenza.
Conteggio parole: 1.367 (
Note: Scritta per il p0rn fest #5 @
Autofill, oh yeah. Ho cominciato a vedere SoA qualche mese fa e mi sono pigliata subito bene (angst e violenza rendono Fede a very happy girl), anche se ho sentimenti contrastanti per quanto riguarda l’ultima stagione. Da una parte ho la sensazione che ci siano alcune cose scritte con i piedi (Tara e Clay, sto guardando voi ¬.¬) dall’altra è stata pura bellezzah (Jax presidente, i momenti Jax/Opie e tutta la storyline Chibs/Juice mi hanno resa una fangirl felice. Senza contare che sia Gemma che Tig hanno smesso di bersi tutte le stronzate di Clay, cosa che mi da grandi aspettative sulla quinta stagione -
Comunque, essendo il p0rn fest capitato proprio mentre sono in fissa ed essendo Tig il mio personaggio preferito ever (almeno di questa serie. E’ in buona posizione anche nella classifica generale), non potevo che inaugurare il mio fest con questo prompt. Non ho molte ship in questo fandom (in effetti shippo praticamente solo queste tre coppie, che poi sono le stesse che ho promptato al fest #foreveralone) ma quelle che ho le shippo with a burning passions.
Spero solo di essere all’altezza dell’awesomeness che sono Gemma e Tig, sia soli che insieme. Appena ci prenderò la mano prometto che farò di meglio (comunque tutti i prompt che ho tirato giù –e ho promptato- sono di un drama e di una pesantezza che io nclpf D:)
Titolo da Mouth To Mouth dei Kill Hannah.
{Like the last burned cigarette} I want you on the tip of my tongue.
Lo smog e la nebbia avevano coperto quasi completamente Charming quella notte, intrappolando le luci della città e rendendo il cielo quasi arancione sopra di esse.
Gemma si scostò una ciocca di capelli dalla fronte e aspirò un altro tiro dalla propria sigaretta. Il fumo volò velocemente in alto e lei lo seguì con lo sguardo, aldilà del cornicione e verso l’orizzonte.
Pensava all’officina e al fatto che, nonostante vivesse lì da più di vent’anni, non si fosse mai fermata a guardare Charming dall’alto.
Pensava a Jax, che ogni giorno diventava sempre più simile a suo padre e a quanto questo la facesse incazzare. Quando John la guardava negli occhi, Gemma non vedeva nulla. Ne odio ne amore, era completamente trasparente. Era terrorizzata all’idea che arrivasse il giorno in cui gli occhi di suo figlio passassero attraverso di lei, come se non fosse presente.
E non poteva evitare di pensare a Clay, steso su un letto del Sant Thomas. Aveva passato la sua vita a fare di tutto per proteggere la persone che amava, ma alla fine la sua famiglia ne era comunque uscita in pezzi.
La porta dietro di se si aprì ma lei non si alzò dal muretto sul quale era seduta. Schiacciò il filtro sotto il tacco dei suoi stivali e rimase ferma a godersi il leggero vento che quella sera soffiava sulla città.
Tig aveva la schiena appoggiata contro il muro, la bottiglia di whiskey stretta in una mano e lo sguardo che cercava di raggiungere quello di Gemma, interessato a chi sa cosa, sopra i tetti delle case davanti a loro.
-Hai bisogno di qualcosa, tesoro?- sussurrò lei, voltando il viso nella sua direzione.
-Io, uhm, sì in effetti…- dopo qualche istante si morse le labbra, abbassando le braccia. –In effetti no. Me ne offri una?- domandò indicando con la testa il pacchetto di sigarette che sporgeva dalla sua borsa.
Dalle labbra di Gemma uscì un misto tra un sorriso e un sospiro, mentre lo afferrava.
Non era stata una lunga giornata solamente per lei ma per tutto il club.
Jax era diventato presidente e Clay era in ospedale, con un respiratore dentro la gola ed una toppa in meno sulla sua giacca di pelle. Avevano tutti bisogno di un attimo di riposo per rimettere a posto le idee.
-E ora che succederà?- domandò Tig, lasciando Gemma con il braccio teso e la sigaretta tra le dita.
La verità era che era avrebbe dovuto saperlo.
Era da quando era successo il casino con Donna, forse anche prima, che si sarebbe dovuto rendere conto che le cose stavano cambiando. Nonostante avesse ridato a Clay la sua toppa solo il giorno prima, erano mesi che non era più il suo Sergente in armi. La riunione del club di quella sera aveva solo reso le cose ufficiali.
Era una situazione del cazzo perché quella era l’unica cosa che sapeva fare bene; il club era la sua famiglia, se fosse morto per proteggerlo se ne sarebbe andato con un sorriso sulle labbra, l’unica cosa che voleva era che tutti lo vedessero.
Gemma si alzò, posandogli la sigaretta tra le labbra e proteggendo la fiamma dell’accendino dal vento con la mani.
-Andremo avanti.- lo sguardo di Tig andò dove, solo pochi istanti prima, si era posato quello di Gemma. No, non c’era un cazzo di interessante. -Ehi, ascoltami,- disse con voce ferma, cercando il suo sguardo. –Il club ce la farà. Noi ce la faremo.-
Tig alzò prese la sigaretta tra le mani e sostenne il suo sguardo. Nonostante l’occhio nero ed i tagli sul suo viso si vedessero ancora, la sicurezza nella sua voce non era cambiata. Questa volta, poi, Tig era ancora più facile da convincere del solito. Ogni fibra del suo corpo voleva credere a quelle parole.
Lo sguardo di Tig si posò sulle labbra di Gemma solo per un attimo, prima di cedere e premere la propria bocca sulla sua.
La bottiglia fece un rumore acuto quando si infranse sul cemento, bagnando completamente la sigaretta ormai spenta dal vento.
Si guadarono negli occhi per qualche istante, perché quella merda era già successa e Tig si era ripromesso di seppellirla in fondo alla sua testa, ma forse quella notte non avrebbe fatto differenza. Ora lui non era più Sergente in armi e Clay il suo presidente, forse con il Cartello e gli irlandesi il club aveva per le mani problemi maggiori di cui preoccuparsi. Forse quella sera c’era troppa tensione nell’aria perché qualcuno dei ragazzi si preoccupasse di salire sul tetto per cercarli.
Tig alzò le spalle e si passò una mano sulla faccia, facendo un passo indietro e prendendo il pacchetto di sigarette di Gemma, ormai abbandonato sul muretto.
–Scusami.- disse mentre ne accendeva una nuova.
Gemma scosse la testa e si avvicinò ancora a lui, cercando molto di più del bacio di pochi istanti prima, o di due strusciate del cazzo sul muro del soggiorno di suo padre. Voleva riprendere il controllo, almeno per quelle poche ore che la separavano dal momento in cui sarebbe dovuta tornare in una camera d’ospedale dove c’era Clay ancora vivo, in cui non sarebbe più stata la Signora del club.
Lo baciò di nuovo e poi ancora, stringendogli i polsi con le unghie e mettendogli la lingua in bocca, soffocando tutte le cazzate che quel coglione di Tig avrebbe potuto pronunciare, perché non era in vena.
Tig fece scendere le braccia, graffiandosi le dita mentre apriva la lampo dei suoi pantaloni e le abbassava il perizoma.
Gemma si voltò finchè la sua schiena non toccò il muro, gemendo contro il collo di Tig mentre, con le dita, lui entrava dentro di lei, il cazzo già duro che premeva contro i jeans.
Tig voleva dire qualcosa, perché stavano per entrare in quel territorio dove tutti i sensi di colpa dovuti al fatto che ti stai scopando la moglie di un fratello (che tra l’altro in quel momento si trovava in ospedale per colpa tua) cominciano a non essere abbastanza ma, esattamente nel momento in cui si decise a parlare, Gemma lo baciò violentemente, spingendoselo contro e obbligando Tig ad appoggiare una mano contro il muro per rimanere in piedi.
Quella era una delle poche regole di Tig, non tradire ne il club e i suoi componenti e, quella sera, lui stava per infrangerla.
-Non me ne frega un cazzo di quello che hai da dire.- gli soffiò sulle labbra, muovendo il proprio bacino contro il suo.
Tig deglutì e fece un passo indietro, slacciandosi i jeans e facendoli cadere insieme ai boxer lungo le sue gambe. Gemma scosse la testa con un piccolo sorriso mentre si metteva in ginocchio e glielo prendeva in bocca.
Tig intrecciò una mano nei suoi capelli castani mentre l’altra le accarezzava il livido sotto l’occhio.
Mai come in quel momento, Tig fu felice del fatto che nessuno di loro potesse tornare indietro. Era vero, il club si trovava in una situazione di merda come forse mai prima d’ora, ma infondo era felice che fossero arrivati a quel punto di non ritorno. Se avesse avuto la possibilità di rivivere tutto sapendo dove ogni sua azione l’avesse portato, non aveva idea della scelta che avrebbe compiuto.
Lasciò che quei pensieri si perdessero tra un gemito e un’imprecazione e spinse di più il bacino nella direzione di Gemma.
Appena lei sì alzò di nuovo in piedi, Tig le fu di nuovo addosso, il respiro spezzato nella gola e l’impressione di stare facendo la più grande cazzata della sua vita. Cercò alla cieca il portafoglio nella tasca dei jeans, prendendo il preservativo che ci teneva dentro e facendolo poi cadere tra il vetro, il whiskey e la polvere.
Afferrò le sue cosce e la alzò da terra, entrando dentro di lei; una goccia di sudore le scese lungo fronte e le sue unghie graffiavano le braccia di Tig, lasciandogli lunghi segni rossi.
Fu veloce, quasi frettoloso, ma entrambi avevano così tante cose nella testa da aver l’impressione che durasse una vita intera. Tig venne con un grugnito ed il nome di Gemma sulle labbra, mentre lei mordeva la pelle del suo collo.
Rimase qualche secondo dentro di lei, appoggiando la fronte sulla giacca di pelle di Gemma e sentendo gli occhi pizzicarli. Lei lo strinse a se, baciandogli la fronte e ripetendo quello che aveva detto poco prima.
-Ce la faremo.-