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[personal profile] heavenmayburn
Titolo: They can’t buy their way into heaven
Autore: me aka [profile] heaven_may_burn
Capitoli: 1/5
Pairing: Joel Madden X Benji MaddenJimmy Sullivan X Johnny Swaden / ...
Rating
: R

Sommario: Sapeva che c’era qualcosa di profondamente sbagliato. Ogni volta che la guardava, che si parlavano, capiva che tutto si era logorato nel profondo.
Disclaimer:
Just look at me, look at me now, I'm a FAKE!
Nota: Ed ecco il sequel... "DioCiSalvi" come direbbe Galla Placidia xD
Song: "Not Good Enough For Truth Or Chilice" by Escape The Fate


SEVEN DAYS OF SIN: Primo Giorno: Invidia / Secondo Giorno: Superbia / Terzo Giorno: Ira / Quarto Giorno: Accidia / Quinto Giorno: Gola / Sesto Giorno: Lussuria

They can’t buy their way into heaven.
By Niamh
 
(N.b. "Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e non mi appartengono, e gli eventi non sono accaduti realmente e questa storia non è scritta a scopo di lucro")
“So for now, take this down a notch,
Crash my car through your window,
Make sure you're still alive,
Just in time to kill you…”
Prologo.
Salt Lake City, Utah.
Lunedì 7 Maggio 2007.
Ore 11.20
 
Joel prese in mano la bottiglia di birra che aveva lasciato sul muretto nel parcheggio.
Si era come minimo dimezzata.
Che schifo!
Una volta, mentre era a casa sua a godersi la tv, si era imbattuto in CSI.
Tutto normale in questo, lui amava le storie dove la gente moriva in modo terribilmente violento e doloroso.
Però, a metà episodio, Grissom aveva trovato una bottiglietta, e aveva spiegato ogni membro della sua squadra che, quando una persona beve beve sputa dentro una percentuale di saliva.
Lui aveva trovato il colpevole senza fatica, ma a Joel erano venuti i brividi.
Diede un’altra occhiata alla bottiglia.
C’era un piccolo strato di schiuma in superfice, e questo voleva dire che quel simpaticone si era appena dissetato.
Gli sembrava di tenere in mano una sputacchiera!
Chissà, magari teneva in mano il DNA del fonico, quell’uomo di circa 170 kg che assomigliava a Homer Simpson. Bere quella birra sarebbe stato un po’ come sliguazzarselo. No, grazie.
O magari era la saliva dell’addetta alla stampa… già una prospettiva migliore.
Scosse la tesa e buttò la bottiglia nel primo cassonetto che vide.
 -Hey!- qualcuno dietro di lui attirò la sua attenzione.
Non c’era bisogno di girarsi per capire chi era.
Appena Benji fù abbastanza vicino diede un’occhiata alla bottiglia.
-Che spreco- commentò guardandola.
Diede uno sguardo in giro. Nessuno in vista.
Fece combaciare le proprie labbra con quelle del fratello.
Ecco, questo si che era un metodo migliore per scambiarsi saliva, pensò Joel.
-Ero venuto a chiamarti- disse dopo qualche secondo –Gli altri devono essere arrivati-
Joel annuì.
Non aveva voglia di andare, di fare quel tour, non aveva voglia di fare nulla.
O meglio, nulla tranne quello che ormai, lui e suo fratello facevano da un mese.
Ma se ci teneva a continuare a vivere come faceva da circa 7 anni a ora, era meglio se muoveva il culo. Perché, nonostante tutto, Joel ci teneva davvero. L’ultima cosa che voleva fare era tornare a pulire i cessi. E era anche quella, una delle tante ragioni per il quale i suoi romantici progetti non erano realizzabili.
E poi, mica andava in miniera a spaccare le pietre; era una rockstar, il suo sogno da quando aveva quindici anni, non doveva sforzarsi più di tanto di accontentarsi.
Forse.
Si diressero verso il parcheggio.
-Ah, a proposito Joely, prima ho visto la tua birra e ne ho preso un sorso… Non ti dispiace, vero?-
***
Ore 11.35
 
-O mio dio! Ma siete davvero voi? E’ da un bordello di tempo che non ci vediamo!- Esclamò Benji entrando nel tour bus.
C’erano 5 persone, oltre a Billy e Paul.
Gli Avenged Sevenfolds.
Erano amici da molto tempo.
Un pomeriggio, mentre il nuovo album era in lavorazione, erano usciti insieme; e Matt e Brian, stanchi di stare a guardarli senza fare nulla, avevano deciso di collaborare a una canzone.
Essa era diventata il primo singolo, che balzando alle prime posizioni delle classifiche, aveva fatto registrare all’album ottime vendite.
Talmente buone che i loro agenti avevano deciso di fare combaciare alcune date dei loro rispettivi tour, in modo da riproporre la versione originale live, oltre che aumentare considerevolmente il loro guadagno.
-Già, ma non preoccuparti, per le prossime 2 settimane saremmo costretti a rimanervi attaccati al culo!- rise Jhonny.
Billy sorrise gentilmente, sebbene non ci trovasse nulla di divertente. Ne nella sua battuta triste, ne in quella situazione.
Quel tour voleva dire nuove date, cioè un altro periodo lontano da casa e dalla sua ragazza.
Le cose tra di loro non andavano affatto bene.
Sapeva che c’era qualcosa di profondamente sbagliato. Ogni volta che la guardava, che si parlavano, capiva che tutto si era logorato nel profondo.
Probabilmente era colpa del tempo, delle circostanze, o forse proprio sua.
Non importa quanto tieni a qualcosa. Ci sono volte in cui la vedi da lontano sgretolarsi e non hai la forza di cercare di raccogliere i pezzi. Così stai solo a guardare le tue certezze che si sgretolano.
E altro tempo lontano voleva dire nuovi piccoli pezzettini da raccogliere.
Sarebbe riuscito a ricostruire il puzzle della sua vita?
-Allora, qualcuno mi fa vedere un po’ che posto è questo?- chiese Brian a un certo punto.
-Certo, seguimi!- disse Benji.
***
Ore 11.40
 
-Com’è che te e gli altri avete accettato di fare questa cosa?- chiese Benji, come se si trattasse di andare dal dentista nonostante non si abbia nulla che non va.
-Valary ha insistito tantissimo, il bello è che poi lei non è voluta venire… valla a capire. Comunque non avevamo voglia di rimanere a cazzeggiare a LA. Sai com’è, no? Ti lamenti tanto di quanto un tour sia stressante, ma quando finisce muori di noia!-
Benji annuì.
-Ma non è che avete delle birre? Sto morendo di sete!-
-Si… Vai a cercare Joel, credo che ne abbia una bella scorta…-
Il cellulare di Benji squillò, e lui si girò a rispondere, mostrando a Syn una perfetta visione del suo fondoschiena.
Niente male.
Dopo pochi secondi attaccò il telefono e si voltò nuovamente verso di lui.
-Era Paul… dice che abbiamo le prove per il soundcheck, devo andare… Ci vediamo dopo!-
-Certo, tanto anch’io devo cercare qualcosa per non disidratarmi!- lo salutò.
Mentre Benji se ne andava, Syn si fece una nota mentale per ringraziare Valary… Questi 15 giorni si prospettavano davvero interessanti.
To Be Continued
 




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